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15/04/2021

Creare lavoro Un bando aiuta neo-cooperativeCinghiali, danni per oltre due milioni

Il Giornale di Vicenza

LEGACOOP VENETO Rizzi: «Ora innovazione»L'APPELLO DI COLDIRETTI VENETO Dopo la pubblicazione delle segnalazioni dell'Oms di rischi anche sanitari
Dopo una selezione, 9 mila euro ai tre migliori piani d'impresa«Oltre 8 italiani su dieci ritengono che questa emergenza va affrontata con abbattimenti»
Prende il via in Veneto la prima edizione del bando "Coopstartup" «nato per promuovere e accompagnare - spiega una nota - la nascita di nuove cooperative con attività di formazione e consulenza gratuite e un finanziamento a fondo perduto ai migliori progetti. Un modo per dare impulso alla nuova impresa e favorire opportunità di occupazione in questa difficile congiuntura pandemica. L'iniziativa è promossa da Legacoop Veneto, Coopfond, Coop Alleanza 3.0 e Generaimprese, in partnership con Iuav, Fondazione Ca' Foscari e Muec, master in economia della cooperazione dell'Università di Bologna, in collaborazione con Hypernova e Generazioni Veneto». Il bando è stato lanciato ieri e resterà attivo fino al 31 maggio.Almeno tre persone. Coopstartup Veneto è destinato «a gruppi di almeno tre persone che hanno intenzione di costituire un'impresa cooperativa con sede operativa e legale in Veneto. Saranno favoriti, con punteggio premiante, i gruppi composti in maggioranza da persone di età inferiore ai 40 anni e i progetti che abbiano grande attenzione per la sostenibilità e gli obiettivi di Agenda 2030, nonché elementi di forte innovazione tecnologica, organizzativa e sociale. Il bando è rivolto inoltre alle cooperative neocostituite (non prima di gennaio 2020), con l'obiettivo di accompagnarle nel rafforzamento della propria idea imprenditoriale». La prima fase del progetto sarà una "call for ideas", seguirà «un percorso di formazione finalizzato a fornire le competenze di base per lo sviluppo dell'idea e la costituzione di una cooperativa». Dopo una prima selezione e una fase di consulenza per la stesura dei progetti d'impresa e la predisposizione dei relativi business plan, «le tre migliori proposte imprenditoriali riceveranno un contributo di 9 mila euro e saranno accompagnate lungo tutto il loro percorso di startup con una consulenza continuativa garantita da Legacoop Veneto fino ai 36 mesi successivi all'avvio dell'attività».La sfida. «A fronte di una sfiducia che porta a ridurre notevolmente le nuove imprese - sottolinea Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto - abbiamo scelto di potenziare la nostra sfida di promuovere il modello cooperativo, come già facciamo attraverso lo "sportello StartUp", attivo da anni ma rafforzato e implementato nel corso dell'ultimo. È un progetto che consente anche l'introduzione e la diffusione di innovazione all'interno del sistema»..

«La proliferazione dei cinghiali in Veneto provoca danni all'agricoltura per milioni di euro l'anno, ma la loro presenza è anche molto pericolosa in termini di aggressioni e incidenti stradali oltre che per il rischio sanitario». È la nuova denuncia diffusa dalla Coldiretti Veneto dopo che è stata resa nota la richiesta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di fermare la vendita di selvatici vivi nei mercati alimentari per prevenire la diffusione delle malattie infettive. «Su territorio regionale e nazionale con i lockdown per l'emergenza Covid sono sempre più frequenti - sottolinea la Coldiretti - le segnalazioni animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case alla ricerca di cibo con evidenti pericoli per la sicurezza e la salute».Perdite. La media delle perdite calcolata da Coldiretti Veneto si aggira oltre ai due milioni di euro l'anno. «Il dato è formulato in base alle denunce e perizie depositate presso gli uffici competenti e testimonia un approccio ancora timido - precisa Daniele Salvagno presidente regionale - perché molti agricoltori in base agli scarsi indennizzi (in alcuni anni appena il 30%) e ai tempi burocratici (spesso più di 2 anni), rinunciano a presentare istanze. Per questo - sostiene Salvagno - il valore è sicuramente tre volte tanto». Colture, sistema idrogeologico: i disagi «non sono solo per l'operato degli agricoltori. Si aggiungono infatti i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina e migliaia di incidenti a carico dei cittadini coinvolti in sinistri i cui rimborsi non coprono neppure le spese delle pratiche necessarie».Il piano. È un problema reale «evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano un ruolo fondamentale per la diffusione del virus Psa e dunque una delle misure necessarie in Italia è la gestione numerica della popolazione di cinghiali. L'azione dunque secondo il Piano - continua la Coldiretti - deve essere indirizzata alla riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157 del 1992 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette.Abbattimenti. «Oltre otto italiani su 10 (81%) - secondo l'indagine Coldiretti/Ixè - pensano che l'emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. Il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c'è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l'equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un'opinione. Il risultato - conclude la nota - è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali»..