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10/03/2020

Creaf, scintille al processo che vede imputato il sindaco

Il Tirreno - Paolo Nencioni Vezio Trifoni

Accusa e difesa si danno battaglia sul capo d'imputazione: il giudice respinge la richiesta dell'avvocato di Biffoni sull'indeterminatezza della contestazione tribunale
prato. È iniziato subito con le scintille tra accusa e difesa il processo per il crac del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione mai nato in via Galcianese, e che però ha inghiottito fondi pubblici per 22 milioni di euro senza produrre alcunché, prima del fallimento dichiarato nel 2017. Davanti al giudice Romano si è aperto ieri il dibattimento che vede imputati il sindaco Matteo Biffoni (accusato di cooperazione colposa nella bancarotta in qualità di ex presidente della Provincia di Prato dal 2014), il suo predecessore Lamberto Gestri, gli ex amministratori Luca Rinfreschi e Laura Calciolari, gli ex membri del Cda Veronica Melani e Gianmario Bacca e i tre sindaci revisori Massimo Longini, Massimo Picchi e Marco Bini. Giuseppe Nicolosi, avvocato difensore di Biffoni, ha presentato un'eccezione preliminare chiedendo la nullità del capo d'imputazione che a suo parere è eccessivamente generico. Il pubblico ministero Lorenzo Boscagli si è stupito ricordando che il sindaco alla chiusura delle indagini preliminari è stato interrogato per 5 ore e la questione all'epoca non è stata sollevata. Il difensore ha ribattuto che il capo d'imputazione è cosa diversa dalla chiusura delle indagini e ha insistito nella richiesta ma il giudice ha respinto l'eccezione rinviato l'udienza alla fine di aprile, quando verrà sentito il curatore Leonardo Castoldi. Intanto il Creaf cerca di rifarsi il look con un murale gigante con la rappresentazione di un professionista che osserva lo stabilimento con un cannocchiale ed è arrivato lo stop al trasferimento dell'archivio comunale da parte della Regione, proprietaria dell'ex capannone industriale attraverso la società in house Sviluppo Toscana. Le aziende che hanno risposto al bando pubblicato a metà dicembre per trovare "inquilini" adeguati a farne un polo di ricerca e innovazione, sono più del previsto e hanno bisogno di spazi. «Dato che ci sono altre imprese interessate rispetto a quelle che abbiamo già individuato, preferiamo dare spazio a queste - afferma l'assessore regionale alle attività produttive, Stefano Ciuoffo - L'archivio comunale non è un'attività coerente con gli obiettivi che ci siamo dati. Se non c'è alternativa ben venga anche l'archivio, ma altrimenti perché sottrarre spazio a ricerca e innovazione?». L'ipotesi di ospitare una scuola superiore nell'edificio B (quello laterale lungo via Dossetti) è sempre valida. È probabile che gli enti optino per un "rent to buy" , ossia un affitto a riscatto per la Provincia che al termine di un certo periodo capitalizzerà quanto versato annualmente diventando proprietaria dell'immobile. I lavori di adeguamento invece dovrebbero essere a carico delle casse regionali. Se tutto andrà al suo posto nei termini previsti, è ipotizzabile che Prato abbia un nuovo edificio scolastico utilizzabile per le superiori dal settembre 2021. Il fallimento del Creaf è stato dichiarato dal Tribunale nel febbraio 2017 e i soci (Provincia e Comune di Prato più gli altri Comuni del pratese) hanno deciso di sciogliere la società. È stato nominato commissario liquidatore Filippo Ravone, presidente dell'ordine dei commercialisti di Prato. --Paolo NencioniVezio Trifoni© RIPRODUZIONE RISERVATA