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29/04/2021

Crac Demoter, decise 16 condanne

Gazzetta del Sud

Concluso in primo grado il processo" Buco nero" sulla bancarotta fraudolenta della holding edile
Inflitti6 anni all' ex presidente dell' Ance Borella. Assoltii commercialisti Cacacee Panarello
Nuccio Anselmo Siè concluso in primo grado con ben 16 condannee4 assoluzioni totali, più una serie di proscioglimenti parziali, il processo scaturito dall' operazione " Buco nero" sul fallimentoe la successiva bancarotta fraudolenta dell' impresa Demoter Spa, la società messinese dei Borella che operava nel settore degli appalti pubblici edilie stradali,e che prima del clamoroso crac finanziario era divenuta un veroe proprio colosso internazionale con un giro d' affari annuo di 60 milioni di euro, riuscendo ad aggiudicarsi appalti di prestigio non soltanto in Italia ma in varie parti del mondo. La sentenza, dopo un processo durato parecchi anni, sono sette rispetto al blitz della Polizia,è stata emessa della seconda sezione penale del tribunale presieduto dal giudice Claudia Misale.È stato condannatoa6 anni, edè la pena più alta, con le pene accessorie dell' interdizione perpetua dai pubblici ufficiel' inabilitazione all'ese rcizio di imprese commerciali, il patron della Demoter Spa, il costruttore messinese Carlo Borella, cheè stato anche presidente della sezione dell' Ancea Messina. Le altre pene: sono stati condannati anche Claudio Borellaa3 anni e4 mesi,Domenica Borellaa 3annie5 mesi, Federica Borellaa3 annie4 mesi, Letizia Borellaa3 annie5 mesi, Zelinda Borellaa3 annie8 mesi, Giuseppe Bottaroa3 annie8 mesi, Gianfranco Cucinottaa3 annie6 mesi, il collaboratore di giustizia milazzese Biagio Grassoa2 anni, Daniela Lizzioa2 anni, Christian Mazzolaa3 anni4 mesi, Manuela Mazzolaa3 annie4 mesi, Agatino Spadaroa3 annie6 mesi, Patrizia Suracea3 annie6 mesi, Sergio Zavagliaa2 anni eGiosafatto Zimbè Zaire2 anni. Per Lizzio, Zavagliae Zimbè Zaire i giudici hanno concesso la sospensione della penae la non menzione. I giudici invece, nonostante le richieste di condanna hanno assolto totalmentei rappresentanti del collegio sindacaleei revisori contabili che si susseguirono nel tempo,a cui era imputata in sostanza una mancata vigilanza sulle varie operazioni societarie, ovvero il commercialista Salvatore Cacace («per non aver commesso il fatto»), Maria Antonietta Chillè («per non aver commesso il fatto» da due capid' imputazionee «perché il fatto non sussiste» da un capod' imput azione), Giuseppe Scandurra («per non aver commesso il fatto» da due capid' imputazionee «perché il fatto non sussiste» da un capod' imputazione)e il commercialista Benedetto Panarello («per non aver commesso il fatto» da tre capid' imputazionee «perché il fatto non sussiste» da un capod' imput azione). Assoluzioni parziali, tutte con la formula «perché il fatto non sussiste», hanno registrato poi Carlo, Claudio, Domenica, Federica, Letiziae Zelinda Borella,e poi Gianfranco Cucinottae Patrizia Surace.I giudici hanno poi disposto il" non luogoa procedere" per morte per Benito Borellae Gaetana Patrizia De Luca. Molti gli avvocati impegnati in questa lunga vicenda sin dagli interrogatori di garanzia dopo gli arresti, che risalivano all' ottobre del 2014: Carlo Autru Ryolo, Carmelo Peluso, Isabella Barone, Francesco Finocchiaro, Alberto Gullino, Santi Trovato, Giovanni Gulino, Andrea Torre, Daniela Agnello, Manuela Mancuso ed Enrico Trant ino. Il tracollo dell' impero economico creato da Borella avvenne nel giro di tre anni. Era il 30 gennaio 2010 la data "X" in cui iniziò la cessione dei diversi ramid' azienda della Demoter Spa alle altre società collegate. Poco meno di due anni dopo, nel novembre 2011, la società venne sottopostaa procedura di liquidazione volontaria.A quel punto Carlo Borella propose un concordato preventivo, ma la richiesta non venne accolta perché la società che venne indicata per risolvere lo stato di insolvenza, la Cubo Spa, era comunque riconducibile al gruppo Demoter. Il 1. febbraio 2013 la società venne dichiarata fallita. Il momento crucialeè tutto nella richiesta di concordato preventivo,a cui Borella giunse dopo aver progressivamente e scientificamente svuotato la Demoter dei ramid' azienda più rilevantie potenzialmente produttivi. Nel gioco delle scatole cinesi tra le varie società accadde di tutto, secondo quanto emerso dalle indagini della Mobile, coordinate all' epoca dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita: distrazioni di quote societarie, false esposizioni nei bilanci di passività inesistenti, plusvalenze fittizie, perizie giurate false. Borella creò scientemente le premesse per isolare la Demoter Spa dal resto del gruppo imprenditoriale, pur continuandoa mantenerne il controllo. Si venne cosìa creare un meccanismo che aveva un preciso ordine logicoe cronologico: vennero costituite società che, contestualmente, acquisivano ramid' azienda e, in certi casi, li cedevanoa propria volta" ripuliti" di debitie quant' alt ro.

Foto: Il bitz Nell' ottobre del 2014 gli investigatori della Squadra Mobile eseguirono arrestie perquisizioni


Foto: Carlo Borella eraa capo di un colossod' impresa che all' epoca si aggiudicava appalti per un girod' affari annuo di 60 milioni di euro