scarica l'app
MENU
Chiudi
29/09/2020

«Coviolo, servirà una nuova gara per gestire il forno crematorio»

Gazzetta di Reggio - Luciano Salsi

La decisione del Tar sul ricorso della snc Bertolotti, che aveva partecipato al bando vinto da Altair
Luciano Salsi / REGGIO EMILIAL'annoso problema dell'insufficiente funzionamento del forno crematorio di Coviolo sembrava risolto sei mesi fa con l'affidamento della sua gestione alla ditta bolognese Altair, in seguito a una gara d'appalto a cui avevano partecipato altri due concorrenti. Invece il Tribunale amministrativo regionale di Parma ne vanifica l'esito giudicando che Altair non offra un servizio rispondente ai requisiti del bando. Perciò dichiara inefficace il contratto eventualmente stipulato dal Comune con tale impresa. Peraltro, trattandosi di un servizio essenziale, la cremazione non sarà sospesa. Altair continuerà a gestire l'impianto di cremazione finchè l'amministrazione comunale non avrà deciso se indire una nuova gara o ricorrere al Consiglio di Stato. La sentenza, pubblicata due giorni fa, era stata pronunciata lo scorso 15 luglio in videoconferenza con l'intervento dei magistrati Germana Panzironi, presidente, Marco Poppi, consigliere, e Massimo Baraldi, referendario estensore, in seguito al ricorso presentato dalla snc Bertolotti di Reggiolo, che aveva partecipato alla gara in concorrenza con Altair e con la srl Vezzani Forni di Reggio Emilia.Il ricorrente contestava le decisioni della commissione giudicatrice del concorso, ne chiedeva l'annullamento e rivendicava il proprio diritto ad ottenere l'affidamento del servizio di cremazione e a percepire il risarcimento dei danni subiti. Inoltre, secondo la prassi delle cause amministrative, chiedeva l'immediata sospensione dei provvedimenti impugnati in attesa della sentenza definitiva. Il Comune aveva presentato in maggio le sue controdeduzioni. Il Tar, dopo averle esaminate, aveva negato la sospensione chiesta da Bertolotti, dando l'impressione che volesse respingere il ricorso. Invece la sospensione era stata rifiutata allora anche per non fare mancare il servizio di cremazione nella fase più acuta dell'emergenza sanitaria. La sentenza del 15 luglio ha poi accolto in parte le tesi del ricorrente annullando l'affidamento ad Altair, mentre ha rigettato la richiesta di Bertolotti di subentrare nella gestione dell'impianto di cremazione e di ottenere un risarcimento dei danni. Il Comune è stato condannato a pagare al ricorrente duemila euro di spese processuali. Inoltre gli è stato ordinato di eseguire la sentenza. Il valore della controversia era di 156mila euro, corrispondente all'importo base della gara d'appalto. Il Tar ha giudicato inammissibili la maggior parte delle censure formulate dai legali di Bertolotti. Ne ha però accolte due di fondamentale importanza. A suo giudizio è fondata l'obiezione che Altair, offrendo un impiego annuo di personale pari a 3.008 ore annue lorde, assicuri una copertura del servizio inferiore alle 50 settimane richieste dal Comune. L'ente locale, infatti, con la sua tesi difensiva aumenta da 43 a 45,57 le settimane di copertura, rimanendo però al di sotto delle 50 offerte. Il Comune, poi, asseriva: «Dall'1 aprile 2020 la ditta Altair sta operando in piena aderenza a quanto offerto, e cioè con cinque cremazioni al giorno, giungendo a seguito delle esigenze derivanti all'epidemia da Coronavirus a sessioni di sei cremazioni».In particolare il Comune documentava che dal primo aprile al 18 giugno erano state regolarmente eseguite 411 cremazioni, per una media giornaliera di 5,2 cremazioni della durata di 80,5 minuti. Il ricorrente, però, obiettava: «Questi dati rappresentano il tempo di cremazione tra una salma e l'altra e non certamente il tempo medio di attesa. Basti pensare che per ognuna delle cremazioni effettuate dall'1 Aprile 2020 al 18 Giugno 2020 e indicate nel tracciato, non è indicato il giorno di arrivo della salma al crematorio e il giorno di riconsegna delle ceneri ma solo il giorno e la durata impiegata per la cremazione. Per quello che ne sappiamo le salme cremate il primo Aprile 2020 potrebbero essere salme giunte al crematorio anche 20 giorni prima». Il Tar ne deduce: «Gli stessi dati non danno conto del momento dell'entrata del feretro e della consegna delle ceneri ma solo della durata dell'operazione di cremazione». --© RIPRODUZIONE RISERVATA