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25/06/2021

Covid, un affare per la criminalità Crescono le frodi e gli evasori

QN - Il Resto del Carlino

La pandemia ha fatto da detonatore e la criminalità ha tentato di espandersi grazie all'emergenza Covid in tutta la provincia di Rimini, sfruttando ogni opportunità: commercio online, business della sanificazione, incentivi per le imprese, fondi europei. Il fiume di denaro elargito per far fronte all'emergenza da coronavirus ha fatto gola a tantissimi. Ne è una prova la mole di lavoro svolta dagli uomini della Guardia di Finanza di Rimini con interventi e controlli letteralmente esplosi (quasi 600 le indagini delegate e 9mila controlli) e le decine di indagini ancora in corso. I numeri, forniti nell'anniversario della festa del corpo, parlano da soli. Sono oltre 43 i milioni di euro sequestrati dagli uomini delle Fiamme gialle, guidati dal colonnello Antonio Garaglio. Per l'esattezza, in applicazione della normativa antimafia sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 120 soggetti con ben 28 milioni, tra immobili, aziende, quote societarie che sono state sequestrate, dodici milioni in più rispetto al 2019 con 870 interventi. Di questi accertamenti 73 erano richieste arrivate direttamente dalla Prefettura. E in periodo di crisi pandemica non sono mancate le persone denunciate per attività di autoriciclaggio e di riciclaggio per un ammontare di oltre 16milioni con sequestri per tre milioni. Ma è sul versante del contrasto agli illeciti in tema di spesa pubblica che si registra un notevole incremento: nel 2019 gli interventi della Finanza erano stati 94 contro i 255 dello scorso anno nel settore degli appalti e della spesa sanitaria. Le frodi scoperte, ai danni della spesa assistenziale, sanitaria, superano i sette milioni di euro con 113 persone denunciate.. E nella lotta alla illegalità nella pubblica amministrazione sono state denunciate 49 persone per peculato e corruzione. L'evasione fiscale resta sempre un tema dominante con oltre mille indagini ispettive che hanno portato a denunciare 85 persone per reati fiscali e sequestrare altri 12 milioni di euro. Sono stati scoperti sedici evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, che hanno anche evaso due milioni di euro d'Iva. Tra questi figurano un'azienda di commercio all'ingrosso con base a Cattolica che ha 'dimenticato' di pagare due milioni di euro di tasse e anche una società che gestiva due locali tra Rimini e Santarcangelo: evasore totale anche un'altra azienda che gestissce discoteche in Riviera per un altro milione di euro. Tra gli evasori totali figura anche uno studio medico con sede a Rimini che si era 'dimenticato' la dichiarazione dei redditi. Il popolo dei furbetti si è poi arricchito anche dei beneficiari di reddito di cittadinanza senza averne diritto: 38 quelli scovati nel 2020. Il tutto per oltre 450mila euro. Multati 38 riminesi per irregolarità in materia di indebita esenzione dei ticket sanitari Aveva fatto figurare di avere un reddito inferiore per non pagare le spese mediche, ma, incrociando i dati, sono stati scoperti e subito sanzionati.