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20/01/2021

Covid e caos regolamento Assegnati solo 47 alloggi

Eco di Bergamo - Sergio Cotti

Nel 2020 Più che dimezzati gli ingressi nelle case Aler e del Comune A fine anno la Regione ha modificato i criteri. Ora il nuovo bando
Assegnazioni più che dimezzate nel 2020, graduatorie cancellate e bandi sospesi.

L'anno del Covid e il nuovo regolamento regionale - che dopo aver stravolto il metodo di assegnazione degli alloggi popolari in Lombardia, è stato in parte cassato dalla Corte Costituzionale - hanno rallentato gli ingressi degli inquilini nelle case di proprietà dell'Aler e del Comune di Bergamo. Risultato: nel 2020 sono stati assegnati solo 47 appartamenti, vale a dire meno della metà dei 114 destinati l'anno precedente; e quest'anno i primi alloggi non saranno occupati probabilmente prima dell'autunno.

Un caos causato da un regolamento che ha complicato le procedure di assegnazione (demandando agli ambiti il compito di mettere a bando gli appartamenti disponibili) e che è stato giudicato in parte incostituzionale perché discriminatorio, in quanto prevedeva un obbligo di residenza di almeno 5 anni nella regione e obbligava i cittadini stranieri a presentare corpose documentazioni per dimostrare di non possedere altri immobili all'estero. Motivazioni per cui i bandi sono stati bloccati, finché la Regione non ha modificato alcuni criteri di assegnazione con una delibera di Giunta approvata alla fine del 2020.

A marzo il bando

L'ultimo bando per i Comuni dell'ambito di Bergamo risale ormai all'autunno del 2019; il prossimo uscirà a marzo e metterà a disposizione per il solo Comune capoluogo, 115 appartamenti, dei quali 40 di proprietà del Comune e 75 di proprietà dell'Aler. «Questo regolamento ha cambiato l'approccio di Aler nei confronti dei Comuni e degli stessi inquilini - dice Fabio Danesi, presidente dell'Aler di Bergamo -. Il cambiamento della modalità di assegnazione si porta dietro qualche lacuna: le procedure sono molto più laboriose e spesso capita che gli assegnatari rifiutino gli alloggi. Non tutti gli ambiti, poi, erano pronti a questo passaggio e così si rischia di perdere altro tempo». Intanto Aler ha messo in campo un piano di investimenti da 10 milioni di euro in due anni (2020-2021) per la ristrutturazione degli appartamenti: «Attualmente ne sono disponibili 205 in tutta la provincia - spiega Danesi -. Lavoriamo per essere pronti quando gli inquilini potranno entrarvi».

L'obiettivo è dunque quello di tornare ad assegnare quest'anno la stessa quantità di alloggi consegnati nel 2019. Senza più graduatorie si conoscerà il numero di nuclei familiari che si candideranno (tramite una procedura online) a ricevere una casa in affitto solo alla chiusura del bando. All'ultimo, per 47 assegnazioni, erano arrivate 1.128 domande (anche se parecchie famiglie avevano presentato una doppia richiesta, sia per le case del Comune, che per quelle dell'Aler).

L'emergenza abitativa

«Con questo Regolamento non abbiamo più il polso di quali siano le esigenze della cittadinanza - dice Marzia Marchesi, assessore comunale con delega all'Edilizia residenziale pubblica -. La nuova modalità di assegnazioni, poi, ha creato concrete difficoltà anche nella procedura delle assegnazioni stesse, oltre ad avere dimostrato dei limiti a prescindere dai criteri di assegnazione, norme che anche il Tribunale di Milano ha riconosciuto come illegittime. Spero che il prossimo regolamento possa rendere più fluido un percorso che deve essere a servizio dell'utenza, che cresce nei numeri proprio perché l'emergenza abitativa ha colpito anche Bergamo».

La mancanza di alloggi ristrutturati e la poca chiarezza delle norme hanno convinto il Comune a posticipare il bando a marzo: «Dovremmo avere a disposizione dei mezzi che ci permettano di rispondere alle richieste dei cittadini nel più breve tempo possibile, nel rispetto della trasparenza e delle norme - dice ancora Marchesi -. I nostri uffici hanno lavorato anche nel primo lockdown per riuscire ad assegnare tutti gli appartamenti che avevamo messo a bando a fine 2019».