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11/03/2021

Covid, buoni snobbati Ascom: «Soldi a chi apre»

Il Gazzettino

Solo 44 domande per il bando comunale Gibin: «Troppi paletti per avere i 500 euro»
CONEGLIANO
Ci sono risorse per aiutare 110 piccole attività economiche, ma all'appello rispondono appena in 44. Anche il secondo bando comunale per il sostegno ai commercianti penalizzati dal Covid si chiude con un sacco di soldi avanzati. E l'Ascom chiede una svolta: «Troppi paletti per avere una cifra con la quale si pagano sì e no un paio di bollette. O garantiamo 500 euro a tutti o è meglio dare somme più cospicue a chi vuole aprire nuovi negozi». È scaduto lunedì sera il tempo per presentare in municipio le domande di ammissione al bando per la concessione di 500 euro una tantum a fondo perduto a favore di attività operanti nei settori del turismo, organizzazione di eventi, gestione di teatri e cinema, promozione culturale e trasporto di persone.
SOMMA DA REINVESTIRE
Il bando ha avuto un budget di 55mila euro, tutti avanzati dal precedente bando, quello da 201mila euro di cui solo 146mila assegnati a 292 microimprese commercianti e artigiane. Ammesso e non concesso che tutte e 44 le domande del secondo bando vengano accolte, potranno essere al massimo 22mila gli euro erogati questa volta, con almeno 33mila che rimarranno nuovamente nelle casse del municipio. «Mi confronterò con il commissario Antonello Roccoberton su come riutilizzare i 33mila euro. Sarebbe un peccato non reinvestirli» annuncia il dirigente comunale Giovanni Tel, che ha seguito in prima persona entrambi i bandi e che ipotizza di concludere entro marzo l'esame delle domande pervenute, così da liquidare i bonus ad aprile. Come si spiega una risposta così fredda dei negozianti a un piano di aiuti in un periodo tanto difficile per l'economia?
Il presidente te mandamentale dell'Ascom Maurizio Gibin la vede così: «Elogio il Comune per essersi interessato alla nostra categoria, e in un periodo come quello attuale è giusto non buttare via niente. Ciò premesso, i due bandi comunali contenevano molti paletti per accedere ai bonus e un lungo elenco di attività escluse. Lo dico per esperienza diretta visto che anche la mia ditta non ha avuto accesso ai 500 euro, non per negligenza ma perché fatturato e numero di dipendenti lo impedivano. Obiettivamente, però, non è con somme del genere che si possono risolvere i problemi del commercio oggi, men che meno se per averle la procedura è impegnativa. È come dare un bicchiere d'acqua a 50 persone».
LA PROPOSTA
Come impiegherebbe, allora, i 33mila euro avanzati? «Il Comune di Treviso ha aiutato con incentivi fino a 10mila euro un ristretto numero di persone intenzionate ad aprire nuove attività economiche. Perché allora non dare 5-6mila euro a fondo perduto a 5 o 6 soggetti desiderosi di riaprire locali sfitti, che in città non mancano?» suggerisce Gibin.
Luca Anzanello
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