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24/07/2020

Covid, appalti pilotati per lucrare sui test I pm: Lega nel mirino

Il Messaggero - Michela Allegri

Pressioni della Regione Lombardia sui sindaci per imporre i prodotti Diasorin. Otto indagati
Il sospetto è che una società sia stata favorita nell'appalto per lo sviluppo dei test sierologici per la diagnosi del Covid in Lombardia. Si tratta della Diasorin e nel mirino della procura di Pavia c'è l'accordo con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo. I pm indagano su presunte pressioni della Regione e sul ruolo della Lega. A pag. 14 ROMA Conflitti d'interessi, pressioni, legami con la politica. Il sospetto è che una società sia stata favorita nell'appalto per lo sviluppo dei test sierologici per la diagnosi del Covid in Lombardia. Si tratta della Diasorin e nel mirino della procura di Pavia c'è l'accordo con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo. L'ipotesi è che i risultati delle attività di sperimentazione effettuate dalla Fondazione siano state trasferite all'azienda piemontese, che sarebbe quindi stata favorita a discapito di potenziali concorrenti. Ieri sono scattate le perquisizioni della Finanza a carico di 8 indagati: il presidente della Fondazione Policlinico San Matteo, Alessandro Venturi, il dg Carlo Nicora, il responsabile del laboratorio di virologia molecolare Fausto Baldanti, il direttore scientifico Giampaolo Merlini, il direttore amministrativo Vincenzo Petronella, il direttore sanitario Antonio Triarico, l'ad di Diasorin, Carlo Rosa, e Fabrizio Bonelli, Chief Scientific Officer. I finanzieri hanno perquisito uffici e abitazioni, sequestrando agende, appunti, materiale informatico. Le ipotesi di reato sono turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato. Ma nel mirino dei pm ci sono i rapporti con la Lega e i «legami politici - si legge nel decreto di perquisizione che possono avere influito sulla scelta» della Diasorin come partner del San Matteo. LA LEGA I magistrati sottolineano infatti che l'azienda piemontese ha uffici nell'Insubrias Biopark a Gerenzano (Varese). E all'interno dello stesso polo «si trova la sede legale della Fondazione Istituto Insubrico il cui direttore generale è Andrea Gambini, già commissario della Lega varesina e presidente della Fondazione Irccs Carlo Besta». Gambini è anche presidente del cda della "Servire", il cui unico socio è proprio la Fondazione Insubrico. Dagli accertamenti della ` Finanza sono emersi stretti rapporti commerciali tra Diasorin, la Fondazione Insubrico e la Servire: Diasorin è «un cliente di primo piano della Fondazione», si legge nel decreto. E proprio questi rapporti, per il procuratore aggiunto Mario Venditti e il pm Paolo Mazza, devono essere approfonditi, tanto che anche la Fondazione Insubrica di Ricerca per la vita e la Servire hanno ricevuto la visita delle Fiamme gialle. Al centro dell'inchiesta c'è quindi l'affidamento diretto alla Diasorin della sperimentazione dei test di massa iniziata a fine aprile in Lombardia. Fondamentale per l'accordo sarebbe stata la figura del professor Baldanti. La scelta del policlinico di procedere a un accordo diretto, ignorando i tanti operanti disponibili sul mercato, per i pm sarebbe «viziata da un evidente conflitto d'interessi». Il professore, infatti, era il responsabile scientifico del progetto di collaborazione Fondazione San Matteo-Diasorin, ma era anche membro del gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità presso il ministero della Salute, che avrebbe dovuto valutare il test, e membro del tavolo tecnico-scientifico istituito dalla regione Lombardia. L'accusa di peculato - si legge nel decreto - deriva invece dal fatto che sarebbero stati usati beni - personale, laboratori, strumenti, conoscenze scientifiche e professionalità - di proprietà di un ente pubblico per «interessi di privati, anziché dell'Ente che aveva finanziato la ricerca». Il sospetto dei pm è anche che dalla ricerca siano stati esclusi operatori con «metodologie già validate o in possesso di marchiatura Ce, a differenza di Diasorin». Una ditta concorrente, la TechnoGenetics, aveva presentato ricorso al Tar che, evidenziando la violazione delle regole della concorrenza e dei contratti pubblici, aveva annullato il contratto e inviato gli atti in Procura e alla Corte dei conti. Una decisione che, sottolinea Diasorin, «è stata sospesa dal Consiglio di Stato». L'azienda ribadisce poi «la correttezza del proprio operato». E dice la stessa cosa il presidente dell'Irccs, Venturi: «Siamo noi che siamo stati contattati. Diasorin ha scelto il San Matteo, non abbiamo scelto noi Diasorin». Michela Allegri

Test sierologici, ecco come funzionano

Esito del test sierologico Assenza di anticorpi contro il virus (accade se non c'è infezione o durante l'incubazione) Se il soggetto ha sintomi ma nessun contatto con persone positive la domiciliazione fiduciaria si conclude alla risoluzione dei sintomi Se il soggetto è sintomatico e ha avuto contatti con persone positive la domiciliazione si conclude dopo 14 giorni di clinica silente dalla risoluzione dei sintomi Se il soggetto è asintomatico ma avuto contatti con persone positive la domiciliazione si conclude dopo 14 giorni di clinica silente dal contatto con il caso D U B I O P O S I T I V O Ripetere il test sierologico dopo una settimana (prosegue la domiciliazione) Presenza di anticorpi Il soggetto prosegue la domiciliazione ed effettua il tampone. Sui contatti stretti asintomatici va effettuata un'anamnesi Se è negativo Il soggetto viene riammesso nella vita sociale Se è positivo Il soggetto viene classificato come caso Covid , va segnalato e si segue la procedura predisposta dal sistema sanitario A cosa servono A verificare la presenza di anticorpi al coronavirus IgG Ponte disolfuro Costo in laboratori privati da 25 euro a 100 euro Tempo per il referto Qualche giorno Validità Marchio CE e refertati da personale di laboratorio IgM Catena J Se si è positivi Il test rintraccia gli anticorpi IgM Infezione recente anticorpi IgG Infezione passata L'Ego-Hub

Foto: Un test sierologico permette di individuare le persone che sono entrate in contatto con il virus e hanno sviluppato anticorpi