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04/09/2020

Covid-19, focolaio alla Furlani carni Positivi 24 lavoratori «esterni»

Corriere dell'Alto Adige - Donatello Baldo

TRENTO E REGIONE
Salgono a 33 i contagi di ieri. Benetollo: numeri da non sottovalutare. I sindacati: serve più vigilanza
«Per una realtà come il Trentino i numeri di questo nuovo focolaio non possono essere di sicuro sottovalutati, i numeri sono elevati e la situazione sarà sorvegliata attentamente». È direttamente il direttore generale ad interim e direttore sanitario dell'Azienda sanitaria trentina Pier Paolo Benetollo a comunicare la scoperta di «26 lavoratori positivi al tampone per il coronavirus all'interno di un'azienda che si occupa della lavorazione di carni fresche». L'allerta è scattata nelle giornata di ieri e l'azienda è la Furlani Carni di via Maccani a Trento: «Nel fine settimana - spiega Benetollo - sono stati sottoposti a tampone due persone su segnalazione dei medici di medicina generale. Ci si è subito attivati con il tracciamento dei contatti, iniziando evidentemente dal luogo di lavoro». E ieri la conferma del focolaio aziendale: «Sono risultati positivi altri 24 colleghi dei primi due positivi. Questo numero si riferisce quindi al primo cerchio dell'indagine e ci aspettiamo di trovare altri positivi nel secondo cerchio, quello dei parenti e dei contatti extra lavorativi. Sono in corso in queste ore - ha spiegato il direttore sanitario - le somministrazioni di un centinaio di tamponi per circoscrivere il focolaio». Salgono così complessivamente a 33 i contagi registrati dal consueto bollettino di ieri, di cui 5 hanno presentato sintomi. Resta invariato il numero dei ricoveri, di cui uno è in rianimazione. Dal punto di epidemiologico la situazione preoccupa «dovrà essere costantemente monitorata e questo sarà l'impegno del Dipartimento di prevenzione nei prossimi giorni», continua. Dal punto di vista medico, invece, la salute dei contagiati non sembrerebbe impensierire l'Azienda sanitaria. «Si tratta di giovani adulti, con meno di 50 anni. La maggior parte è asintomatica e solo in 4-5 casi sono presenti sintomi lievi». I lavoratori interessanti - si apprende da fonti sindacali - sono dipendenti di una cooperativa esterna «che fornisce in minima parte manodopera anche a un'altra azienda di carni», dove domani l'Azienda sanitaria dovrebbe procedere con ulteriori tamponi. «Si tratta di lavoratori giovani di origini centroafricane - affermano Cgil, Cisl e Uil - e non è escluso che il contagio sia avvenuto all'interno della loro comunità visto che sono in molti a condividere piccoli appartamenti. Il settore della lavorazione delle carni - continua la nota unitaria - è caratterizzato da pessime condizioni di lavoro, da appalti e sub-appalti. I lavoratori, il più delle volte giovani stranieri che non sempre conoscono l'italiano né contratti e né diritti, dipendono da cooperative esterne che non sempre rispettano in modo scrupoloso le norme». Un quadro che «rende più complesso monitorare le situazioni aziendali, anche in una fase sanitaria delicata come quella attuale dove la situazione si complica ulteriormente». La macchina del Dipartimento di prevenzione si è subito attivata, con il suo dirigente Antonio Ferro che si è recato personalmente all'interno dell'azienda per una prima valutazione. Una valutazione che potrà comportare provvedimenti di salute pubblica, anche quello della chiusura dell'impianto di lavorazione: «Tutti questi approfondimenti sono in corso d'opera - spiega il direttore sanitario - si tratta di capire il tipo di processo produttivo, la ripartizione dei reparti. Poi si deciderà come intervenire». Sulla lavorazione delle carni - che anche in altri Paesi come Stati Uniti e Germania ha prodotto focolai di Covid-19 - l'attenzione è alta. «In questo tipo di impianti - assicura Benetollo - anche in Trentino la guardia è alta, con screening specifici che fino ad ora non avevano evidenziato alcun problema». Il motivo per cui gli impianti di lavorazione delle carni siano potenzialmente più colpiti dal contagio non è chiaro - «forse per le basse temperature che favoriscono il virus, forse per le celle poco ampie», ipotizza Benetollo - ma se il motivo del focolaio trentino fosse dovuto al mancato rispetto delle norme anticontagio all'interno dell'azienda? «Sarà verificato anche questo, il Dipartimento di prevenzione dovrà approfondire anche il rispetto delle disposizioni di sicurezza in materia di salute pubblica».

Screening

● L'Azienda sanitaria ha avviato un'indagine epidemiologica nell'azienda Furlani carni dopo la scoperta di 26 lavoratori «esterni» risultati positivi al Covid-19. ● Il nuovo focolaio ha portato a un aumento considerevole dei contagi in Trentino. Ieri il consueto bollettino ha registrato 33 nuovi casi, di cui 24 nell'azienda di carni