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07/07/2020

Costruzioni, l’ecobonus è super ma non basta «Un piano per strade, ponti, scuole e ospedali»

QN - Il Resto del Carlino

«La misura porterà effervescenza, ma fondamentali sono le infrastrutture, la rigenerazione urbana e le grandi manutenzioni del sistema esistente»
di Achille Perego MILANO È l'unico provvedimento del Decreto Rilancio che «davvero può contribuire al rilancio dell'economia e quindi dare liquidità e reddito alle imprese e non essere, come altri interventi, solo un sussidio temporaneo». Ma per Gabriele Buia (nella foto a destra), presidente dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili, pur trattandosi di una «misura importante» che potrà creare un po' di effervescenza in un settore che sta attraversando da anni una grande crisi, il super Ecobonus al 110% da solo non può essere considerato «la panacea» per il sistema delle costruzioni «vitale per la ripresa del Paese». Il super Ecobonus perché da solo non basterà a far ripartire il settore delle costruzioni? «Perché fondamentale per questo settore - spiega Buia - sono le infrastrutture, la rigenerazione urbana, le grandi manutenzioni del sistema esistente, dalle strade ai ponti, dalle scuole agli ospedali. Una sfida da vincere con un governo capace di essere lungimirante e che abbia, come ho auspicato agli Stati generali, il coraggio di cambiare. E quindi anche creare quella fiducia che potrebbe stimolare, come negli altri Paesi, gli investimenti privati muovendo le centinaia di miliardi parcheggiati nei depositi bancari». E questo coraggio c'è? «Per ora, guardando all'iter dei decreti varati durante l'emergenza Covid e al decreto semplificazioni, comprese le attese modifiche al Codice degli appalti, il dubbio resta». Ci saranno quindi problemi anche per gli effetti positivi del super Ecobonus? «Diciamo che il decreto Rilancio prevedeva la possibilità di utilizzare dal 1° luglio questa agevolazione, che migliora notevolmente dal punto di vista del risparmio fiscale, i bonus già in vigore. Ma il decreto è ancora all'esame del Parlamento e dovrà essere convertito entro il 18 luglio. In più si attendono i chiarimenti su aspetti e dettagli tecnici come, per esempio, quelli relativi ai materiali e ai criteri minimi ambientali che devono essere rispettati affinché i lavori godano della super agevolazione al 110%». Il risultato? «Le imprese sono alla finestra in questi giorni aspettando il testo definitivo per avere certezze. Del resto siamo sempre alle solite. Pensi che solo il governo Conte I ha adottato 153 provvedimenti con 206 ancora da adottare e il Conte II 42 adottati e ben 370 ancora da adottare». Anche il governo Conte però sta lavorando alle semplificazioni? «Quella di annunciare la semplificazione delle norme senza mai riuscirci è una vecchia storia. Ogni governo che subentra mostra questa volontà di cambiare ma poi, nei fatti, si varano decreti con talmente tante norme (con richiami ormai anacronistici persino ai Regi Decreti!) che neppure un giurista riesce più a capirle. Francamente non se ne può più di una burocrazia che impedisce che si facciano le opere con velocità. E mi riferisco soprattutto ai tempi lunghissimi delle autorizzazioni a monte delle gare. Così come andrebbero ripensati abuso d'ufficio e danno erariale sapendo che nel 2017 su 38mila rinvii a giudizio per questi reati è stato condannato meno dell'1% degli imputati». Torniamo al superbonus: che impatto avrà grazie anche alla possibilità di un costo zero con lo sconto in fattura e la cessione del credito alle banche? «Credo che il bonus al 110% sarà utilizzato maggiormente per l'efficientamento energetico rispetto agli interventi antisismici e già dal 2021 dovrebbe produrre significativi risparmi sui consumi energetici e quindi nelle bollette. Per questo però, avevamo chiesto che fosse ampliata la platea dei possibili utilizzatori. Non si capisce perché, per esempio, non ne possano usufruire gli immobili delle imprese». Quando il super Ecobonus è utilizzabile anche per il rifacimento delle facciate? «Per tutti gli interventi che consentono di migliorare (salvo eccezioni per esempio per chi è già in classe A oppure per i palazzi storici) di due classi la classe energetica degli edifici. Per inserire nella detrazione al 110% anche i lavori sulle facciate è vincolante effettuare, oltre agli altri interventi come la tinteggiatura, l'isolamento termico di almeno il 25% della superficie lorda opaca (senza finestrature) orizzontale o verticale degli edifici». © RIPRODUZIONE RISERVATA