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18/06/2019

Costruzioni: +2,1% nel 2018 e migliora un po’ anche il 2019

Il Giornale di Vicenza

REPORT DI ANCE VENETO. Il presidente Salmistrari: «Comuni impauriti dalla legge, cantieri fermi»
«Previsioni ok, ma ci preoccupa il nuovo possibile stop all'economia»
PADOVA Un anno fa c'era stato un timidissimo +0,3%. Adesso la ripresa è più visibile. «Nel 2018 gli investimenti in costruzioni in Veneto - fa sapere Ance Veneto - hanno registrato un aumento del 2,1% in termini reali, grazie al prolungamento della crescita del comparto residenziale e non residenziale privato. A trainare il mercato immobiliare sono i numerosi interventi di riqualificazione delle singole unità abitative, grazie anche alle agevolazioni fiscali». Sempre positivo il bilancio del "Piano Casa": dal 2014 al 2017 sono stati quasi 16.400 gli interventi di ampliamento autorizzati. «Un mercato oggi che risulta in crescita - aggiunge Ance Veneto - è inoltre quello relativo agli investimenti in costruzioni non residenziali private»: +4,5% sul 2017. Ed è «sostenuto da un ottimo andamento delle erogazioni dei finanziamenti alle imprese»: +23,7% per 1,2 miliardi di euro. «Gli indicatori sugli investimenti privati - spiega il presidente Giovanni Salmistrari - sono il riflesso della situazione economica che nel 2018 ha mostrato importanti segnali di ripresa e di cui ha risentito positivamente il settore. Il trend, però, rischia di arrestarsi per le prospettive negative della nostra economia che parlano di concreta possibilità di recessione: sarebbe mettere in difficoltà un settore che ha già pagato un conto salatissimo per la crisi».SETTORE PUBBLICO FERMO. Il rapporto sottolinea però come sia negativo il dato sugli investimenti in opere pubbliche: -3,6% in termini reali. La spesa degli enti locali, anche dopo il superamento del Patto di stabilità interno e l'introduzione del pareggio di bilancio, ha dato «risultati molto inferiori alle attese». «I dati reali confermano un problema che noi - dice Salmistrari - sottolineiamo da tempo: le difficoltà delle stazioni appaltanti. I dati non sono una critica, ma vogliono essere uno strumento di lavoro e offrire gli spunti per riuscire a rimettere in moto la realizzazione di opere pubbliche». È essenziale uno sblocco degli investimenti per le infrastrutture (servono ai cittadini e aiutano la competitività), ma Comuni ed enti hanno chiare difficoltà nel dare via ai cantieri: «I tempi della burocrazia delle stazioni appaltanti sono in alcuni casi più lunghi di quelli della realizzazione dell'opera». Per Ance è essenziale che si intervenga sulle norme per poter «trasformare gli investimenti in spesa. Non è più un'opzione, ma una necessità per far il futuro dei nostri territori». Anche il decreto sblocca-cantieri e la sospensione del Codice appalti «rischiano di restare interventi sterili» se non si liberano gli amministratori dall'incubo di essere accusati di danno erariale.IL 2019 MIGLIORA. Ance per il 2019 prevede un aumento del +2,8% di investimenti in costruzioni, con +1,5% di investimenti in manutenzione straordinaria dell'edilizia abitativa e un +2,5% tendenziale di opere pubbliche: «Previsioni positive, ma - avverte Ance - siamo preoccupati. Da un lato la mancanza di soluzioni in grado di facilitare le amministrazioni pubbliche nella gestione della burocrazia e dall'altro lato le nubi all'orizzonte sulla nostra economia con un Pil in frenata e un rischio recessione che potrebbero mettere in difficoltà nuovamente il settore». © RIPRODUZIONE RISERVATA