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26/05/2020

Costruito il ponte il modello Genova già non piace più

Libero

Il Pd difende il Codice degli appalti
■ Niente modello Genova, che non può essere replicato di nuovo. Per far ripartire i cantieri bisogna semplificare, prevedendo procedure negoziali per gli appalti sotto i 5 milioni. Basta per questo estendere lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo, che consente meccanismi di velocizzazione delle procedure, per rilanciare così il comparto dell'edilizia e delle costruzioni, affossato dall'emergenza coronavirus. È questa la proposta alla quale lavora la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che trova concordi i costruttori, sindacati e anche l'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'ipotesi, che trova il pieno appoggio del Pd, crea però malumori nella maggioranza con una contrarietà esplicita che arriva da Italia Viva che con il leader Matteo Renzi chiede un piano shock da 120 miliardi sui cantieri. «Genova, Expo, chiamatelo come vi pare - afferma la ministra Teresa Bellanova - il problema non è il nome. Il problema è dare all'Italia un modello agile e veloce per costruire le infrastrutture che servono al Paese. Un modello che le tragedie le previene». Se la politica sembra trovare nel tema degli appalti nuovi motivi di fibrillazione, l'idea di semplificare estendendo i meccanismi di emergenza per tutto l'anno vede invece sulla stessa lunghezza d'onda il Ministero delle Infrastrutture e l'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, ovviamente impaurita che il modello Genova possa essere un grimaldello per scardinare il Codice degli Appalti, mostruosa creatura partorità proprio dall'authority. Secondo il presidente Merloni si possono velocizzare le procedure anche senza toccare il codice.