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25/06/2021

«Costo sociale inaccettabile»

Messaggero Veneto - a.c.

udinePer una volta imprenditori, sindacati e categorie economiche sono tutti dalla stessa parte. Compatti nel richiedere la modifica dell'articolo 177 del nuovo Codice degli appalti. E al di là delle parole e delle buone intenzioni, Cgil, Cisl e Uil sono andati oltre, proclamando uno sciopero nazionale per la giornata di mercoledì 30 giugno.A incrociare le braccia saranno i lavoratori dei comparti energia, sistema idrico, gas e igiene ambientale. «L'articolo 177, che obbliga le aziende concessionarie a esternalizzare l'80% di tutte le attività oggetto di concessione, anche nei casi in cui le attività vengano svolte direttamente dal proprio personale - afferma Fabrizio Zacchigna della Filctem Cgil - destruttura un servizio essenziale e fondamentale per l'intero Paese. Il processo di esternalizzazione avrebbe dunque un costo economico e sociale elevato, causando una riduzione della forza lavoro compresa fra l'80% e il 95%. Questo significherebbe, nel breve periodo, nei servizi di distribuzione di energia elettrica e gas, la perdita di circa 145 mila posti di lavoro. Per questo motivo non è pensabile in questa fase assistere alla destrutturazione di soggetti industriali con competenze, qualità e sicurezza del lavoro di comprovata eccellenza».Una criticità che, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, mette a repentaglio circa mille posti di lavoro, coinvolgendo realtà strutturate come E-distribuzione e Gruppo AcegasApsAmga, ma anche piccole imprese come Secab in Carnia o Idroelettrica Valcanale nel Tarvisiano. «La politica, interrogata più volte - evidenziano le sigle sindacali - ha sempre sostenuto l'iniquità della norma e che la stessa dovesse essere cambiata. Quindi chiediamo un'assunzione di responsabilità che sia di prospettiva su aspetti così rilevanti per la tenuta energetica e dei servizi pubblici essenziali». Sulla stessa linea anche Elettricità Futura, la principale associazione delle imprese che operano nel settore elettrico italiano, inserita nell'orbita di Confindustria. A suo modo di vedere, l'attuazione dell'articolo 177 così com'è strutturato, «avrebbe enormi riflessi negativi sull'organizzazione delle imprese, oltre che sull'efficienza e sulla qualità dei servizi pubblici gestiti dalle stesse». --a.c.