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14/01/2020

Costi troppo elevati bloccano i cantieri «Colpa del prezzario»

Eco di Bergamo - Patrik Pozzi

Lavori pubblici Gli ingegneri puntano il dito contro il documento regionale istituito per legge dello Stato L'assessore Terzi: presto un tavolo con professionisti
Costi troppo alti - sulla carta - stanno bloccando la realizzazione sul territorio lombardo di varie opere pubbliche, alcune delle quali erano ormai pronte per essere appaltate. È la conseguenza negativa dell'introduzione del prezzario regionale ossia «lo strumento di riferimento - come si legge sul sito web della Regione - per la quantificazione preventiva, la progettazione e la realizzazione delle opere pubbliche in Lombardia». Nel prezzario sono riportati i dati per definire le incidenze relative alla manodopera, ai materiali e al noleggio di mezzi e attrezzature per la costruzione. Uno strumento di riferimento quindi che va a incidere direttamente sulle operazioni necessarie alla realizzazione di un'opera pubblica.

La situazione è ben presente all'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Claudia Terzi che ha annunciato la convocazione a breve di un tavolo tecnico per esaminare la questione. «L'istituzione di un tavolo di lavoro per la gestione del prezzario regionale - annuncia Terzi - è prevista da una delibera che abbiamo approvato a dicembre: abbiamo chiesto ai vari interlocutori, da Ance (associazione nazionale costruttori edili) alla Camera di commercio, dal Provveditorato alle opere pubbliche agli ordini professionali, di indicare i referenti per il tavolo e i nominativi stanno arrivando in questi giorni».

Obbligo di legge

L'introduzione di questo strumento non aveva riguardato soltanto la Lombardia, ma risponde a un obbligo di legge per tutte le regioni introdotto dall'ultimo Codice degli appalti pubblici in vigore dal 2016. Per la sua redazione Palazzo Lombardia si è basata sul prezzario del Comune di Milano da applicare in forma lorda (senza prevede alcun ribasso) a tutte le opere pubbliche che non erano già state appaltate.

Un bel problema per varie infrastrutture la cui progettazione era ormai arrivata alla fase definitiva, o addirittura esecutiva, e per le quali i relativi progettisti si sono visti costretti a ricalcolare tutti i costi con un considerevole aumento.

La richiesta

Il problema è che per questo aumento se ne è poi generato un altro più difficile, ossia il reperimento delle relative maggiori risorse a copertura.

«Per questo motivo - spiega Umberto Noris, coordinatore regionale della commissione lavori pubblici della consulta degli ordini degli ingegneri lombardi - noi avevano chiesto che questo prezzario, nel momento della sua entrata in vigore, venisse limitato solo alle opere arrivate alla progettazione preliminare e non definitiva o esecutiva già oggetto di un accordo di programma. Purtroppo non siamo stati ascoltati e ciò ha portato al blocco sul territorio lombardo di diversi progetti pronti ad essere realizzati».

Solitamente poi alla fine un'opera pubblica costa meno del prezzo inizialmente preventivato: l'azienda che si aggiudica la sua realizzazione, infatti, in fase di gara pubblica applica solitamente un consistente ribasso d'asta.

Fondi di copertura

L'ultimo codice degli appalti pubblici ha però introdotto l'obbligo che, prima di arrivare alla gara, l'ente appaltante dei lavori deve avere a disposizione i fondi per coprire tutto il costo calcolato in base al prezzario regionale. E molti Comuni non sono stati in grado di farlo: da qui, quindi, il blocco di diversi progetti. L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità si dichiara ottimista che il tavolo convocato sulla questione porterà ad una risoluzione delle problematiche emerse.

«Sono convinta - sostiene Terzi - che si potrà fare un buon lavoro con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo. Rilevo anche che nell'ultimo aggiornamento del prezzario regionale è contemplata la possibilità che in alcuni casi il progettista possa ricorrere a voci di altri prezzari regionali o sovra regionali». «Possibilità, però - specifica Noris - consentita solo per quei lavori o materiali non contemplati dal prezzario regionale della Lombardia che, per alcuni campi di lavoro, è abbastanza lacunoso. Anche su questo aspetto bisognerà lavorare».