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08/06/2019

Costi Bbt, la «sentenza» a fine giugno Aussedorfer: sotto esame i permessi

Corriere del Trentino

Kompatscher: «Conta che la spesa sia invariata a 9, 6 miliardi». Dello Sbarba: «Si faccia chiarezza»
Sarà a Vienna, in una calda giornata di fine giugno, che il Consiglio di sorveglianza della società Bbt (galleria di base del Brennero) deciderà sul braccio di ferro tra gli amministratori Raffaele Zurlo (per l'Italia) e Konrad Bergmeister (per l'Austria), sui costi lievitati in uno dei due cantieri austriaci. E se il presidente della Provincia, Arno Komp a t s c h e r , è c a u t o s u l l a vicenda, i Verdi presentano un'interrogazione e chiedono alla giunta chiarezza. «Abbiamo dato un chiaro input all'amministratore Bergmeister di predisporre un report che, se è d'accordo, verrà firmato anche da Zurlo. Il Consiglio di sorveglianza esaminerà nella riunione di fine giugno a Vienna». A confermare riunione e richiesta di chiarimenti, nonché il clima teso tra Zurlo e Bergmeister, è Martin Aussedorfer nominato dalla Provincia nel Consiglio di Sorveglianza. L'oggetto dello scontro è il cantiere Tulfes-Pfons, dove sono stati autorizzati lavori aggiuntivi, non previsti, per circa 80 milioni, di cui l'associazione temporanea d'imprese Strabag-Salini Impregilo ha chiesto il pagamento, minacciando di aprire un procedimento giudiziario. Lo scontro interno è degenerato e Zurlo e Bergmeister, hanno in iniziato a incolparsi a vicenda. In particolare, a detta di Zurlo, la parte austriaca avrebbe apertamente violato il regolamento interno autorizzando lavori non contrattualizzati. Infatti, i lavori sarebbero stati autorizzati dall'amministratore austriaco ma non dalla parte italiana né dal consiglio di sorveglianza come invece prevede lo statuto della Bbt. La cosa sarebbe particolarmente grave anche dal punto di vista finanziario, poiché l'Europa non finanzierebbe spese per lavori non contrattualizzati e dunque i costi extra ricadrebbero sui paesi e le regioni che partecipano al progetto del progetto. Ma per Aussedorfer, quanto successo nel cantiere austriaco avviene anche in altre opere pubbliche, perché «le imprese quasi sempre chiedono costi in più. Nello specifico - prosegue - adesso bisogna valutare se i costi sono giustificati o meno e cosa è stato autorizzato. Non è facile nel Bbt perché dobbiamo ragionare su due normative statali sugli appalti differenti (Italia e Austria,ndr), sia per il calcolo, che per l'accettazione dei costi. In questo contesto vediamo quanto sia assente lo spirito europeo. Non siamo una struttura europea che vorremmo essere e questo si vede nel lavoro quotidiano e nella fatica che hanno fatto i due amministratori, che, spesso per la diversità delle leggi, non vanno d'accordo». Cauto su una vicenda «di cui ancora non si conoscono i retroscena» è Kompatscher, che, invece si concentra sulla comunicazione che conferma «che si rimane nel piano e che il costo complessivo alla fine è sempre di 9,6 miliardi» La vedono diversamente i Verdi, che, presa carta e penna, hanno subito presentato un'interrogazione per chiedere chiarezza su quanto accaduto e per sapere dalla Provincia «quali passi ha fatto, o comunque intende fare, per tutelare i propri interessi?» E, se nel caso tutta questa vicenda venisse confermata, «se intende proporre un cambio al vertice della società Bbt, compresi i propri rappresentanti». Nel frattempo il ministero dei trasporti, in relazione a un emendament o , p o i modificato, al decreto «Sblocca cantieri», precisa che nessuno scippo e nessun esproprio è stato fatto dallo Stato ai soci pubblici della A22 sui 720 milioni del cosiddetto "Fondo ferrovia"» Il ministero, inoltre, rimarca che «le risorse del "Fondo ferrovia" sono accantonate e vincolate alla costruzione del tunnel ferroviario del Brennero. L'emendamento allo «Sblocca cantieri», dunque, serviva a tutelare i soci pubblici locali, dato che i quattro azionisti privati hanno già avanzato pretese non soltanto su quota parte del patrimonio della società di gestione, ma anche su circa il 10% del «Fondo ferrovia». E non vorremmo che qualcuno avesse la tentazione di far loro qualche regalo, perché poi sarebbero i soci pubblici locali a rischiare il danno erariale a carico dei loro enti di riferimento, non il Mit e non lo Stato». Carmelo Salvo ❞ Consigliere Quanto successo nel cantiere austriaco avviene anche in altre opere pubbliche, perché le imprese quasi sempre chiedono costi in più ❞ Verdi Da chiarire quali passi abbia fatto la Provincia per tutelare i propri interessi: Intende forse proporre un cambio al vertice della società di gestione? Il progetto ● La galleria collegherà Fortezza a Innsbruck e sarà lunga 55 chilometri ● I lavori di costruzione, iniziati nel 2007, dovrebbero essere completati entro il 2028 ● A realizzare il progetto è la società Bbt

Foto: Virginia


Foto: Ha il nome di una donna anche la terza maxi fresa arrivata in Alto Adige per proseguire lo scavo assieme alle sorelle «Flavia» e «Serena». Con un diametro di 10,7 metri, è partita allo stabilimento di Herrenknecht in Germania e ha raggiunto il cantiere di Mules in val d'Isarco. «Flavia» e «Virginia» scavano le gallerie principali