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22/06/2019

Costi alti e burocrazia spaventano i gestori così restano chiuse due piscine in Valdera

Il Tirreno - A.Q.

Lucchetti ai cancelli per il terzo anno all'impianto di Casciana Terme, a Chianni si tenta l'apertura in extremis tra divertimento e vasche vuote
PONTEDERA. Dopo la certezza della chiusura per la terza estate della piscina comunale di Casciana Terme, potrebbe arrivare anche la serrata per quella di Chianni che rivive i patemi dell'anno scorso quando l'amministrazione comunale riuscì ad aprire i battenti solo il 12 luglio. E così i tuffi in Valdera rischiano davvero di essere dimezzati con soli due impianti pubblici aperti sui quattro complessivi. Quelli di Pontedera e Peccioli, infatti, funzionano regolarmente. Ma rischiano il sovraffollamento proprio per l'indisponibilità delle vasche nei paesi dell'Alta Valdera che per anni hanno accolto i tanti pontederesi o ponsacchini che preferivano l'acqua al cloro, ma vicino a casa, rispetto alla sabbia e al mare del litorale con tanto di file e attese infinite.A Casciana Terme e a Chianni mancano i gestori per le piscine. Ma il primo caso è più complesso del secondo. Il sindaco del comune termale, Mirko Terreni, si ritrova di nuovo a spiegare la situazione. Ma questa volta intravede la fine del tunnel, anche se il "piano di riapertura" è tutto da definire. L'impianto nell'area sportiva del paese è gravato dalla necessità di interventi per la messa a norma da 500mila euro oltre a 200mila euro di mutuo residuo. Quando fu costruita, il Comune garantì con una fidejussione, ma quando il gestore è stato fatto uscire di scena, il mutuo è rimasto in capo all'amministrazione comunale. «Siccome non troveremo mai chi si accolla anche il mutuo - dice Terreni - credo che pagheremo per l'estinzione del mutuo, grazie ad avanzi di amministrazione, in attesa di pubblicare a metà luglio il bando per quello che, tecnicamente, si chiama dialogo competitivo in due fasi. Con questo strumento cerchiamo individuare un unico soggetto che realizzi l'intervento di messa a norma e che porti avanti la gestione».La speranza è che non si trasformi in una mission impossibile anche se il piano che ha in testa il sindaco sembra più facile a dirsi che a farsi.Così come appare di non facile soluzione il caso di Chianni, dove il sindaco Giacomo Tarrini indica in un trenta per cento le possibilità di aprire la piscina del borgo dopo che il bando per la gestione, scaduto il 6 maggio, è andato deserto. A quel punto, il Comune si è mosso per un affidamento diretto, trovando l'interessamento di due soggetti che, dopo quindici giorni di riflessioni, si sono tirati indietro, mentre altri due che si erano fatti avanti, sono stati respinti dall'amministrazione comunale per rispetto di chi si era mosso prima.«Morale della favola - sottolinea il sindaco Tarrini - a questo punto della stagione non sappiamo se riusciremo ad aprire la piscina. Nei prossimi giorni cercheremo di tastare il terreno con persone del paese che costituiscano un'associazione e, anche grazie al volontariato, riescano a gestire l'impianto fino a settembre. Un po' com'è accaduto lo scorso anno. Da parte nostra ci sarà il massimo sostegno possibile e non rinunciamo all'idea che Chianni possa avere ancora un servizio molto importante per l'estate». --A.Q.