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07/04/2020

Costa in ostaggio del Coronavirus Le nuove scogliere a rischio rinvio

Corriere Adriatico

Appalto da 600mila euro per proteggere Bagni Carlo e Gabriele vinto dalla SliMar di Mestre
I LAVORI
FANO Anche la difesa della costa ostaggio del Coronavirus. Se però per gli altri cantieri sospesi si guarda a dopo Pasqua per scorgere spiragli utili per la ripresa delle attività, nel caso delle scogliere quello sarà il momento buono per capire se si potrà cominciare ad operare prima della bella stagione o bisognerà rassegnarsi a rimandare tutto il pacchetto (o quasi) a dopo l'estate. Resta comunque un paletto quello appena fissato con l'assegnazione dell'appalto per le barriere a protezione di Bagni Carlo e Bagni Gabriele, di cui in apertura d'anno era stato annunciato il progetto definitivo finanziato con 1 milione di euro (800.000 sganciati dalla Regione, il resto dalla casse comunali). Fra le trentasei imprese che hanno risposto al bando l'ha spuntata la S.L.I.Mar di Mestre con un ribasso vicino al 17% rispetto alla base d'asta da 725.000 euro che ha fatto scendere il costo chiavi in mano a poco più di 600.000.
Otto i mesi di tempo stimati per il completamento dell'intervento, che potrà evidentemente solo essere abbozzato, considerando che la stagione balneare, il cui corso resta da decodificare almeno quanto il procedere dei cantieri, impone a prescindere il blocco di qualunque attività. E dunque prevedibilmente solo nel 2021 il tratto più a nord di Sassonia, l'unico totalmente sguarnito, potrà contare su uno scudo da opporre alla mareggiate. Non ci si può più fare tante illusioni nemmeno sulla tempestività dei lavori di blindatura del segmento di Sassonia che insiste all'altezza di via del Bersaglio e sulla scogliera con cui schermare Bagni Maurizio.
I termini dell'appalto vinto dalla napoletana F.T., che prevedeva sei mesi di tempo per portare a termine l'opera, sono stati proprio in questi giorni rivisti a seguito di verifiche che hanno permesso di configurare una situazione diversa da quella su cui era stato modellato il progetto del 2015. Tutto sommato prevedibile che nel frattempo il mare abbia continuato a fare il proprio mestiere e che lasciasse altri segni nei varchi tra le tre scogliere oggetto di rifiorimento, con conseguente «aggravamento dell'erosione della zona non protetta», che grosso coincide con quella montagnola di cui è stata la Sovrintendenza ha recentemente disposto la messa in sicurezza d'urgenza, «e possibili insidie per l'abitato retrostante e per la futura strada delle barche».
Il materiale dalla Croazia
Il materiale deve arrivare dalla Croazia e sul fronte trasporti e approvvigionamenti c'è da abbattere qualche resistenza, inoltre occorrerà preliminarmente condurre anche un'indagine subacquea per escludere la presenza di residuati bellici. La ricognizione è stata affidata per 18.000 euro alla Miar Sub di Fiumicino che avrà dieci giorni per perfezionarla. A cominciare però da quando le misure legate alla crisi sanitaria consentiranno di iniziare a perlustrare il fondale.
Andrea Amaduzzi
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