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07/07/2020

«Così vigileremo sulle finanze di papa Francesco»

Corriere della Sera - Fabrizio Massaro

L'intervista
L'ex Bankitalia Barbagallo: gli anticorpi ci sono
Rischi di riciclaggio in Vaticano? «Gli anticorpi ci sono, e crescono». L'ex capo della vigilanza di Bankitalia Carmelo Barbagallo, insediatosi a novembre come presidente dell'Autorità di informazione finanziaria che monitora i flussi di denaro, delinea il nuovo corso dell'Aif dopo lo scandalo del palazzo di Sloane Avenue a Londra che ha visto indagato l'allora direttore, Tommaso Di Ruzza, e poi portato all'uscita del presidente René Brülhart e di due consiglieri. E dopo che - pochi giorni fa - è stata commissariata la Fabbrica di San Pietro per un'indagine sull'aggiudicazione e la gestione degli appalti legati al restauro del Cupolone.

Un nuovo corso che parte dal nuovo nome: Asif, con in più la «S» di supervisione, data la vigilanza sullo Ior e, contro riciclaggio e finanziamento al terrorismo anche su tutti gli enti senza fine di lucro della Chiesa. Le 64 segnalazioni di operazioni sospette giunte nel 2019, secondo il rapporto annuale presentato ieri, hanno portato a 15 informative inviate al Promotore di giustizia, i pm di papa Francesco.


Un nuovo corso, presidente Barbagallo?

«Le uscite dei vertici hanno creato una situazione di governo difficile ma ho fatto leva sulla grande qualità nei colleghi rimasti per raddoppiare l'organico da 6 a 12 persone, grazie alla collaborazione delle altre Autorità della Santa Sede. È arrivato un nuovo direttore, Giuseppe Schlitzer, già al Fmi, in Confindustria e in Ania, e il vicedirettore Federico Antellini Russo, che è stato anche in Cdp. Abbiamo nominato due donne, a capo dell'informazione finanziaria l'avvocato Diana Rocco, una italoamericana con esperienza in studi legali internazionali, e a quello della vigilanza Alessandra Coni, già in Aif. Il consiglio direttivo oggi è di 4 persone con l'arrivo di Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettore della Cattolica ed esperta di diritto dell'economia. Confido si arrivi presto alla nomina del quinto componente».


Ritenete di poter superare a settembre il giudizio di Moneyval, l'organismo del Consiglio d'Europa sulla lotta al riciclaggio?


«È un percorso che si decide a Strasburgo nell'aprile 2021. Sono certo che la giurisdizione vaticana sarà in grado di rappresentare i numerosi progressi e sono fiducioso su un positivo riscontro dei valutatori di Moneyal».


Quanto è esposto al riciclaggio il Vaticano?

«La Chiesa ha una dimensione universale, con numerosi enti. Può succedere che alcuni di essi siano minacciati, inconsapevolmente, da tentativi di riciclaggio, ma quel che conta è possedere gli anticorpi per individuare e respingere gli attacchi. Stiamo lavorando tutti assieme per rafforzarli ancora di più. In questo senso il nuovo codice degli appalti è all'avanguardia, testimonia la volontà del Vaticano di operare con massima correttezza e trasparenza anche in questo delicato settore».


Il Vaticano sarà mai simile a uno Stato contemporaneo?

«Con molte delle riforme degli ultimi dieci anni, la creazione della Segreteria per l'economia, del Consiglio per l'economia e del Revisore generale nel 2014, e con l'Aif nel 2010, sono stati fatti passi importanti verso un'organizzazione statuale contemporanea, in linea con migliori pratiche internazionali, senza rinunciare ai tratti insiti nella sua natura "unica". Mi pare che si vada nella direzione giusta».


Che giudizio dà dello Ior?

«Lo Ior ha fatto grandi progressi in un sentiero di totale correttezza, i 38 milioni di utili a fine 2019 sono significativi dato il contesto difficile. C'è ora in corso una nostra ispezione generale per migliorarne l'efficienza anche nell'ambito tecnologico».


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Carmelo Barbagallo, ex capo della Vigilanza di Bankitalia, è da novembre a capo dell'Aif, l'autorità antiriciclaggio del Vaticano