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11/02/2021

COSI SI FA FUNZIONARE LA MACCHINA DELLO STATO

Fortune Italia - DI FABIO INSENGA

UN PIANO PER IL FUTURO
Le quattro mosse che servono per utilizzare bene le risorse del Recovery f und. Parla Fabrizio Barca, ex ministro della Coesione territoriale, oggi alla guida del Forum Disuguaglianze e Diversità
FABRIZIO BARCA ha una storia che lo rende un interlocutore privilegiato per chiunque voglia approfondire il funzionamento della macchina pubblica e, soprattutto, le soluzioni che possono renderla finalmente efficiente. A maggior ragione se il Recovery Pian, il progetto integrato che serve per utilizzare le risorse straordinarie messe a disposizione dal Recovery Fund per contrastare la crisi innescata dal Coronavirus, è non solo un'occasione da cogliere ma anche l'ultima chiamata utile. L'ex ministro della Coesione territoriale, una vita spesa tra Ocse, Bankitalia e Mef, oggi guida il Forum Disuguaglianze e Diversità. Quando parliamo, è al centro di una accesa polemica via Twitter per la sua interpretazione 'a caldo' rispetto all'assalto al Capital Hill del 6 gennaio: "Scene che ci fanno riflettere sull'estrema fragilità della democrazia Usa. Ma, attenzione, è un segnale per tutte le democrazie. A quale risentimento arriva un popolo colpito da enormi disuguaglianze, che non crede più che esista un'alternativa. E lo spazio che ciò apre all'autoritarismo". Partiamo da qui, perché nella sintesi di un tweet c'è molto da ragionare. "E un avvertimento, sul piano della democrazia. E il segnale che dobbiamo provvedere. Quelle persone sgangherate e aggressive non vanno lì se non hanno qualcosa dietro: un voto a un personaggio terribile come Trump e un consenso diffuso. La democrazia vive una fase difficile e se non si risponde alle molteplici disuguaglianze, non solo economiche ma di accesso ai servizi fondamentali e di riconoscimento (dei propri valori, ruolo, voce) andiamo verso forme di rabbia inconsulta sulla base di balle, come quelle raccontate sui risultati delle elezioni americane. E il segnale che la classe dirigente deve riconnettersi alla società e comprenderne le ansie, i disagi e le difficoltà". Le parole di Barca non vogliono giustificare nulla, come invece qualcuno ha subito insinuato, ma aprono un ragionamento che passa anche e soprattutto per le cose concrete di cui parliamo subito dopo. IL RECOVERYPLAN A partire dalla sfida della ricostruzione post Covid. "Dobbiamo cogliere l'opportunità offerta da un'Europa che ha reagito prendendosi sulle spalle una parte significativa del debito che verrà prodotto, facendo un passo importante nel processo di unificazione", premette, prima di indicare in maniera netta la priorità assoluta: "Bisogna spendere bene le risorse, non serve fare buche e riempirle. Bisogna cogliere la domanda di miglioramento dei servizi della scuola, della salute, della mobilità. I titoli ci sono ma serve anche l'identificazione dei risultati attesi, non basta realizzare, bisogna dire qual è l'obiettivo che vogliamo raggiungere in modo che tutti lo possano monitorare". LA PROPOSTA PER UNA SCOSSA' II Forum Disuguaglianze e Diversità ha presentato con ForumPA e Movimenta una proposta per dare una 'scossa' alla Pubblica amministrazione. L'hanno firmata, tra gli altri, tre ex premier, Romano Prodi, Mario Monti ed Enrico Letta, esponenti importanti del mondo sindacale, da Susanna Camusso a Marco Bentivogli (ora leader di Base). La parola chiave è risultati. E i risultati passano per una Pubblica amministrazione efficiente. Quando è che funziona la Pa? "Quando sente e capisce qual è il risultato atteso, quando è chiara la missione strategica". Il risultato atteso, insiste Barca, "serve a far comprendere perché si sta facendo una cosa. A capire chi la deve fare e come mettere in bilancio le risorse. Rende chiaro che quello che conta non è la procedura ma il fine". L'ex ministro cita anche una riforma importante introdotta da questo Governo. "E stata abolita un'aberrazione, il danno erariale per colpa e non per dolo a carico del dirigente pubblico. Era un incentivo a non fare nulla, a restare fermi, a non fare per non rischiare. È stata una decisione saggia, derivante dall'azione e non dall'inazione". Tornando al Recovery Pian, utilizzare il risultato atteso vuol dire entrare nel merito di quello che si vuole fare. "Il piano deve indicare non solo la scuola, ma quanti asili nido e dove li faremo, di quanto aumentare l'export di alcune piccole e medie imprese, in che modo deve migliorare la mobilità nei territori. Se queste tre cose vengono messe, abbiamo già fatto un passo avanti. Capiamo quali sono le parti della Pa che vanno motivate e rimpinguate, con risorse giovani. E nella versione più recente del Piano, quella approvata dal Consiglio dei Ministri si apre in questa direzione". Barca fa riferimento alla necessità, indicata anche nella proposta per una Pa 'rigenerata' avanzata dal suo Forum, di cogliere appieno l'occasione irripetibile di un rinnovamento generazionale che toccherà dal 15 al 20% della Pa, circa 500mila giovani da assumere nei prossimi tre anni. "Abbiamo la struttura più vecchia anagraficamente dell'Ocse, solo il 2% del personale è sotto i 34 anni. Dobbiamo tornare ad assumere, serve il giusto mix tra esperienza e cinismo, da una parte, e coraggio e disponibilità a cambiare, dall'altra". La soluzione sono i bandi fatti in maniera diversa, come già in parte sta avvenendo. "Il Mef sta facendo bandi di sei mesi, li fanno alcune Regioni, la Asl 1 del Lazio, si possono fare anche in Italia bandi di tre mesi. Si possono eliminare gli scritti e inserire 'lettere di motivazione". Servono bandi rapidi, per discipline, ricercando competenze organizzative che in questo momento non ci sono". Poi, c'è il capitolo formazione. "Dobbiamo rimediare a quanto è stato fatto negli anni, con un consenso quasi generalizzato a tagliare le risorse dedicate. Cambia la società, abbiamo bisogno di raccogliere i saperi, dobbiamo essere capaci di fare bandi partecipati e serve formazione di qualità". Serve, sempre attingendo dal piano del Forum, un significativo investimento in formazione del personale esistente, a cominciare dai suoi vertici, e in azioni di accompagnamento all'innovazione, per aumentare la capacità dell'amministrazione di esercitare le sue funzioni e di rispondere alla straordinarietà del momento, rinnovandosi e rafforzandosi in modo strutturale. Il quarto pilastro dell'azione proposta dal Forum, e da Barca, è la collaborazione con il Terzo Settore e l'adozione di pratiche amministrative che includano in modo sistematico la partecipazione, la voce e la collaborazione di tutti i cittadini, delle imprese, delle organizzazioni del lavoro e di cittadinanza attiva, dando così piena attuazione alla Costituzione. "Se voglio disegnare bene l'organizzazione della sanità in un territorio montano, nell'alto reggiano, o sotto la Maiella o sulle Madonie o nella Val Malaga, io devo dialogare con i giovani e con gli anziani, con le poche donne incinta di quelle comunità, perché mi danno saperi, mi dicono quali sono le loro esigenze". Barca descrive un approccio che, puntualizza, "non va seguito per avere il consenso o il voto, che poi viene lo stesso e non fa male in democrazia" ma per trovare le soluzioni corrette, per centrare il solito, cruciale, risultato atteso. E plaude al fatto che "ora, nella versione approvata del Piano, si dica con chiarezza che deve aprirsi una fase di confronto con le organizzazioni della società". IL RUOLO DELLA POLITICA L'intero ragionamento di Barca porta a ridefinire anche la connessione della politica con la società. "Va ritrovata e va detto senza alcuna nostalgia per i partiti di massa", dice, sottolineando questa premessa necessaria perché "questo è un Paese in cui si vuole equivocare". La società, spiega, "è cambiata radicalmente rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta. Con tutti i limiti della scuola, abbiamo una società educata di massa, con persone in grado di ragionare e abbiamo un importante livello di maturità territoriale. Non avremmo resistito in questi 20 anni se non avessimo avuto un Paese territorialmente educato". In questo contesto, i corpi intermedi, definizione che Barca non ama ma che serve a mettere insieme partiti, sindacati e rappresentanze imprenditoriali, "avrebbero la possibilità ancora oggi di ritrovare il rapporto con i territori". E "dovrebbero farlo", perché "quando non lo fanno, quando non hanno più un'organizzazione che convogli i frantumati saperi territoriali, la classe dirigente nazionale non è più in grado di fare la sintesi che serve. E non è più neanche in grado di fare il percorso inverso, testando le decisioni che prende sul territorio". Barca lancia quindi un avvertimento. "Se non si torna a fare questo, a riconnettere la classe dirigente con la società, carichiamo lo Stato di un peso troppo grande. Si elimina un canale politico in cui questo meccanismo funziona". L'ex ministro riguarda quindi alla sua breve esperienza nel Pd, con un certo rimpianto: "Pensavo di portare dentro il partito non Fabrizio Barca ma un metodo che tanti di noi condividevano. Ma non è stato capito, non è stato compreso, e la nostra esperienza è stata ricatalogata solo nell'ennesima cordata". Una conversazione partita dall'analisi del clamoroso attacco alla democrazia americana si chiude con una riflessione molto italiana. Il filo conduttore è la necessità di lavorare per ridurre le disuguaglianze, negli Stati Uniti, in Europa e ovunque, iniziando a fare la nostra parte rendendo efficiente la macchina dello Stato. Sarebbe un buon punto di partenza. 9
IL FORUM DISUGUAGLIANZE E DIVERSITÀ La missione di un'alleanza inedita tra cittadini organizzati e ricerca: obiettivo del Forum Disuguaglianze e Diversità è disegnare politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze, aumentino la giustizia sociale e favoriscano il pieno sviluppo di ogni persona (diversità), e costruendo consenso e impegno su di esse C O S ' È Un'alleanza culturale e politica autonoma centrata sull'articolo 3 della Costituzione; un 'think and do', un luogo originale che mette insieme saperi di mondi diversi, organizzazioni di cittadinanza attiva e ricerca, prassi e teoria, sperimentazione e aspirazione sistemica; un costruttore di ponti fra culture diverse, fra comunità sperimentali e istituzioni. L'ATTIVITÀ Produce proposte di politiche pubbliche e azioni collettive per la giustizia sociale; lavora con le comunità per realizzare progetti pilota; è interessato e viene chiamato a costruire dialogo fra progetti territoriali e proposte di sistema; diffonde idee e proposte, i dati e le analisi sulle disuguaglianze, le idee e le proposte di altri con cui dialoga. IL G L O S S A R I O Il Forum ha investito sulla diffusione della sua visione, di dati e idee e sul linguaggio e sulle parole. Sin dal lancio del sito, nel febbraio 2018, è possibile consultare il WikiForum, un glossario di 67 parole che spiegano e arricchiscono la visione del Forum presentata nei nove punti della visione. È possibile leggerle e commentarle e navigare all'interno del glossario poiché tutte le parole sono connesse tra di loro. I N U M E R I 47 membri dell'assemblea; 8 organizzazioni; 3 Fondazioni sostenitrici; 5 membri dello staff; 36 partner di Progetto; 1 rapporto con '15 proposte per la giustizia sociale'; 100 esperti che hanno collaborato prò bono al Rapporto; 200 e più incontri, seminari, conferenze e focus group tra prima e dopo il lancio del Rapporto; 15 Team che lavorano per la 'messa a terra' delle proposte; 21 alleati per la 'messa a terra' del Rapporto; 8 progetti di ricerca e azione (4 in corso); 1 nuovo proget to strategico sull'istruzione (in preparazione).

Foto: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie al Palazzo del Quirinale Fabrizio Barca, in occasione dell'incontro con una delegazione dei promotori del Forum Disuguaglianze e Diversità