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25/06/2021

«Così si dà spazio alla criminalità»

Messaggero Veneto - a.c.

udineSi sta spendendo, e non poco, Gabriele Massarutto, per portare a casa il risultato. In gioco non c'è solo l'esistenza della sua azienda, l'Idroelettrica Valcanale, ma pure la sopravvivenza delle famiglie legate ai suoi 14 dipendenti.E così nelle ultime settimane, Massarutto ha cercato di spiegare in lungo e in largo l'iniquità dell'articolo 177 del nuovo Codice degli appalti, passando dalle colonne dei quotidiani nazionali ai collegamenti con le reti Mediaset, Rai e La7. «Siamo preoccupati perché per legge dovrebbero essere licenziate 150 mila persone in tutta Italia - sostiene Massarutto -. Si tratta di un articolo insensato perché pretende di punire aziende che operano in un settore regolato, costrette a subire il regime di concessione per un'attività svolta per anni con personale e strutture proprie. È devastante in quanto dispone il licenziamento di circa 150 mila dipendenti di aziende sane, operanti nel rispetto delle norme delle autorità di regolazione, ed è criminogeno in quanto l'unica organizzazione capace di mettere in piedi strutture per aggiudicarsi appalti miliardari per servizi che in questo momento nessuno saprebbe svolgere, è la criminalità organizzata».L'imprenditore tarvisiano ricorda come «le 120 aziende che gestiscono le reti di distribuzione nazionale, hanno raggiunto un livello di efficienza e di tecnologia talmente avanzato da costituire un settore di eccellenza che pone l'Italia all'avanguardia in Europa e nel mondo, e ciò non solo per la professionalità degli operatori, ma anche per le regole stabilite dalle migliaia di delibere emesse, nel corso degli anni, dall'Autorità indipendente, Arera. Tali regole disciplinano l'attività di distribuzione, con particolare attenzione per la diminuzione dei costi operativi e per la garanzia delle migliori condizioni di fornitura per tutti gli utenti». Una problematica aggravata dal fatto che «a accezione degli attuali concessionari, non esistono gruppi aziendali in grado di garantire i livelli di efficienza e di sicurezza sul lavoro attualmente raggiunti dai distributori». Massarutto chiude facendo riferimento alla situazione di Tarvisio: «Mettere a gara in subappalto la nostra attività in un contesto in cui non esistono aziende in grado di svolgere un compito essenziale e strategico, significa correre insostenibili rischi, significa spezzare la catena delle responsabilità e, in conclusione, significa distruggere il sistema di regolazione del servizio costruito nel corso degli anni da Arera». --a.c.