scarica l'app
MENU
Chiudi
05/03/2020

Così si allarga la solidarietà negli appalti

Il Sole 24 Ore Dossier - Benedetto Santacroce

I nuovi adempimenti LO SCENARIO E GLI IMPATTI POSSIBILI
Il meccanismo si sovrappone in alcuni casi a quello esistente con confini ampliati
Il nuovo meccanismo di controllo delle ritenute nell'ambito degli appalti, subappalti e di tutti i contratti comunque denominati è figlio di un preciso fenomeno di frode, si porta dietro tutti i difetti procedurali della vecchia solidarietà fiscale, si interseca con la solidarietà retributiva della legge Biagi e necessita di una pronta reazione del prestatore e del committente per evitare pesanti sanzioni. La circolare 1/E/2020 dell'agenzia delle Entrate, cercando di dissipare i dubbi applicativi, ha creato una serie di interpretazioni fuori sistema che vanno debitamente considerate e riportate ad unità per definire in modo esatto l'ambito applicativo della disposizione che è entrata in operatività già dal 22 febbraio. La norma vuole colpire quei comportamenti in cui, attraverso un appalto di servizi, si realizza prevalentemente una fornitura di manodopera. In effetti, l'appaltatore (spesso un consorzio o una cooperativa) attraverso fatture false omette il versamento delle ritenute consentendo al committente una riduzione del costo del servizio stesso e, molto spesso, commette violazione di norme giuslavoristiche. La disposizione, per far fronte a questa situazione, ha previsto: 7 per il fornitore del servizio il divieto di compensazione delle ritenute e il pagamento delle stesse distintamente in base ai singoli committenti (ripartizione degli F24 in base all'impiego mensile dei dipendenti); 7 per il committente l'obbligo di richiedere specifiche informazioni al prestatore e di controllare le ritenute. Il controllo, secondo la posizione assunta dall'agenzia delle Entrate con la circolare, può avvenire con l'analisi di congruità delle stesse. Esemplificando, la circolare specifica che le ritenute non saranno manifestatamente incongrue quando saranno superiori al 15% della retribuzione. La norma, inoltre, per rendere cogente le regole ha introdotto anche una sanzione per il committente che non richiede le informazioni al prestatore e che non controlla le ritenute operate. Sanzione che è pari a quella irrogata all'impresa appaltatrice o affidataria per la non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute operate. Questa sanzione, sempre per previsione della circolare 1/E, non ha natura tributaria e quindi non fruisce delle regole previste dal Dlgs 472/97, tra cui non potrà accedere all'istituto del ravvedimento operoso. Per questa sanzione la circolare ha previsto una moratoria, con specifiche condizioni, fino al 30 aprile Il primo impegno per le parti contraenti è individuare se il contratto stipulato rientra per caratteristiche nella fattispecie normativa. In effetti, la norma fa riferimento a contratti che presentano contestualmente tre caratteristiche: il prevalente utilizzo di manodopera; l'impiego del personale del prestatore deve avvenire presso le sedi di attività del committente; il prestatore per erogare la prestazione utilizza i beni strumentali del committente o a lui riconducibili. Senza entrare nel dettaglio, è necessario tener presente che la lettura delle disposizioni deve essere fatto con riferimento agli obiettivi della norma. Quindi, ad esempio, quando si parla di svolgimento dell'attività presso le sedi del committente la definizione va adattata allo spirito della norma. Pertanto se, ad esempio, il prestatore fornisce la manodopera al committente per svolgere attività agricola, la sede dell'attività del committente coinciderà con i campi presso i quali l'attività è svolta. Così, per i beni strumentali per i quali la circolare dà una definizione piuttosto ampia includendoci anche l'utilizzo occasionale di beni quando gli stessi sono necessari all'esecuzione della prestazione. Ecco però, proprio a questo proposito, non si possono considerare beni strumentali quelli che sono oggetto della prestazione. Si pensi al personale It che opera sui sistemi del cliente portandosi il proprio computer. In questo caso il bene strumentale è il proprio computer e il sistema dell'impresa è l'oggetto della prestazione. Il meccanismo dei controlli può essere, per alcune tipologie contrattuali, in sovrapposizione con la responsabilità solidale retributiva e contributiva dell'articolo 29, comma 2 del Dlgs 276/03. Questa normativa è, però, più mirata e limitata e prevede che solo in caso di appalto di opere e servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore e con i subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell'appalto, per i trattamenti retributivi (comprese le quote di Tfr), i contributi previdenziali e i premi assicurativi non corrisposti ai dipendenti nel periodo di esecuzione del contratto. La mappa delle novità sulle ritenute I NUOVI ADEMPIMENTI Come funziona Il nuovo meccanismo di controllo è stato introdotto in chiave antievasione e prevede una serie di verifiche da parte del committente a carico di appaltatori e subappaltatori. Nel mirino ci sono i contratti nei quali l'impresa appaltatrice fornisce al committente manodopera presso la sua sede: si tratta di situazioni molto frequenti nei settori dei servizi o della logistica. L'obiettivo di fondo è evitare che per alcuni dei lavoratori presenti presso la sede del committente ci sia la violazione dell'obbligo di versamento delle ritenute fiscali. L'appaltatore, allora, dovrà versare senza diritto di compensazione le ritenute fiscali relative ai suoi dipendenti. Una volta effettuato questo adempimento, dovrà trasmettere al committente le deleghe di versamento; a questo punto il committente dovrà effettuare le sue verifiche. Ovviamente, questo sistema implica una serie di complicazioni rispetto a quello che le imprese erano abituate a fare. Ad esempio, gli F24 andranno effettuati in maniera separata a seconda degli appalti relativi a un committente. A questo meccanismo sono collegate sanzioni in caso di inadempimenti di una delle parti L'AMBITO SOGGETTIVO Platea ampia ma condòmini fuori La platea dei committenti che, sulla base della previsione normativa e per quanto di loro specifica competenza, deve osservare le disposizioni di vigilanza e controllo sulle ritenute dei contratti cosiddetti "labour intensive" è molto ampia. Sono compresi i soggetti (persone fisiche, società e associazioni) residenti nel territorio dello Stato, ai fini delle imposte sui redditi, qualificabili come sostituti d'imposta. Sono esclusi dal novero i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia, nonché i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia affidatari delle opere o dei servizi, per carenza della qualifica di sostituti d'imposta. La relazione illustrativa al decreto legge 124/19 motiva l'esclusione dei non residenti in relazione alla presumibile inefficacia, per gli obiettivi di tutela degli interessi erariali, derivante dal fatto che questi non avrebbero alcuno stimolo a garantire l'assolvimento degli obblighi. Sono esclusi i condòmini: questi, secondo l'agenzia delle Entrate, non possono detenere in qualunque forma beni strumentali e di conseguenza non possono esercitare alcuna attività d'impresa o agricola o attività professionale APPALTI NON FORMALIZZATI Interpretazione estensiva Parlando dei contratti sottoposti ai nuovi adempimenti, la legge usa una formula aperta, scelta volutamente per evitare che qualcuno cerchi di aggirare, mediante il ricorso a contatti simulati, l'adempimento dei nuovi obblighi. La legge cioè precisa che sono soggetti alla nuova disciplina, oltre che quelli regolati da appalto, anche gli affidamenti di opere e servizi previsti da accordi di subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati. Quest'ultimo inciso chiarisce il concetto: per l'applicazione delle nuove disposizioni, ciò che assume esclusiva rilevanza non è il nome attribuito dalle parti, ma la sussistenza delle condizioni previste dal legislatore. Quindi, anche se il contratto non è definito come appalto, la nuova procedura trova applicazione ogni volta che tra due parti viene siglato un accordo il quale prevede l'erogazione di un servizio o il compimento di un'opera da parte di un soggetto che coinvolge prevalentemente manodopera, che opera presso le sedi del committente e che utilizza beni strumentali del committente, ove il costo complessivo dell'opera o del servizio superi i 200mila euro UTILIZZO DEI BENI STRUMENTALI Uso occasionale Una delle condizioni chiave del nuovo sistema riguarda l'utilizzo di beni strumentali del committente da parte dell'appaltatore e del subappaltatore. Non sempre, però, questo elemento fa scattare in automatico l'obbligo di effettuare i controlli richiesti per la responsabilità negli appalti: le Entrate, con la circolare n. 1/E/2020, hanno fornito una interpretazione in qualche modo di favore nei confronti dei contribuenti, escludendo l'operatività della disciplina quando, pur in presenza di beni strumentali di proprietà o riconducibili all'appaltante, questi siano occasionalmente utilizzati dal personale dell'appaltatore oppure non risultino indispensabili per l'esecuzione dell'opera o del servizio. Facendo pertanto ricorso da un lato ad un requisito temporale legato all'occasionalità dell'utilizzo e dall'altro riconoscendo la non indispensabilità dei beni ai fini della realizzazione dell'opera o del servizio, l'agenzia delle Entrate offre una lettura estensiva del dato normativo. È necessario, quindi, quantificare la misura di utilizzo dei beni strumentali per definire il perimetro dell'adempimento

LA SEDE


Localizzazione difficile La circolare 1/E dell'agenzia delle Entrate ha adottato un'interpretazione estensiva del concetto di sede, essenziale per individuare il perimetro di applicazione dei nuovi adempimenti in materia di ritenute. Nello specifico, ha spiegato che i luoghi che si considerano rilevanti per l'articolo 4 del Dl fiscale coincidono con tutte le sedi destinate allo svolgimento dell'attività imprenditoriale, agricola o professionale del committente. Vi rientrano, tra le altre, la sede legale, le sedi operative, gli uffici di rappresentanza, i terreni in cui il committente svolge l'attività agricola, i cantieri, le piattaforme e ogni altro luogo comunque riconducibile al committente destinato al suddetto svolgimento dell'attività. Definizioni ampie che lasciano spazio anche a dubbi: per individuare, nelle diverse casistiche che si pongono in fase di applicazione pratica di queste regole, l'esistenza o meno della condizione di localizzazione presso la sede del committente, sarà dunque necessario un rilevante sforzo interpretativo

LA CERTIFICAZIONE


Il Durf Sono quattro i requisiti che le imprese appaltatrici, subappaltatrici e affidatarie devono possedere per poter ottenere dall'agenzia delle Entrate il cosiddetto Durf positivo, la certificazione di regolarità fiscale che consente la disapplicazione dei tanti nuovi adempimenti e controlli. L'impresa deve risultare in attività da almeno tre anni (da calcolarsi con riferimento all'ultimo giorno del mese per il quale è formulata la richiesta); essere in regola con gli obblighi dichiarativi, ai fini dell'imposta sui redditi, nell'ultimo triennio; aver eseguito in tale periodo versamenti complessivi registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell'ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime; non aver subito iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all'Irap, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione ovvero piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza

LE PENALITÀ


Mancato adempimento Nel caso in cui il committente non assolva agli obblighi previsti a suo carico dalle nuove disposizioni, sarà tenuto al versamento di una somma pari alla sanzione irrogata all'impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute, nonché per il loro tardivo versamento delle stesse, senza possibilità di compensazione. Si tratta, sostanzialmente, delle sanzioni previste dall'articolo 14 del Dlgs 471/97 in caso di mancata esecuzione delle ritenute (sanzione pari al 20% degli importi non trattenuti) e dall'articolo 13 del Dlgs 471/97 per l'omesso o ritardato versamento delle ritenute stesse (generalmente pari al 30% dei versamenti non effettuati). In pratica, il committente risulta soggetto a una sanzione in misura corrispondente a quella irrogata all'impresa che ha commesso la violazione. La sanzione nei confronti del committente è di fatto applicabile qualora questo non abbia richiesto la prova del pagamento delle ritenute eseguite dall'impresa, non abbia sospeso il pagamento dei corrispettivi in caso di eventuali inadempimenti oppure abbia omesso di segnalarli all'agenzia delle Entrate

LA MORATORIA SULLE SANZIONI


Rinvio fino al 30 aprile Con la circolare 1/E/20, l'agenzia delle Entrate ha previsto una sorta di moratoria (che - va precisato non è stata stabilita da nessuna norma di legge) delle sanzioni per i committenti delle prestazioni di opere o servizi nei contratti di appalto, subappalto e affidamento. In questo modo sono state, di fatto, congelate le sanzioni legate al nuovo adempimento in materia di ritenute negli appalti. Il differimento delle sanzioni riguarda i primi mesi di applicazione della nuova norma, venendo stabilito, nello specifico, fino al 30 aprile del 2020. Nel documento di prassi l'amministrazione ha precisato che la dilazione vale in tutte le ipotesi in cui l'appaltatore, subappaltatore o affidatario abbia correttamente determinato e versato le ritenute sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori utilizzati, ma senza avere utilizzato distinte deleghe di pagamento per ciascun committente. Quindi, l'adempimento inesatto di quanto prevede il decreto fiscale in queste situazioni non avrà conseguenze. Per diverse associazioni di imprese, però, sarebbe necessario andare oltre e disporre una vera e propria proroga