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19/06/2020

Così Musumeci conquista i “pieni poteri”

La Repubblica - Antonio Fraschilla

Il provvedimento
● a pagina 5 Sui pieni poteri si spacca la maggioranza. L'Mpa è sul piede di guerra e attacca a testa bassa il disegno di legge, approvato in aula con i voti determinanti di Italia viva, che consente al governatore in carica di poter nominare commissari e derogare quindi dalle norme in materia urbanistica e di tutela ambientale a paesaggistica, oltre che alle norme sugli appalti, in caso di «emergenze». Dove per la parola «emergenze» si intende qualsiasi dichiarazione di stato emergenziale fatta dal governo per i motivi più disparati: salute pubblica, incolumità pubblica e sicurezza. Tradotto: secondo questa norma non solo in caso di pandemia e terremoti, ma anche se si rompe un depuratore, si guasta un impianto di rifiuti, cade un ponte o c'è da intervenire negli ospedali in urgenza, il governatore sul modello «Ponte Morandi» avrà poteri speciali e potrà autorizzare anche affidamenti diretti e il dimezzamento dei tempi di autorizzazione previsti attualmente.
L'opposizione definisce questa legge «vergognosa e pericolosa»: «Siamo all'anarchia assoluta - dice il dem Antonello Cracolici - questa legge consente di derogare a norme sulla tutela ambientale e rischia di causare contenziosi e gravi abusi. Inoltre prevede che il governatore possa nominare anche un semplice funzionario della Regione come commissario con poteri speciali: una follia che rischia di alimentare la corruzione». Le associazioni culturali e ambientaliste sono molto preoccupate: «Credo sia evidente che dietro questa norma delirante si voglia dare il lasciapassare al governo della Regione per potere, in totale autonomia e in dispregio delle norme vigenti, gestire un sistema ormai definitivamente al collasso», dice Manlio Mele, che ha animato al raccolta di firme, arrivata a quota 5 mila, tra docenti ed esperti di storia dell'arte e cultura contro un altro ddl in discussione all'Ars, quello che toglie competenze alle sovrintendenze. Anche la Fillea Cgil critica la norma. «La strada degli affidamenti diretti è già stata percorsa ed è fallimentare, utilizzare l'emergenza ha prodotto e produrrà altre opere incompiute, o inutili, oltre che spreco di danaro e rischio di collusione - dice il segretario Mario Riodulfo - inoltre si interviene su norme, come quella del codice degli appalti, che non sono concorrenti tra stato e regione e questo genererà un ulteriore contenzioso». Ma che opposizione e Cgil siano contrari ad una norma del governo non sorprende. Quello che sorprende è che a lanciare bordate contro questa proposta di Musumeci, approvata in aula, sia pezzi della sua stessa maggioranza: «Non possiamo negare che l'approvazione dell'emendamento voluto dal governo, a nostro avviso di dubbia costituzionalità ha in noi fatto nascere più di una perplessità», dicono i deputati autonomisti Giuseppe Compagnone, Carmelo Pullara e Roberto Di Mauro.