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27/05/2021

«Così il Pd fa del male al Paese»

Libero - TOBIA DE STEFANO

L'allarme di Viale dell'Astronomia
Industriali contro le proposte su tasse e occupazione: a rischio le riforme del Recovery CARLO BONOMI «Che credibilità ha all'estero un Paese che cambia le regole del gioco in corsa senza dire nulla alle parti sociali e ai partiti? Siamo in pieno Recovery Plan...» MAURIZIO STIRPE « Dal mio punto di vista se non c'è un chiarimento su quello che è successo, questa storia segna in modo profondo i rapporti tra Confindustria e il ministero»
■ Passata la nottata, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha usato toni più cauti, ha detto che «la lealtà nei rapporti istituzionali è fondamentale in un Paese che deve uscire da un periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica drammatica», ma poche ore prima era stato ben più diretto. L'uno-due del Pd - l'affondo sulla tassa di successione di Letta e il blitz in Consiglio dei ministri per prorogare il blocco dei licenziamenti di Orlando - l'aveva mandato su tutte le furie. Più che il merito - la proposta del segretario dem appare velleitaria e il tentativo del ministro è fallito miseramente il numero uno degli industriali è sembrato preoccupato per il metodo. «Che credibilità ha all'estero un Paese che cambia le regole del gioco in corsa senza dire una parola alle parti sociali e ai partiti? Siamo in pieno Recovery Plan... questo è un danno all'immagine del Paese». Ma non solo. In Viale dell'Astronomia l'apprensione riguarda soprattutto il futuro. A tutti è chiaro che per uscire da questo momento servono coesione e scelte condivise, andrebbero messi da parte i temi divisivi, ma purtroppo quello che è successo ha alimentato un clima da tutti contro tutti... «E adesso che fine faranno le riforme?». «Dobbiamo ancora valutare esattamente cosa c'è scritto nei testi - spiega il vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali, Maurizio Stirpe - perchè il presidente Draghi ha annunciato questo momento di mediazione nel pomeriggio e ancora non c'è stato modo di vedere cosa poi effettivamente c'è scritto nel decreto. Ci siamo ritrovati ad apprendere queste novità nel corso di una conferenza stampa, non penso che abbiamo fatto nulla per avere questo tipo di comportamento... Dal mio punto di vista - continua -, ma ne dovrò parlare con il presidente Bonomi, se non c'è un chiarimento preliminare su tutto quello che è successo questa storia è destinata a segnare in modo profondo i rapporti tra Confindustria e il ministero». Insomma, il blitz sui licenziamenti è fallito ma il clima sta peggiorando. Tant'è che il numero uno della Cgil Maurizio Landini non si arrende: «La partita sui licenziamenti non è finita. Il presidente del Consiglio Draghi dice che il confronto con le parti sociali è ancora aperto». E conferma per venerdì una manifestazione a Montecitorio. E adesso? Con ogni probabilità a brevissimo il conflitto si accenderà sul decreto semplificazioni e sul codice degli appalti, dove se possibile la divisione tra le parti in causa è ancora più netta. I sindacati hanno già parlato esplicitamente di sciopero generale, mentre gli industriali e una buona parte del governo sono convinti che l'eccesso di norme costituiscano un freno per lo sviluppo del Paese. Tocccherà a Draghi trovare una mediazione. O forse il premier lascerà fare, per poi arrivare ancora una volta dove vuole lui. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Carlo Bonomi (LaPr.)