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14/07/2020

Così Aria nacque per combattere gli scandali

Corriere della Sera - Sara Bettoni

l'inchiesta sui camici
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n pacchetto di 190 gare aggiudicate nel 2019, la responsabilità di muovere 10 miliardi all'anno. Tutto sotto il cappello di Aria, la stazione appaltante della Regione coinvolta nella vicenda dei camici forniti/donati dalla Dama di Andrea Dini, cognato del governatore Attilio Fontana.


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Un pacchetto di 190 gare aggiudicate solo nel 2019, la responsabilità di muovere circa 10 miliardi all'anno. Tutto sotto il cappello di Aria, la stazione appaltante di Regione Lombardia coinvolta nella vicenda dei camici, dei calzari e dei copricapo forniti/donati dall'azienda Dama spa controllata da Andrea Dini, cognato del governatore Attilio Fontana e partecipata al dieci per cento dalla moglie. Per guidare questa enorme macchina il Pirellone aveva scelto Filippo Bongiovanni, nel ruolo di direttore generale. Indagato con Dini, ora ha chiesto di essere destinato ad altro incarico.


E pensare che Aria, acronimo di Azienda regionale per l'innovazione e gli acquisti, è stata creata anche per cancellare l'eco degli scandali delle tre società che ha riunito in sé. Fontana, con il suo uomo forte Davide Caparini, assessore al Bilancio, all'inizio del 2019 ha infatti dato il via alla fusione di Arca (Azienda regionale centrale acquisti), Lombardia Informatica e Infrastrutture Lombarde. Ciascuna nel tempo ha dovuto affrontare più di un problema. Gli affidamenti di Arca, per esempio, sono stati spesso contestati e bloccati dai ricorsi, con conseguente allungamento dei tempi di assegnazione e spreco di risorse pubbliche per le costose proroghe dei vecchi contratti nell'attesa delle nuove assegnazioni.


Col passaggio ad un'unica realtà che si occupa di bandi, convenzioni e accordi quadri per il Pirellone, la giunta di Fontana puntava a lasciarsi alle spalle le polemiche e ad abbassare i costi, anche grazie al taglio delle spese per la governance (con un solo consiglio di amministrazione e un solo direttore generale). L'ultimo atto dell'integrazione risale al 1° luglio scorso, con la fusione per incorporazione di Infrastrutture Lombarde in Aria spa. È lo step finale dell'operazione pensata «per contenere e razionalizzare la spesa pubblica ma soprattutto per costruire un nuovo soggetto capace di operare con un'autentica visione di sistema», come si legge sul sito della società regionale.


A poco più di un anno dalla nascita però, la grande macchina si trova ad affrontare i primi problemi. Ad aumentare le difficoltà nella gestione di così tante gare e di molto denaro pubblico (il tutto in una fase emergenziale) ci sarebbe inoltre la mancanza di sintonia tra direzione generale e consiglio di amministrazione. Bongiovanni, con un passato nell'istituto di ricerca lombardo Eupolis e poi alla guida della fusione, è uomo vicino a Fontana e quindi alla Lega. Nell'emergenza Covid il governatore è diventato «soggetto attuatore» della Protezione civile e in virtù di questa nomina ha concentrato l'organizzazione aziendale di Aria nelle mani del dg. Dall'altra parte c'è il presidente Francesco Ferri, di area Forza Italia e in precedenza al timone di Lombardia Informatica. Il cda da lui guidato non ha recepito formalmente la donazione di camici della Dama spa nella riunione del 19 giugno scorso. Un segno, forse, dello scarsa intesa.


Sara Bettoni

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Acquisti

L'Azienda regionale per l'innovazione
e gli acquisti Aria ha riunito sotto di sé, nel tempo,
le società Arca, Lombardia Informatica
e Infrastrutture lombarde, anche per cancellare l'eco degli scandali delle tre società del Pirellone

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Le gare
d'appalto aggiudicate soltanto nel 2019 sotto al cappello di Aria, stazione appaltante della Regione coinvolta nel caso forniture