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22/01/2021

«COSI ABBIAMO RISCATTATO LA MASSERIA DELL’USURA»

Famiglia Cristiana

LOTTA ALLA MAFIA
«Abbiamo dato un segnale forte alla comunità», dice la sindaca del paese. E il direttore della Caritas diocesana: «Una chance da sfruttare»
Bisogna guardare le cose con gli occhi del sogno per vedere un progetto, un laboratorio di vita e di pensiero lì dove adesso c'è un terreno ridotto a discarica e qualche casa in disfacimento. È quello che hanno fatto a Copertino con i beni confiscati a Giovanni Tredici, una sorta di Padron 'Ntoni dei Malavoglia che qui aveva costruito un impero fatto di appezzamenti, masserie e immobili. Siamo nel Salento, in provincia di Lecce. Tredici è stato arrestato, la sua "roba" passata in mano alla giustizia e da questa al Comune perché la riutilizzasse per fini sociali. Frutto di estorsioni, furti, ma soprattutto usura, questi «beni, più che di sangue, sono sporchi di lacrime e sudore di chi è finito nel giro di questo criminale condannato in via definitiva già agli inizi degli anni Duemila», spiega Daniel Viva, avvocato penalista e vicepresidente della Fondazione "Fare oggi". Ci sono voluti però degli anni per dare corpo all'immaginazione, da quel 2011 inciso sulla targa che don Giuseppe Venneri rialza dal fango e dall'oblio. Il direttore della Caritas della diocesi di Nardò-Gallipoli guarda i campi e le casette e racconta degli incontri che li animeranno, all'insegna della formazione alla legalità e alla giustizia, dei progetti per far sperimentare, soprattutto ai giovani, «la cultura del lavoro». Oltre alla Fondazione, che della Caritas è il braccio operativo, «abbiamo coinvolto l'Agesci, la Regione Puglia e diverse altre esperienze associative». Matteo Bellaluna, segretario della Caritas, membro della Cooperativa sociale Ipso Facto, e animatore del Progetto Policoro, vede già disegnarsi, tra le piante, i percorsi cicloturistici, la ripresa delle coltivazioni, ma anche locali di appoggio per Opera Seme, l'altra iniziativa portata avanti dalla diocesi con Ipso Facto, che sta recuperando gli antichi frantoi e dando nuova linfa alla filiera produttiva agroalimentare. «Questo per noi sarà un ulteriore luogo da mettere a frutto non solo per la comunità di Copertino, ma per tutta la diocesi, grazie al sostegno del nostro vescovo Fernando Filograna», aggiunge Venneri. «Faremo vivere ai ragazzi esperienze all'aria aperta, potremo collaborare con il maneggio che confina con questo terreno», immagina già il sacerdote. Alcuni bandi sono andati deserti, forse per paura, e poi l'impegno della sindaca Sandrina Schito, che è riuscita alla fine del 2020 a portare a termine la delibera: «Abbiamo fatto una scelta precisa, insieme con l'ingegner Fabio Minerva, il dirigente che ha curato gli aspetti tecnici, per dare un segnale forte alla comunità: i beni devono essere utilizzati per promuovere un modo diverso di stare insieme». Alla fine ce l'ha fatta. E, anche se nelle casette c'è chi ha accatastato fascine forse per prepararsi a devastare ulteriormente il bene confiscato, «sono sicura», aggiunge la sindaca, «che con l'appoggio di tutti ce la faremo a ripristinare terreni e immobili. Anzi, sull'esempio di questo progetto, ci stiamo apprestando ad assegnare altre proprietà sottratte alla criminalità organizzata». La pandemia ha rallentato il passo, «ma non ci siamo fermati», conclude Venneri. «Stiamo sperimentando che la crisi può diventare opportunità. Non è retorica. Lo abbiamo visto anche con le altre azioni che stiamo portando avanti. Il male può davvero trasformarsi in bene». A.V.

Foto: SANDRINA SCHITO, • 54 ANNI


Foto: Sopra, la targa che annuncia il passaggio degli immobili al Comune di Copertino. In alto, l'immobile confiscato a Giovanni Tredici, condannato per usura ed estorsione. LA LEGGE E' UGUALE PLR TUTTI Nella nuova aula bunker di Lamezia Terme, davanti al giudici del Tribunale di Vibo Valentia, Il 13 gennaio è Iniziato Il maxiprocesso "Rinascita Scott", che conta oltre 300 imputati. Nel riquadro, Nicola Gratteri, 62 anni, procuratore capo di Catanzaro.