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19/06/2021

Corte di giustizia Ue su impresa ausiliaria

ItaliaOggi

Anche l'esclusione automatica per falsa dichiarazione dell'impresa ausiliaria, prevista dal Codice appalti, non è conforme al diritto europeo; deve essere ammessa la possibilità di sostituire l'impresa di cui ci si è avvalsi. E' quanto si desume dalla lettura della sentenza della Corte di giustizia europea, sezione nona con la sentenza del 3 giugno 2021 n. C-210/20 su un rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato italiano e che ha portato all'ennesima pronuncia di non conformità del decreto 50/2016. La questione era stata posta relativamente alla presentazione di una dichiarazione dell'impresa ausiliaria che non menzionava un patteggiamento relativa al reato di lesioni colpose, commesso in violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e che aveva determinato l'esclusione. Il Codice appalti, prevede l'esclusione automatica dell'offerente in conseguenza di dichiarazioni mendaci dell'impresa delle cui capacità intende avvalersi, e non ammette la sostituzione. La Corte ha ricordato al riguardo che l'obiettivo dell'articolo 57 della direttiva 2014/24, che è anche quello perseguito dall'articolo 63 della stessa, è consentire all'amministrazione aggiudicatrice di garantire l'integrità e l'affidabilità di ciascuno degli offerenti e, di conseguenza, la mancata cessazione del rapporto di fiducia con l'operatore economico interessato. È in tale prospettiva che si garantisce, in principio, il diritto per qualsiasi operatore economico di fornire prove del fatto che le misure da lui adottate sono sufficienti al fine di dimostrare la sua affidabilità nonostante l'esistenza di un motivo di esclusione pertinente. Pertanto, in tali circostanze, ancor prima di esigere da un offerente la sostituzione di un soggetto sulle cui capacità intende fare affidamento, l'articolo 63 di tale direttiva presuppone che l'amministrazione aggiudicatrice dia a tale offerente e/o a tale soggetto la possibilità di presentarle le misure correttive che esso ha eventualmente adottato al fine di rimediare all'irregolarità constatata e, di conseguenza, di dimostrare che esso può essere nuovamente considerato un soggetto affidabile. Soltanto in subordine, e se il soggetto non ha adottato alcuna misura correttiva, o ne ha adottate di insufficienti l'amministrazione aggiudicatrice può, o, se il suo diritto nazionale la obbliga, deve imporre all'offerente di procedere alla sostituzione di detto soggetto. Ne consegue che, al pari di una richiesta di chiarimenti di un'offerta, la richiesta di un'amministrazione aggiudicatrice che esige la sostituzione di un soggetto sulle cui capacità un offerente intende fare affidamento non deve condurre alla presentazione, da parte di quest'ultimo, di quella che in realtà sarebbe una nuova offerta, talmente essa modificherebbe in modo sostanziale l'offerta iniziale. La Corte di giustizia europea ha concluso nel senso della non conformità alla normativa Ue della disposizione italiana per la quale si deve automaticamente escludere un offerente da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico qualora un'impresa ausiliaria, sulle cui capacità esso intende fare affidamento, abbia reso una dichiarazione non veritiera, senza poter imporre o quantomeno permettere a tale offerente di sostituire detto soggetto.