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09/03/2021

Corte dei conti all’attacco “Armi spuntate sugli appalti

La Repubblica - Ottavia Giustetti

Controlli più difficili
La spesa pubblica ai tempi del Covid non è esente dal rischio sprechi e di gestioni sconsiderate. Sulla questione ha acceso un faro la procura della Corte dei conti che sorveglia anche sull'ondata di decessi nelle Rsa. Sugli accertamenti pesano però le pesanti incognite introdotte dal governo che nel decreto semplificazioni ha stabilito che le responsabilità contabili siano limitate solo ai casi di dolo, escludendo quelli provocati da omissione o inerzia.
Le toghe: «Un confuso, pericoloso e inattuale ideale secondo il quale l'amministrazione dello Stato debba essere uguale a quella di una azienda privata». ● a pagina 5 La gestione dell'emergenza Covid è sotto la lente della procura della Corte dei Conti, che in quest'anno appena trascorso ha aperto fascicoli su numerosi fatti collegati alla fase pandemica, dagli acquisti di beni, merci e servizi da parte degli enti del servizio sanitario, ai decessi nelle Rsa e nelle case di cura. Ma due provvedimenti legislativi, adottati nel pieno dell'emergenza, destano preoccupazione perché spuntano le armi della magistratura contabile e di quella penale «in nome di un'efficienza dell'amministrazione che sarebbe impedita dai lacciuoli della responsabilità». È l'espressione che ha usato ieri il procuratore regionale della Corte dei Conti, Quirino Lorelli, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Al termine della prima grande ondata della crisi- ha denunciato Lorelli - si è assistito a un intervento di urgenza del Governo su una delle componenti strutturali dell'illecito amministrativo-contabile, ossia l'elemento psicologico, andando a circoscriverne la punibilità, con il fine, declamato quanto indimostrato, di rendere maggiormente efficiente l'amministrazione». Il 17 luglio 2020, infatti, il decreto "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale", ha stabilito in nome dell'emergenza che la responsabilità degli amministratori pubblici sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti, "è limitata ai casi in cui la produzione del danno erariale è da lui dolosamente voluta". «Ciò significa - ha spiegato Lorelli - che prendendo un caso tipico come quello delle auto blu, non sarebbe perseguibile l'amministratore che si sia fatto acquistare una Ferrari come auto di servizio, se non è provato che come contropartita abbia preso del denaro dal concessionario che l'ha venduta». Insintesi, rende quasi impossibile, perseguire il danno erariale. La norma, che doveva restare in vigore fino a dicembre 2021, è stata prorogata. Abbinata poi alla modifica del reato dell'abuso d'ufficio risponde secondo i magistratii a «un confuso, pericoloso e inattuale ideale secondo il quale l'amministrazione della Repubblica è uguale a quella di una azienda privata».
Ciononostante la procura ha continuato a lavorare sul passato e ha emesso, nel corso del 2020, 75 citazioni con una richiesta risarcitoria totale di 22,47 milioni di euro, che portano gli uffici piemontesi al terzo posto nazionale per produttività, a pari merito con la Lombardia.
L'importo totale recuperato nel 2020 ammonta a 1.461.534,30 a fronte di 47 sentenze.
Grande impulso all'attività della Corte dei conti è stato dato da Finpiemonte che a luglio 2020 ha denunciato 500 finanziamenti a imprese, e una di queste, da sola, ha indebitamente percepito un incentivo pubblico di 212.000 euro.
Esempio singolare, quello di Finpiemonte, visto che in tutta la Regione con le sue 1.187 amministrazioni pubbliche, le denunce fatte pervenire alla Procura contabile dagli organi di controllo interno sono state soltanto 4 in tutto il 2020.
Un dato preoccupante anche nell'ottica dei tempi che verranno, e a proposito della capacità delle amministrazioni pubbliche di evitare gli errori del passato e mettere in atto una programmazione virtuosa di investimento delle risorse del Recovery Fund. «Per uscire dalla grave crisi economica - ha detto la presidente della Corte dei Conti, Cinthia Pinotti - sarà necessario impegnare una enorme quantità di risorse che verranno erogate solo a fronte di adeguati interventi di riforma del sistema nazionale: si tratta di somme che, tuttavia, una volta acquisite dovranno in larga misura essere restituite dalle generazioni future. È dunque un imperativo etico e morale, oltre che politico e giuridico, dei governi, garantirne l'impiego più proficuo e razionale nell'interesse generale».

Foto: jPresidente Cinthia Pinotti è la presidente della Corte dei Conti Piemonte, che ieri ha inaugurato l'anno giudiziario 2021