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02/12/2018

Corso Italia, tutto (ancora) tace ma adesso c’è più ottimismo

Il Piccolo di Trieste - Francesco Fain

Ziberna: «Sembra che l'intesa sia raggiunta ma siamo ancora al condizionale» Il monito dell'Ascom: «Se arriva un "no", meglio una nuova gara d'appalto» il cantiere fantasma
Francesco Fain Corso Italia, dove eravamo rimasti? Martedì si sarebbe dovuto svolgere l'incontro decisivo con la ditta terza classificata alla gara d'appalto: la "Ises srl" di Nimis avrebbe dovuto dire se accetta di continuare i lavori dopo il "naufragio" della Co.Ge.T. scarl di Bari e il mancato coinvolgimento della Adriastrade, la seconda classificata. Alla fine, la riunione è slittata a giovedì, poi a venerdì. Ma, a tutt'oggi, non è arrivata la risposta definitiva e decisiva.Ma, nelle parole del sindaco Rodolfo Ziberna, affiora oggi un pizzico di ottimismo. La speranza è che il pressing sulla Ises srl possa aver portato i frutti sperati, facendo concretizzare la svolta in un cantiere che più fermo di così, non si può.«Sembra - dice il primo cittadino - che l'intesa sia stata raggiunta. Quindi, dovrebbe essere la ditta terza classificata a prendersi in carico il cantiere, portando a compimento i lavori». Ma con il condizionale, non si va da nessuna parte. E il sindaco ne è pienamente consapevole. «Ovviamente, servono certezze e contiamo, all'inizio della settimana entrante, di avere la risposta definitiva della ditta di Nimis».E nella malaugurata ipotesi dovesse arrivare un "no, grazie", quale sarà la strategia dell'amministrazione comunale alle prese con quel cantiere a metà? «Andremo a bussare alle porte della ditta quarta classificata, preparando nel contempo le carte per un'eventuale, nuova gara d'appalto», sottolinea Ziberna.Fosse per Confcommercio Gorizia non servirebbe nemmeno coinvolgere al quarta. Perché si è perso già «troppo tempo». Gianluca Madriz, presidente dei commercianti, scandisce chiaramente il concetto. Che, poi, altro non è che un monito. «Naturalmente ci auguriamo che l'azienda di Nimis accetti di completare i lavori ma se dovesse materializzarsi un rifiuto, a quel punto mi sembra più logico non scorrere più la graduatoria e impegnarsi subito per un nuovo bando. Ci sono un centinaio di ditte che hanno partecipato alla prima gara d'appalto e non si può pensare di coinvolgerle tutte perché, di questo passo, rischiano di passare cent'anni». Quindi, Confcommercio spinge per ripartire da zero. «Si potrebbe spezzettare anche l'appalto in più fasi con l'obiettivo di velocizzare al massimo le pratiche. Ovviamente, nel frattempo, va data dignità al tratto di corso Italia rimasto incompiuto. Non possiamo pensare di andare avanti con lo ghiaino ancora per mesi e mesi. Si stendano dei tappeti o si proceda con una gettata di cemento, in maniera tale da bloccare questa polvere infernale».Conclude Madriz: «Non occorre ripetere che i negozi, in questo tratto, sono ormai alla canna del gas. Si rischiano nuove chiusure. Almeno due». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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