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23/11/2019

Corsi antiviolenza, «bando pilotato»: cinque indagati

Il Messaggero

Nell'inchiesta su un progetto di prevenzione nelle scuole coinvolti anche l'ex vicesindaco e un dirigente del Comune
CASSINO
Città femminile, comunità plurale. Questo il progetto che, a Cassino, ha fatto scattare le indagini e portato ad indagare cinque persone per turbativa d'asta e truffa. A finire nell'inchiesta sono stati l'ex vicesindaco Carmelo Geremia Palombo, il dirigente del settore Servizi sociali del Comune di Cassino Aldo Matera (difeso dagli avvocati Ernesto Cassone e Elisabetta Nardone), l'ex segretario comunale Lorenzo Norcia (assistito dall'avvocato Rauzzino) e l'imprenditore Raffaele Valente e sua moglie Maria Rosaria Golino. Le indagini, avviate lo scorso anno dalla polizia dopo un esposto, sono state chiuse ieri con la notifica agli indagati i quali ora hanno 20 giorni per chiedere l'interrogatorio o depositare una memoria. Per l'accusa gli imprenditori Valente e Golino, titolari della ditta Format che si occupa di formazione extra scolastica, si sono aggiudicati il progetto, finanziato dalla Regione e in parte dal Comune di Cassino, in maniera illecita. Come? Alla gara d'appalto sarebbero state invitate sei ditte, cinque, però, non avrebbero avuto alcun titolo per l'assegnazione. L'unica ad avere i requisiti minimi era la Format, alla quale viene contestato alla fine di aver percepito circa 29mila euro. «Il bando - hanno spiegato gli investigatori - era marcatamente delineato e perfettamente coincidente con i requisiti dell'impresa da favorire: la Format. Era, allo stesso tempo, altrettanto vincolante per le altre ditte, tanto che gli unici a rispondere alla gara sono stati gli indagati». Insomma per la Procura di Cassino il progetto sarebbe stato costruito su misura.
IL PROGETTO
Il progetto (finanziato per un importo di circa 50mila euro, la cui erogazione non è andata oltre i 30mila dopo l'avvio delle indagini) prevedeva la realizzazione di corsi di formazione nelle scuole di Cassino per prevenire la violenza di genere. Gli indagati rispondono di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione. L'ex vicesindaco Palombo è finito nell'inchiesta perché, pur non avendo la delega ai Servizi sociali, secondo il pm Mattei, avrebbe predisposto atti e mostrato interesse alla definizione della procedura. All'ex segretario Norcia, ora in pensione, viene contestata la predisposizione dell'atto dirigenziale, in quanto all'epoca dei fatti, nel 2017, era anche dirigente del settore secondo, Servizi sociali. Matera, invece, è stato indagato perché responsabile unico del procedimento. Solo alla coppia di imprenditori viene anche contestato il reato di truffa perché avrebbero, ritiene la Procura, rendicontato spese mai sostenute per circa 10mila euro. Un'accusa su cui l'imprenditore Valente (assistito dall'avvocato Giorgio Cernesi) ha voluto subito fare dei chiarimenti. «C'è un equivoco di fondo per il quale siamo sicuri di poter dimostrare il corretto svolgimento del progetto», ha spiegato Valente. «Quando la polizia è venuta ad acquisire gli atti del progetto ci siamo messi a disposizione ed è stata fornita tutta la documentazione in essere in quel momento, ma abbiamo precisato che era provvisoria. Successivamente è stata inviata una Pec con tutte le rendicontazioni. Ora dimostreremo che tutto si è svolto regolarmente». Si dichiara estraneo anche l'ex vicesindaco Palombo: «La mia incrollabile fede nella magistratura mi ha da sempre imposto di non commentare né giudicare procedimenti giudiziari, tanto più quando si trovano ancora alla fase investigativa. In merito ai fatti contestati non posso che affermare la mia totale estraneità come sarà dimostrato nei modi e tempi opportuni. Sono quindi certo che questa vicenda verrà presto chiarita».
Vincenzo Caramadre
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