scarica l'app
MENU
Chiudi
05/06/2019

Corruzione, turbativa d’asta e voto di scambio: terremoto in Comune

Il Messaggero

Arrestati il sindaco, due assessori, un tecnico comunale e un imprenditore per la vicenda dell'appalto dei rifiuti
CERVARO
Malaffare. E' l'operazione portata a termine all'alba di ieri dai carabinieri forestali del comando provinciale di Frosinone che hanno arrestato il sindaco di Cervaro Angelo D'Aliesio, due assessori comunali Gino Canale ( ex vice sindaco) e Vincenzo Ricciardelli, ma anche anche il tecnico comunale Enzo Pucci e l'imprenditore 36enne di Veroli Alfredo Coratti, titolare della Tac Ecologia ditta che gestisce la raccolta differenziata.
IL PATTO
Tutti, su ordine del Gip del Tribunale di Cassino Vittoria Sodani, sono finiti ai domiciliari con l'accusa di corruzione, corruzione elettorale (voto di scambio) e turbativa d'asta in concorso. «Ti facciamo vincere la gara d'appalto, in cambio assumi chi dico io». Questo in pillole il patto, non scritto, del Malaffare tra amministratori e imprenditore. Il malaffare è quello che, per la Procura di Cassino e i carabinieri forestali di Frosinone, era stato instaurato attorno alla gestione dell'appalto, da un milione di euro, per la raccolta differenziata a Cervaro. Un appalto, pilotato, servito agli amministratori come riserva per assumere persone del posto alle quali, poi, sarebbe stato chiesto il voto in occasione della tornata amministrativa del 2017, quando il sindaco D'Aliesio è stato rieletto - per il secondo mandato consecutivo - con il 65 percento dei voti. Due le assunzioni contestate, più una promessa di un posto di lavoro.
IL MECCANISMO
Un meccanismo di presunta corruzione elettorale con le assunzioni alla Tac Ecologia messo su per la campagna elettorale del 2017, con una meccanismo semplice. Nessuna mazzetta, nessun bene alternativo come regali o viaggi. Sotto la lente della Procura, del sostituto procuratore Emanuele De Franco che ha coordinato le indagine degli uomini diretti dal maggiore Vitantonio Masi, sono finiti i posti di lavoro.
LE INDAGINI
Le indagini - partite d'iniziativa da parte dei carabinieri forestali di Frosinone nell'ambito di una verifica alla Tac Ecologia - sono andate avanti per due anni nel corso dei quali è stato appurato che, agli inizi del 2017 la Tac ecologia di Alfredo Coratti, imprenditore di Veroli, sarebbe stata favorita dagli amministratori comunali il sindaco D'Aliesio, l'ex vice sindaco Canale e l'assessore Ricciardelli. Come? Convincendo ditte concorrenti della Tac Ecologia a non presentare offerte nella gara d'appalto e aggiustando i bandi. Così la Tac Ecologia agli inizi del 2017, esclusa da due precedenti gare per la gestione della raccolta differenziata, presenta un'offerta ritenuta dalla Procura anomala per eccesso di ribasso pari a 2,99 percento sull'importo di gara, ma e il responsabile unico del procedimento Enzo Pucci, non avrebbe rilevato tale anomalia, segnalata, invece, dalla commissione di gara (la Cuc).
L'APPALTO
La gara da 1 milione di euro finisce all'imprenditore Coratti: due persone vengono assunte, a un'altra viene promesso il posto. Il sindaco, i due assessori e il tecnico sono assistiti dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola. Le difese attendo l'interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì prossimo alle 10, per contestare, punto per punto, le accuse che Procura e Carabinieri forestali muovono agli arrestati. A partire dall'offerta anomala, passando per le assunzioni e fino al ruolo del sindaco, che mai, per la difesa, «Avrebbe fatto pressioni per escludere ditte dalla gara». L'imprenditore di Veroli è assistito dall'avvocato Giampiero Vellucci. «Abbiamo piena fiducia nella magistratura e siamo certi di poter dimostrare che quella gara d'appalto è stata aggiudicata nella trasparenza più assoluta», ha fatto sapere la difesa dell'imprenditore.
Vincenzo Caramadre
© RIPRODUZIONE RISERVATA