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28/07/2018

Corruzione, misure cautelari confermate

Il Messaggero

L'INCHIESTA
Corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e frode in pubbliche forniture, il gip del Tribunale di Frosinone, Antonello Bracaglia Morante, ha respinto le istanze di revoca delle misure cautelari adottate nei confronti del funzionario dell'Astral, l'architetto di Sezze Giampaolo Fontana, e dell'imprenditore di Veroli Giancarlo Parente. Per entrambi, quindi, resta la sospensione dall'esercizio delle rispettive professioni per un anno. Il provvedimento, a firma dello stesso gip Bracaglia Morante, è stato notificato martedì scorso nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore di Frosinone, Giuseppe De Falco.
L'inchiesta, condotta dal personale della sezione carabinieri presso la procura agli ordini del luogotenente Pietro Piucci e coordinata dal procuratore Giuseppe De Falco, ha riguardato l'appalto, per circa 4 milioni di euro, relativo al servizio di sorveglianza, reperibilità H24, manutenzione ordinaria dello lotto 4 sud, aggiudicato a due ditte: la Sibar di Frosinone e quella riferibile l'imprenditore di Veroli Giancarlo Parente. Il lotto in questione è composto dalle strade Pontina (tratto Latina-Terracina), la Monti Lepini, e la Carpinetana. Secondo l'accusa Fontana, nonostante il suo ruolo di direttore dei lavori, avrebbe omesso di contestare alcune irregolarità rispetto a quanto previsto dall'appalto e consigliato alle ditte come presentare dei dati relativi agli orari di lavoro e agli operai impiegati non rispondenti al vero. In cambio di questa compiacenza, contesta la Procura, l'architetto avrebbe ottenuto l'utilizzo di due auto (prima una Ford Fiesta, poi una Renault Clio) prese a noleggio dalle ditte appaltatrici. Per questo i reati contestati sono corruzione e frode in pubbliche forniture.
P.P.
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