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Corruzione fra asfalto e Palazzi «L ‘ avvocato ha nascosto i soldi»

14/03/2018

La Sicilia - MARIO BARRESI NOSTRO INVIATO

'ILLEGALITÀ . L LE CARTE A FILIERA DELL
Il gip: «Una riserva per tangenti e per corrompere funzionari, impunità alla luce del sole» Il ruolo di Polizzotto: «È uno ammanicato». La denuncia di Tecnis e il muro di gomma al Cas
M ESSINA . Il 28 luglio 2015 Giuseppe Irace, ingegnere di Condotte, viene ascoltato dalle cimici piazzate dentro la Fiat " Bravo " mentre parla con un legale dell ' azienda di costruzioni, Giacomo Pacelli. I due (non indagati) stanno andando a Messina per incontrare Antonio D ' Andrea, top manager del colosso edilizio che si è aggiudicato il mega-appalto dei lotti sulla Siracusa-Gela. Alla vigilia di un delicato incontro al Cas i due parlano dell ' in termediario Nicola Armonium nell ' aver individuato l ' altro " facilitatore " : l ' avvocato Stefano Polizzotto, ex capo della segreteria tecnica dell ' ex governatore Rosario Crocetta. I: Nei ricorsi... là c'è scritto Stefano Polizzotto... no!? ... No... chiunque legge Stefano Polizzotto... vede chi è Stefano Polizzotto... e vede che Stefano Polizzotto... è una persona molto ammanicata... con la Regione Sicilia... ex consulente della Regione Sicilia... ex consulente del Cas... cioè... P: Qualche domanda te la fai... I: Tu qualche domanda te la fai... dici... perché l'avvocato di questi cristiani... è pure... Stefano Polizzotto!?... L ' intercettazione è suggestione. Ma se dallo zoom si passa al campo largo, l ' immagine complessiva è ancor più inquietante. Un magistrato che lavora in Sicilia, terra di corruzione e di mazzette facili, dovrebbe ormai avere acquisito un anticorpo fra consolidate consuetudini e rassegnato cinismo. Eppure Salvatore Mastroeni non riesce a nascondere stupore. Quasi rabbia, in alcuni passaggi delle 125 pagine di ordinanza sull ' ennesimo scandalo negli appalti in Sicilia, culminato con i sei arresti per i lavori sulla Siracusa-Gela. Una «aggiudicazione illecita», costellata da «ripetuti illeciti favoritismi verso la ditta aggiudicataria», con la consueta «corruzione del funzionario pubblico». «Tutto grave» per il gip di Messina. Ma stavolta c ' è di più, perché «una delle cose che più colpisce, è la creazione di un fondo, con i soldi pubblici degli appalti, per consulenze e contatti, una riserva per tangenti e corrompere funzionari alla luce del sole e, ancor di più, che tale fondo sia stato autorizzato dall ' amministrazione pubblica e come un subappalto, con un tasso di illegalità neanche facilmente immaginabile». Il tuto per una cifra stimata in circa 1,6 milioni di euro. Un quadro a tinte fosche, quello che emerge dalle indagini dei pm Alessia Giorgianni e Rosanna Casabona, coordinati dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia. «L'avvocato Gazzarra ha nascosto 300 mila euro», diceva un ingegnere della Condotte spa, aggiudicataria dei lavori insieme alla Cosige spa. A incassare la mazzetta, in cambio dei suoi favori, sarebbe stato proprio l ' avvocato citato nell ' intercettazione, Antonio Gazzarra, vicepresidente del Cas, La tangente sarebbe stata spacciata come il compenso riscosso da Gazzarra per una consulenza in realtà mai fornita a un ' altra società, la Pachira Partners. Per i giudici era «in realtà una scatola vuota, facente capo a Nicola Armonium, il quale a sua volta si avvaleva della collaborazione esterna dello studio dell ' avvocato palermitano Stefano Polizzotto». E qui entra in gioco l ' ex capo della segreteria tecnica di Crocetta ed ex consulente del Cas. La cricca che ha pilotato l ' appalto di tre lotti dell ' auto strada Siracusa-Gela confidava molto nella presenza di Polizzotto. Che diventa «consulente dei consulenti». Di fatto, per il gip, un intermediario tra la Condotte e il pubblico ufficiale corrotto. «Sinceramente si prendono i soldi!, so soltanto che è un metodo d ' az zardo... se si viene a scoprire ... Pachira in questo momento ad Astaldi ...di lì Gazzarra», dice l ' ingegnere a uno dei legali della società. «Per ..... per fortuna nascondono...stai a sentirmi... l'hanno sempre fatto!», spiega l ' ingegnere, preoccupato, al suo interlocutore. Nelle carte anche un colloquio fra un non meglio identificato «Scicolone, «amico e collega di vecchia data di Armonium» che riferiva al figlio del faccendiere termitano, Nicola, il «contenuto di un recente colloquio avuto con il presidente Crocetta sull'operazione del porto di Lipari, da cui Scicolone era stato escluso». Ricostruisce il gip: «Nell'occasione, il presidente respingeva le lamentele mosse dall'interlocutore per la sua estromissione dall'operazione, glissando sull'incontro avuto in tale occasione con Armonium e Astaldi (di cui Crocetta non si ricordava), dichiarando di non conoscere l'evoluzione del programma e, infine, scaricando ogni responsabilità sull'avv. Polizzotto (...), responsabile di aver gestito personalmente la trattativa e di averlo tenuto all'oscuro di tutto». Nelle intercettazioni anche i contatti (non è dato sapere se effettivi o millantati) di Polizzotto con alti burocrati regionali e altri crocettiani doc per spingere tutte le pratiche e i pagamenti a favore di Condotte. Che, a dire la verità, dalle carte emerge come controparte che sta molto a cuore anche ai vertici dell ' ex consiglio di amministrazione del Cas. L ' ennesimo scandalo che coinvolge il Cas, che ormai ha più fango giudiziario addosso che asfalto sulle sgangherate autostrade siciliane in gestione. Si parlava di fusione con l ' Anas, ma adesso il governo regionale (che ha azzerato i vertici gestionali e si appresta al turn over di quelli amministrativi e tecnici) dovrebbe seriamente riflettere sul futuro di un carrozzone appesantito da debiti e delegittimato dalle inchieste giudiziarie. Oltre al coinvolgimento di dirigenti e funzionari nell ' indagine, un altro riscontro sul livello di connivenza è il fatto che sul tavolo del Cas erano arrivate numerose segnalazioni da parte di una delle concorrenti sconfitte da Condotte. La Tecnis di Catania (che poi sarebbe stata al centro di altre bufere giudiziarie, ma questa è un ' altra storia) aveva denunciato le stesse irregolarità dell ' aggiu dicazione poi emerse nell ' indagine. Trovando negli uffici messinesi del Consorzio un non proprio disinteressato muro di gomma. «Tutto a posto», andavano ripetendo gli uomini del Cas. E dunque è stato il Tar di Catania (che pur rigettava la richiesta di sospensiva dell ' impresa sconfitta) a a segnalare «numerose irregolarità nella procedura», trasmettendo gli atti alle Procure di Messina e Siracusa. Destinatarie, comunque, di altri esposti di Tecnis ai pm sulla circostanza che, nonostante tutto, «il Cas si affrettava comunque a stipulare il contratto ad altra azienda». E qui risuona il richiamo del gip Mastroeni: ««Alterare gare d ' appalto è minare la sopravvivenza delle imprese oneste. Inserire fondi milionari per la corruzione è sottrarre il medesimo denaro alle stesse opere e ai cittadini». Con un ' aggravante: «Fare tutto ciò in un ' isola, la Sicilia, in cui notoriamente la realizzazione delle autostrade è sempre stato gravoso e dispendioso, in cui notoriamente in alcune tratte le condizioni di abbandono giungono al livello di rischio della incolumità pubblica, con frane, crollo di ponti e strade dissestate, è particolarmente grave. Sono soldi sottratti ai lavori, sono rischio di uso di materiali scarsi o depotenziati, di controlli superficiali, di limitazione nella realizzazione delle opere». Parole vere quanto amare. Nella terra dell ' asfalto maledetto e delle mazzette sempre più facili. Twitter: @MarioBarresi

AL CAS

SANTORO DIRETTORE GENERALE NOMINA A BREVE Con il Consorzio Autostrade Siciliane in piena bufera, il governo regionale sta per affidarsi a un uomo di comprovata professionalità e di specchiata moralità: Leonardo Santoro (nella foto) ingegnere capo del Genio civile di Messina. L ' indiscrezione sulla nomina circola da qualche tempo, ma le ultime vicende giudiziarie avrebbero avuto un effetto di accelerazione. Così come è quasi cosa fatta la nomina di Salvatore Minaldi a direttore tecnico del Cas. Si completerebbe così, anche con i vertici amministrativi e tecnici, il totale azzeramento del Cas versione Crocetta.

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