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01/07/2020

Corruzione all’Anas, indagini chiuse su mazzette e appalti

Il Gazzettino

L'INCHIESTA
TRIESTE L'operazione Strade Salate presenta il conto a otto tra dirigenti della società Anas Fvg e imprenditori, a cui si aggiungono tre aziende. Il pm Cristina Bacer ha chiuso le indagini preliminari confermando i reati ipotizzati quando fu chiesto un sequestro preventivo per equivalente pari a 640mila euro: corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, falso ideologico in atto pubblico da parte di un pubblico ufficiale e truffa aggravata.
Il provvedimento è stato notificato all'ex capo dipartimento Anas Fvg Giuseppe Ferrara, 53 anni, di Trieste e al direttore operativo Gianpiero Dario, 50, carnico residente a San Dorligo della Valle. Agli impresari Giorgio Predonzani (61) di Trieste, Max Devidè (43) di San Dorligo della Valle, Martina Gaspari (31) di Paularo, Giuseppe Mares (54) di Limana (Belluno), Roberto Olivotto (57) di Belluno, Antonio Zanini (61) di Martignacco. Le società a cui si contesta responsabilità amministrativa sono la Ecoedilmont Srl di San Dorligo della Valle, la Ecoalpi Srl di Paluzza e la Cadore Asfalti Srl di Perarolo di Cadore (Belluno).
Al centro dell'inchiesta del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Finanza di Trieste c'erano gli appalti tra il 2014 e 2017. Nel mirino, oltre a una sfilza di spese gonfiate, ci sono anche le mazzette camuffate da prestazioni d'opera ai due dipendenti Anas per agevolare il meccanismo della truffa. A Dario, ad esempio, si contesta di aver sostituito grazie a Ecoedilmont i serramenti di casa, la porta blindata, l'installazione di un barbecue e lavori in cartongesso in un immobile a Caresana, la tinteggiatura a casa della madre e un impianto di riscaldamento. In cambio la ditta di Predonzani e Devidè, aggiudicataria degli appalti per la manutenzione delle strade a Trieste e Gorizia, avrebbe ottenuto corrispettivi maggiori rispetto ai lavori eseguiti. Ferrara, sempre da Ecoedilmont, avrebbe ottenuto lavori nella sua abitazione (infissi, tinteggiatura e rifacimento del bagno) per 42.600 euro di cui 3.400 fatturati, ottenendo un beneficio di 39mila euro. In cambio approvava le perizie per i lavori non programmabili, come quelli invernali (neve, ghiaccio, spargimento sale).
La truffa sarebbe stata messa in atto attraverso una doppia contabilità, in questo modo venivano fatte risultare manutenzioni mai eseguite sulle strade regionali. Oppure venivano falsificati i dati relativi all'impiego di mezzi e di personale con falsi rapporti giornalieri e sull'avanzamento dei lavori. I reali costi sostenuti dalle ditte indagate sono risultati nettamente inferiori all'importo di aggiudicazione delle gare, soprattutto per quanto riguarda gli appalti per lo sgombero neve. Indagata anche una società del bellunese, la Cadore Asfalti, che aveva ottenuto l'appalto per pronto intervento. Nonostante risultasse operante nei cantieri, ha dichiarato di non aver mai lavorato sulle strade del Friuli Venezia Giulia. I lavori erano stati eseguiti integralmente da Ecoedilmont.
Entro fine mese le difese - gli avvocati Giorgio Borean, Sebastiano Saitta, Barbara Mariano e i pordenonesi Cristiano Leone e Marco Trangoni - decideranno se presentare memorie difensive o chiedere un interrogatorio a pm.
Cristina Antonutti
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