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19/05/2020

Coronavirus/1 Un metro, ha ragione Zaia o l’Iss? O…

Il Gazzettino

Coronavirus/1
Un metro, ha ragione
Zaia o l'Iss?
Ora mi sento preso in giro. Il fatto è che non ho ancora capito chi lo sta facendo. Da due mesi abbondanti tutti ci dicono che occorre il distanziamento sociale per ottenere, a poco a poco, la scomparsa dei contagi da covid-19. In questo periodo siamo stati chiusi in casa con la paura di essere contagiati e siamo usciti solo per stretta necessità. Ora che la curva dei contagiati scende, ci dicono che possiamo riprendere le nostre attività, come andare al lavoro ma anche al bar, al ristorante e in spiaggia, con la sola avvertenza di portare la mascherina e essere distanti dagli altri di almeno un metro. Zaia in particolare, sensibile al grido di dolore peraltro giustificato dal loro punto di vista, dei gestori di ristoranti e spiagge, ritiene che il metro di distanza sia sufficiente a evitare il contagio. Allora mi domando se il distanziamento evita il contagio a un metro oggi perché non lo si sarebbe potuto avere anche due mesi fa? La risposta è che o il governo e l'ISS sono degli incompetenti che hanno deliberatamente affossato l'economia nazionale o Zaia è un irresponsabile perché antepone le richieste degli operatori commerciali alla nostra salute.
Gianni Ferruzzi
Mestre
Coronavirus/2
Mascherine un problema per i sordi
Sono rappresentante dell'Ens, sezione provinciale di Belluno. In questi mesi causa pandemia corona virus siamo obbligati a indossare mascherine e guanti, come dispositivi di protezione da contagio. Purtroppo questi dispositivi in particolare le mascherine che coprono la bocca e naso per noi sordi diventa difficile e impossibile comunicare con le persone udenti. La mascherina purtroppo nasconde la parte più importante che è la bocca. Le mascherine danno impossibilità di comunicare con le persone sorde, perché la comunicazione e l'ascolto per noi sordi si basa solo con gli occhi guardando il labiale viene esclusa l'accessibilità alla comunicazione. Ho avuto lamentele da molti sordi che in ogni luogo: supermercati, farmacie, negozi di elettrodomestici e in particolare negli ospedali non hanno nessuna possibilità di poter comunicare o capire cosa dice la controparte. Anche se fai capire che sei sordo e chiedi di scrivere cosa stai dicendo o chiedi di abbassare la mascherina per poter leggere il labiale. Ti trovi risposte con gesti di rifiuto o seccati di dover perdere due minuti solo per scrivere quanto stai dicendo è l'unico modo per rendere accessibile la comunicazione con le persone sorde. Siamo sordi ma non analfabeti, se non abbassano la mascherina, almeno riportare per iscritto quanto stai dicendo. La maggior parte si mette ad urlare alzando la voce, non ha senso! Sordo significa non sentire! Capisco che devono attenersi alle norme imposte per evitare contagio da Covid19, ma almeno venire incontro alle persone sorde e rendere accessibile la comunicazione almeno scrivendo. Non è necessario riportare per iscritto tutto quanto stai dicendo, ma almeno le cose essenziali per rendere fattibile la comunicazione! Purtroppo ci rendiamo conto che il nostro handicap sensoriale non è capito! Non so se il mio sfogo verrà letto o capito! Voglio solo far capire che ci siamo anche noi sordi nella vita quotidiana, e abbiamo diritto di avere accessibilità alla comunicazione. Non pretendiamo grandi cose ma solo un po' di elasticità nella comunicazione da parte delle persone udenti nei nostri confronti!
Diego Cassol
Presidente Ens Belluno
Coronavirus/3
Ogni Stato
stampi moneta
Sono un cittadino con nessuna specifica conoscenza economica, ma, in questo periodo di estrema crisi a causa del Covid 19, penso si potrebbe dare una mano a tutti coloro che si ritrovano sull'orlo del baratro per i danni provocati da questo maledetto virus. Questo è quanto penso: il Covid 19 non l'ha cercato nessuno, ci è capitato all'improvviso e sta creando enormi danni in tutti i paesi dell'Unione Europea. Sarebbe pertanto giusto che la stessa UE cercasse di aiutare tutte le sue nazioni in egual misura, proporzionalmente ai danni da esse subite. Dovrebbe pertanto stimare, con onestà e scrupolosità, i danni provocati, quindi fissare un congruo importo, sufficiente a sanare la totale crisi economica, e lasciar stampare a ciascuno stato cartamoneta in base alle dimensioni del danno subito, per poi erogarla, a fondo perduto, a tutti i suoi cittadini coinvolti. Tutto questo a fondo perduto anche per gli stati, non influendo conseguentemente sui bilanci statali. A mali estremi, estremi rimedi. Così facendo tutte le nazioni dell'unione sarebbero aiutate in egual misura e tutte partirebbero con lo stesso piede per affrontare il proprio futuro. Penso che nessuna nazione potrebbe avere da ridire sulla correttezza di tale meccanismo di erogazione in quanto sarebbe aiutata proporzionalmente al danno subito, e se ciò non fosse, allora significherebbe che, egoisticamente parlando, ci sarebbe chi cercherebbe di salvare solo se stesso. Bisogna essere comunque tutti consapevoli però che il danno non potrà essere azzerato totalmente e che purtroppo qualcosa tutti dovranno pur perdere. Per l'Italia sarebbe anche l'occasione buona per far pulizia della nota inutile e dannosa burocrazia ed eliminare una volta per tutte le innumerevoli cose, piccole o grandi che siano, che non vanno e per le quali abbiamo una brutta nomea fuori dai nostri confini. Per finire, i partiti politici dovrebbero mettere da parte una volta per tutte le proprie ideologie e pensare al solo beneficio dei cittadini, attuando sempre quanto essi richiedono. Il governo, tra i suoi compiti, ha il dovere di esaudire sempre la volontà del popolo, in quanto sovrano della nazione.
Giulio Menegazzi
Venezia
Coronavirus/4
L'ideologia
da cancellare
Temo che con l'attuale Governo non ne andremo fuori, o comunque ne usciremo male, non solo per la scarsa preparazione di parte dei governanti, ma perché l'ideologia impedisce loro di prendere decisioni adeguate alla drammaticità del momento. La ripresa delle attività, a causa del coronavirus e delle conseguenti limitazioni, sarà per forza di cose lenta e con tante persone che non potranno riprendere il loro lavoro, perché il lavoro non ci sarà, ma se ci fosse la possibilità di usare i voucher, sia per la ristorazione, la balneazione, oltre che per l' agricoltura, una parte dei neo disoccupati troverebbe un minimo di entrate per sopravvivere, ma questo non si può fare perché la sinistra e la Cgil non lo vogliono. Per creare lavoro e occupazione subito, essendoci molte opere pubbliche approvate e finanziate, bisognerebbe sospendere la legge sugli appalti e introdurre il cosiddetto sistema Genova, nominando i Sindaci commissari straordinari e nel contempo toglier o attenuare il reato di abuso d'ufficio, ma come si fa se i 5 stelle sono convinti che tutti gli imprenditori, siano dei prenditori? Pensare ad una crisi di governo non si può, perché almeno 2 terzi dei parlamentari accudiscono con amore le loro poltrone e una crisi al buio, finirebbe come quella precedente provocata da Salvini. E allora? Non ho risposte, se non che tutto sarebbe molto più semplice se nel nostro ordinamento fosse inserito l'istituto della sfiducia costruttiva, come in Germania.
Gino De Carli
Coronavirus/5
Malati in
terapia intensiva
C'è una questione che mi pongo da giorni non trovando risposte. La situazione coronavirus italiana è in lento miglioramento, ma qualcosa non torna: da molti giorni abbiamo meno di 1000 ricoverati in terapia intensiva ma nel contempo continuiamo ad avere più di 200 morti al giorno. Con tale media di decessi, visto che non ci sono quasi più nuovi ricoveri in intensiva, penso che le intensive dovrebbero da giorni essere vuote. Ovvero i 260 morti di ieri e dei giorni precedenti da dove arrivano? Perché i tanti malati gravi che evidentemente esistono in molti siti non vengono trasferiti nelle terapie intensive semivuote per cercarne di salvarne qualcuno?
Piero Zanettin
Padova
Coronavirus/6
Bravo
Gazzettino
Caro direttore, mi congratulo vivamente, ovviamente assieme ai suoi giornalisti, per come avete impostato le indicazioni comportamentali del DPCM di ieri. Il vostro punto di forza: la chiarezza e la comprensione.
Giorgio Galeazzi
Coronavirus/7
Avm, meno servizi
l'utente paghi meno
Si può condividere l'idea del Direttore Generale di AVM Giovanni Seno, comparsa nell'edizione di ieri del giornale. Stop alla abitudine di andare da ovunque ad ovunque col mezzo pubblico; impensabile riempire il Canal Grande di vaporetti, costretti dalla necessità di distanziamento a viaggiare con meno passeggeri. Ma contestualmente vanno riviste le tariffe degli abbonamenti che noi cittadini residenti dobbiamo pagare. Non si può pretendere che a fronte di una significativa riduzione dei servizi, il costo in capo all'utente rimanga quello attuale. Semplice: mi dai di meno, io pago di meno! Non è filosofia, è buon senso; è una legge (non scritta) su cui da sempre si basano il mercato e il commercio.
Andrea Righetti
Coronavirus/8
La sicurezza
è un abito mentale
I cittadini staranno a vedere quello che succederà dopo il 18 maggio. Non v'è dubbio che il governo, dal suo punto di vista, ce l'ha messa tutta, o quasi viste le polemiche. La situazione è veramente eccezionale ed anche drammatica. Rimane tuttavia l'impressione che esista un grande divario tra l'enunciazione di complicati decreti legislativi e la realtà. In sostanza si possono far funzionare i vari settori dell'economia, in particolare quello turistico e della ristorazione, con le sofisticate limitazioni sulle distanze e sulle mascherine? Chi avrà ancora voglia di godere un po' di libertà e di convivialità, mettendosi nei panni di un uomo semilibero? Un conto è aprire un'attività economica, un conto è ripartire. Il pessimismo è stato espresso da quasi tutte le categorie presenti sul mercato. Non si può cambiare completamente musica, o mestiere, rispetto al tempo precedente l'epidemia. Pertanto bene è stato fatto nei recenti incontri con le Regioni ad essere un po' più realistici e vicini al territorio, specie per il distanziamento sociale. Esiste, a mio modesto parere, un equivoco molto evidente a riguardo del concetto di sicurezza, quasi si trattasse di eliminare tutti i rischi, i pericoli e gli ostacoli. La sicurezza è soprattutto un abito mentale per cui si è addestrati, fin da bambini, ad affrontare e superare le difficoltà e gli inevitabili rischi. Compreso quelli dell'epidemia.
Luigi Floriani
Conegliano (Tv)
Coronavirus/9
Con l'Inps
è tutto ok
Per dovere di cronaca mi sento tenuto a notificare l'avvenuta positiva risoluzione del disservizio Inps relativo al mancato conferimento del mio indennizzo covid 19 per Iban errato che invece era corretto, oggetto della mail alla quale lei aveva cortesemente commentato pochi giorni fa. È bastato (riuscire a) telefonare nuovamente all'Inps e invece di una antipatica supponente che ti parla sopra fregandosene delle tue spiegazioni, trovare stavolta una consulente molto cortese e disponibile che, una volta verificata la regolarità dell'accoglimento delle mia domanda di indennizzo, ha risolto tutto aggirando l'ostacolo modificando con un semplice clic il metodo di pagamento dell'indennizzo che potrò a breve ottenere presso uno sportello postale. A volte non è (solo) colpa della burocrazia o del sistema, ma delle persone che lo rappresentano in maniera indisponente e poco degna.
Stefano Tiozzi
Cencenighe Agordino (Bl)
Coronavirus/10
Impariamo
dal Canada
L'ultimo decreto-legge per far fronte alla grave crisi economica e sociale causata dal coronavirus conferma che il governo ha fatto il massimo possibile in tal senso, tenuto conto della difficile situazione finanziaria in cui già si trovava il nostro Paese. Tuttavia quel che ancora non si è riusciti a fare è il superamento di quella complessità burocratica che, nonostante qualche semplificazione, ancora permane. Per fare un esempio in Canada, a marzo ed aprile in cui c'è stata la chiusura totale per il coronavirus, le persone fisiche hanno avuto mensilmente 2000 dollari, arrivati direttamente in conto corrente nel giro di tre giorni dalla richiesta a mezzo una App. Alle imprese sono stati erogati prestiti di 40.000 dollari, a cinque giorni dalla domanda, con la possibilità di trattenerne 10.000 a fondo perduto se sarà restituito entro la fine di dicembre 2022. Per la riapertura in questi giorni di bar e ristoranti l'unica misura richiesta è stata il dimezzamento dei tavoli, in modo da assicurare il rispetto della distanza di sicurezza.
Loris Parpinel
Prata di Pordenone
Ladri sinti
Reddito di cittadinanza,
complimenti a Di Maio
Rimango amareggiata, avvilita e delusa dopo aver letto l'articolo da voi pubblicato il 15 maggio riguardo alla banda dei Sinti, da voi stessi descritti come ladri violenti, detentori di Reddito di Cittadinanza. Complimenti a loro, chissà quanti altri casi simili ci sono in Italia grazie a Conte, Di Maio ed a tutto il Movimento 5S.
Annalisa Baccante