scarica l'app
MENU
Chiudi
12/05/2020

Coro unanime degli imprenditori: «Eliminarla subito»

Il Sole 24 Ore - Barbara Fiammeri Nicoletta Picchio

le reazioni
Marattin (Iv): giù le tasse Gelmini (Fi): via l'Irap, così la liquidità alle imprese
Piace al mondo delle imprese la proposta di abolire l'Irap, lanciata al governo da Carlo Bonomi, presidente designato di Confindustria, giovedì sera, nella trasmissione Piazza Pulita. E la base imprenditoriale condivide anche la richiesta di un rapido pagamento dei debiti della Pa e la necessità di far partire al più presto i cantieri, misure che Bonomi ha sollecitato l'altro ieri, durante la trasmissione Piazza Pulita, dichiarandosi «molto deluso» dai provvedimenti del governo, non efficaci per alleviare la situazione drammatica dell'economia, a partire dal bisogno di liquidità.

«L'emergenza sanitaria è stata scaricata sulle imprese che hanno dovuto fermare l'attività e gestire le loro persone anticipando la cassa integrazione», ha scritto in una nota Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia, che condivide la richiesta di un taglio dell'Irap rivolta al governo (per le imprese si quantifica in 9 miliardi): «Sarebbe un segnale di attenzione nei confronti delle aziende». Caiumi si è soffermato sul tema della liquidità: «Le aziende che hanno fatto richiesta a marzo sono ancora in attesa». No, poi, all'ipotesi del governo di ridurre l'orario di lavoro: «I livelli di sicurezza sociale, di occupazione e di competitività non vanno di pari passo con la riduzione dell'orario di lavoro, se non accompagnata da un'attenta politica di supporto, almeno per le fasce più deboli che non può essere ulteriormente caricata sulle imprese».

In totale sintonia anche il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello : «C'è una notta contraddizione tra le dichiarazioni roboanti del governo e i risultati effettivamente raggiunti», ha detto Tortoriello riferendosi al sostegno alle imprese travolte dall'emergenza epidemia. Per Tortoriello il provvedimento sulla liquidità è «inefficace». Ora, ha aggiunto, rilanciando le proposte di Bonomi, «c'è bisogno subito di dedicarsi concretamente al rilancio dell'economia e al sostegno delle imprese, mettendo in cantiere una fase 3 che preveda eliminazione dell'Irap, pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese, un grande piano infrastrutturale per il paese».

Anche dalla Confartigianato, ieri, è arrivato un pressing al governo su liquidità, fisco e infrastrutture: «È fondamentale rivedere il codice degli appalti, adottando come riferimento generale il modello Ponte Morandi e assegnare gli appalti in forma diretta con la modalità a chilometro zero per i bandi pubblici fino a 150mila euro», ha detto il presidente Giorgio Merletti. Al Ponte Morandi aveva fatto riferimento anche Bonomi: «È stato realizzato in 18 mesi, se si è fatto lì le opere pubbliche possono e devono essere realizzate in tempi rapidi anche nel resto del paese», aveva detto il presidente designato di Confindustria. Per le imprese artigiane, secondo i dati di Confartigianato aggiornati ad aprile, c'è stato un pesante calo di fatturato, del 71%, pari a 45,6 miliardi di perdite.

E anche nel mondo politico le parole di Bonomi non passano inosservate mentre nella maggioranza la tensione cresce. «C'è una certa tendenza in Italia a fare sempre le cose complicate, ma a volte è meglio tornare alle cose semplici. Tagliare le tasse, in un paese ad alta pressione fiscale come il nostro, è ancora il modo più efficace per aiutare le aziende, assieme a un'opera di semplificazione e sburocratizzazione che spero possa iniziare presto», ha rilanciato il renziano Luigi Marattin che ribadisce la posizione di Iv: «La nostra prima scelta è eliminare Irap o Iva per il 2020. Se questo non sarà possibile, preferiamo comunque che nel menu ci siano tagli di tasse, oltre che ristori a fondo perduto per le aziende più piccole».

Tace invece il Pd, che è anche il partito del ministro dell'Economia Gualtieri e che vuole evitare nuovi scontri nel giorno del via libera al Mes osteggiato dai 5stelle e alla vigilia del varo del nuovo decreto. L'opposizione è già pronta a tornare alla carica. La Lega insiste su interventi immediati a sostegno della liquidità e taglio delle tasse. Lo stesso per Fratelli d'Italia. Anche Forza Italia punta sulla riduzione del carico fiscale «a partire dal taglio dell'Irap», sottolinea la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini che, ribadendo il sì del suo partito al Mes, non esclude che possa essere usato per coprire il taglio dell'imposta che contribuisce a finanziare la Sanità: «Il Governo ha lasciato sole le imprese e così sta mettendo in pericolo la tenuta del nostro sistema produttivo. Il presidente Berlusconi ha già detto in più occasioni che Forza Italia è pronta a sostenere tutte quelle misure che possano contribuire a rafforzare l'industria italiana». Disponibilità emersa anche nel confronto sul Dl imprese all'esame della Camera, dove il vicepresidente della commissione Finanze, l'azzurro Sestino Giacomoni, ha presentato una serie di emendamenti che puntano ad abbattere il carico fiscale a cominciare dalla «sospensione di tutti gli acconti fiscali per almeno il 2020».

© RIPRODUZIONE RISERVATA