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13/10/2020

«Cooperativa in perdita? Fanno pagare i lavoratori»

Il Gazzettino

LAVORO
MESTRE «Appalti in perdita? La cooperativa non può scaricare i suoi errori di valutazione sui lavoratori». Se la Cssa, cooperativa che ha 650 collaboratori e opera nel settore dell'assistenza sociale, del trasporto scolastico e nella gestione di centri e comunità per minori e disabili, accusa le pubbliche amministrazioni di ignorare il problema dell'aumento dei costi lasciando interI servizi in perdita e i sindacati di non supportare la battaglia, a replicare è la Fp Cgil che fa sapere di avere, proprio con Cssa, una vertenza aperta da mesi. «Da settembre cerchiamo di dialogare con la Cooperativa per evitare che porti avanti la sua intenzione di tagliare gli stipendi ai lavoratori - commenta Italia Scattolin, segretaria della Fp Cgil veneziana -. I vertici di Cssa fanno l'esempio dell'Ipab Buon pastore di Marghera, ma la situazione va chiarita: c'è stata una gara d'appalto, a loro dire in perdita, che a febbraio hanno accettato. Hanno partecipato senza contestare e ora, dopo 8 mesi, scaricano sui lavoratori. Le cooperative non dovrebbero partecipare a gare d'appalto se ritengono di dover operare in perdita». Il sindacato contesta alla coop di aver chiesto a chi opera nelle comunità educative per minori di passare dall'istituto delle notti attive a quello di notti passive: «In sostanza - aggiunge Scattolin -, chiedono agli operatori di essere pagati meno, come se fossero lì a dormire. Ma nelle comunità di notte gli operatori stanno svegli e lavorano molto, per assistere, dare medicine e anche solo ascoltare i ragazzi. Questo passaggio comporta una diminuzione di 100 euro sullo stipendio che, ricordo, è già ai minimi termini: i lavoratori non arrivano a mille euro al mese e molti di loro hanno già subito decurtazioni del 20% sul salario a causa degli ammortizzatori sociali legati al Covid». Oggi, con il terzo incontro, si spera di arrivare a un accordo: «I lavoratori non possono sanare i bilanci per una gara d'appalto sbagliata - conclude Scattolin -. Per questo chiediamo alle cooperative, compresa la Cssa, di unire le forze, alzare il tiro e pretendere, insieme a noi, un tavolo per chiedere a Regione, Ulss e Comuni di riorganizzare il sistema socio-assistenziale. La Regione deve destinare nuove risorse a queste attività fondamentali, oltre ad assumere infermieri e Oss. Si faccia sistema per evitare di chiedere ai lavoratori, umiliandoli, un taglio dei loro contratti».
M.Fus.
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