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18/07/2018

Coop Cauto, il bilancio premia l’inclusione

Brescia Oggi

I DATI. Il rapporto sull'esercizio 2017 mostra un andamento virtuoso
Il valore della produzione supera i 17 milioni di euro In 10mila settimanalmente ricevono cibo e beni
Un valore della produzione che supera i 17 milioni di euro, con una redistribuzione di oltre l'80% della ricchezza generata ai lavoratori e alle rispettive 400 famiglie. Di più: un vantaggio economico per la pubblica amministrazione di oltre 400 mila euro con una ricaduta positiva diretta sulla società. Sono circa 10 mila le persone che ricevono settimanalmente beni alimentari ridistribuiti dagli scarti dalla grande distribuzione. Più di 14 mila gli studenti sensibilizzati su tematiche ambientali grazie agli interventi didattici erogati. E 12 mila i libri salvati dal macero e rimessi nelle mani di nuovi lettori.LA COOPERATIVA sociale Cauto di Brescia ha chiuso un 2017 positivo, come emerge dai dati illustrati durante l'assemblea di approvazione del bilancio sociale dello scorso esercizio.Due i concetti chiave presentati dal presidente Alessandro Zani. «Partecipazione e coinvolgimento per affrontare con responsabilità e impegno i cambiamenti in atto portati dalla Riforma del Terzo Settore, dal Nuovo Codice degli Appalti, dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale e da scenari di crisi che sebbene non abbiano toccato direttamente la cooperativa, hanno certamente caratterizzato contesti prossimi - è la spiegazione in un comunicato stampa -. La prossimità è l'interesse costitutivo della cooperazione sociale che proietta l'azione oltre l'incertezza che accompagna, assieme al disimpegno e alla sfiducia, ogni contesto di crisi».Collaborazione e co -progettazione hanno generato nell'anno di bilancio di Cauto forme economiche e attività di impresa inclusive, collaborative e di prossimità: persone, ambiente, territori, comunità e rispettivi bisogni. Lettura di bisogni e ascolto sono considerati fondamentali per ricollocare la prossimità al centro dell'economia, raggiungendo il bene comune. Un bene comune misurabile attraverso i dati del bilancio sociale: 408 lavoratori (+26% sul 2016), 121 persone in progetto di inserimento lavorativo (+9%), in percentuale abbondante di oltre 10 punti rispetto al 30% previsto ai sensi della legge 381 del 1991. Dati che generano una ricaduta economica sulla Pubblica Amministrazione in termini di risparmio e di riduzione di costi sociali di oltre 320mila euro. Il lavoro infatti - spiega Cauto - oltre a essere strumento di «riscatto sociale», genera reddito e, allo stesso tempo, riduce l'utilizzo di strutture pubbliche come ospedali, comunità e carcere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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