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04/01/2019

Contro l’inquinamento arrivano gli annusatori

Avvenire - SIMONE MARCER

LA TROVATA DEL COMUNE DI LONATO DEL GARDA
mali estremi, creativi rimedi. Dopo aver tollerato per tre, quattro lustri le esalazioni mefitiche provenienti in particolare dai fanghi di depurazione e gessi, l'amministrazione comunale di Lonato del Garda, nel Bresciano, ha deciso da un mese di partire con il monitoraggio dei miasmi nauseabondi. Monitoraggio che sarà fatto rigorosamente a naso, affidandosi cioè al vecchio fiuto di persone che hanno risposto al bando dell'amministrazione comunale. Il "bando di reclutamento e selezione per la valutazione degli odori" del 18 dicembre scorso prevede di «annusare l'aria in punti indicati su una mappa e rispondere ad un questionario su applicazione per smartphone». Quindi «i candidati saranno sottoposti ad una selezione atta a valutare la loro sensibilità olfattiva, e successivamente ad un addestramento in campo per il riconoscimento degli odori prodotti dalle attività produttive presenti sul territorio. La selezione - prosegue il bando - prevede una prova finale di verifica dell'abilità dei candidati a valutare e discriminare gli odori ambientali. I candidati dovranno dare la loro disponibilità ad eseguire sopralluoghi nel territorio del Comune di Lonato del Garda (BS), nelle date e negli orari richiesti, seguendo percorsi prestabiliti e sostando in postazioni prefissate, dove dovranno annusare l'aria ad intervalli e compilare una scheda con le misure di odore». Per quanto riguarda i requisiti, i candidati devono essere automuniti, non devono avere rapporti con le ditte sospette di esalazioni, e soprattutto dimostrare di avere buon fiuto. O quantomeno non avere «affezioni dell'apparato respiratorio (asma, allergie, riniti, ecc.). Al termine dei sei mesi del progetto sarà corrisposto ad ogni candidato un compenso orario per i sopralluoghi eseguiti» conclude il bando. Le zone controllate, a naso, sono anche quelle dove i residenti sono costretti ciclicamente a tenere le finestre chiuse: Campagnoli, per miasmi provenienti da fanghi e gessi, via Montebello, per via di emissioni olfattive di sostanze ferrose. Zone a cui andrebbero aggiunte le discariche abusive in località Malocche, a Traversino e le Cave della ditta Vezzola, sequestrate dalla Guardia Forestale. «Forse - propongono le opposizioni - più immediato ed efficace sarebbe far intervenire la Polizia Municipale quando i cittadini segnalano la presenza di puzze nauseabonde nell'aria». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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