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17/03/2020

Contro la peste burocratica

Unione Sarda - Paolo Maninchedda

Contro la peste burocratica
segue dalla prima
(...) S tesso discorso vale per i soldi. Si parla in questi giorni di sospendere il pagamento dei mutui. Prima bisognerebbe concordare con l'Unione Europea la modifica dei criteri per i quali si viene iscritti nelle black list bancarie. Infatti, l'impresa che oggi ottenesse il differimento del pagamento dei ratei per l'anno in corso, entrerebbe automaticamente in una specifica categoria dei creditori a rischio e, di conseguenza, non potrebbe più ricevere finanziamenti per 24/36 mesi. Paradossale, ma vero.
Si parla di contributi a fondo perduto, ma se non si vogliono dare spiccioli, prima bisognerebbe fare come si fece nel 2008: elevare la soglia del de minimis a 500.000 euro e consentire il finanziamento anche delle aziende che entrano in crisi per l'epidemia. Oggi non sarebbe possibile aiutarle.
Si parla di sbloccare gli appalti. Vien da sorridere. È come voler svuotare il mare col secchiello. Però ci si potrebbe affidare al buon senso, sospendere l'attività dell'Anac, selezionare tra le vecchie norme quelle che avevano funzionato meglio e abrogare le attuali. Forse qualcosa si sboccherebbe. La situazione reale, però, non fa ben sperare. Nel 2016 venne varato il celebre Codice degli Appalti che affidò all'Anac e alle sue Linee Guida il compito di disciplinare le gare. Tutto fu ingessato da una coltre di paura e di adempimenti. Nel 2019, col cosiddetto Sblocca Cantieri, si decise di varare un nuovo Regolamento unico. Il Regolamento ancora non è disponibile.
E dunque? Nel frattempo si applicano le Linee Guida ingessate e ingessanti. Si dice, allora, di voler sbloccare secondo il modello di Genova? Benissimo, speriamo venga fuori una norma non solo per i grandi appalti - che, magari fra un anno, si scoprirà essere costati il doppio o il triplo del normale - ma anche per i piccoli. La Sardegna potrebbe giovarsene.
Ancora. Il Governo tiene aperti i negozi di alimentari e scopre che agricoltura e allevamento sono strategici. Benissimo, allora, col telelavoro, Agea e Argea smaltiscano il loro arretrato ed eroghino i contributi sulla base delle domande presentate, rinviando i controlli. I Centri di Assistenza in Agricoltura certifichino la completezza delle domande e gli enti pagatori paghino. Si fa così in guerra.
Poi c'è la paura. Un piccolo esempio di panico tra Roma e Cagliari. L'Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro ha autorizzato la formazione a distanza per i tirocini finanziati con Fondo Sociale Europeo. Ricordiamoci che ogni tirocinante percepisce 400 euro al mese. La comunicazione è arrivata alla Regione Sardegna il 9 marzo, la quale, per tutta risposta, ha sospeso tutti i tirocini formativi. Mentre si capisce che l'abbia fatto per quelli che si svolgono sul posto di lavoro (mancherebbe la copertura assicurativa), non si capisce perché sospendere e non commutare a distanza tutti gli altri. L'unica risposta è la paura che è l'ultimo sentimento consentito a chi governa.
PAOLO MANINCHEDDA