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05/07/2019

Contro il caporalato la Flai da Oria chiede: «Un lavoro per vivere»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL LEADER NAZIONALE: «IL FENOMENO NON È PIÙ PRESENTE SOLO IN AGRICOLTURA E DIETRO C'È LA MAFIA»
l «Un lavoro per vivere». È la richiesta forte che parte da Oria da parte della Flai Cgil a tutti i suoi livelli, dal locale al nazionale a cui si unisce tutta la Cgil rappresentata dal segretario generale Mau rizio Landini . Momenti di commozione nel corso del ricordo da parte del segretario provinciale della Flai Cgil An tonio Ligorio delle 3 braccianti «che il 25 agosto del 1993 persero la vita in un incidente stradale mentre viaggiavano a bordo di un furgone Ford Transit, stipate come sardine erano in 18 su un furgone che era omologato per 9 persone, Antonia Carbone di 29 anni, Maria Marsella di 25 anni e Maria dell'Aquila di 51 anni. Ma ancora prima altre 5 braccianti di Ceglie Messapica persero la vita in due incidenti nel 1980 e nel 1991 Pompea Argentiero di 16 anni, Lucia Altavilla di 17 anni, Donata Lombardi di 23 anni, mamma di tre bambini Cosima Valente di 36 anni, domenica Abruzzese di 47 anni. Altre braccianti nel corso di questi anni hanno perso la vita in questi anni come Paola Clemente di 49 anni, di Ginosa morta di fatica per due euro l'ora sotto il sole nell'estate del 2015». Nel ricordo delle vittime si sono uniti non solo gli oritani rappresentati dalla sindaca Maria Carone , ma anche tutti i sindaci dei comuni limitrofi dove più è radicato il fenomeno. Una cerimonia sentita a cui hanno preso parte autorità civili e religiose, oltre al prefetto Umberto Guidato . Poi la tavola rotonda introdotta da An tonio Gagliardi , Segretario generale Flai Cgil Puglia, e con gli interventi di Giovanni Mininni , Segretario generale Flai Cgil, Pino Gesmundo , Ma rio Loizzo presidente del Consiglio regionale, Ric cardo Rossi presidente della Provincia, Antonio Macchia Segretario generale della Cgil di Brindisi. «Tra le azioni da fare per contrastare caporalato e sfruttamento in agricoltura - dice Giovanni Mininni , Segretario Generale Flai Cgil nazionale -, oltre all'azione quotidiana portata avanti dalle forze dell'ordine, sarebbe ottima cosa far partire le Sezioni Territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità, come è accaduto proprio a Brindisi nei giorni scorsi. In questo modo, agendo su trasporto e collocamento sarà possibile mettere in campo anche strumenti positivi di prevenzione, come da tempo chiediamo. Noi intendiamo proseguire la nostra battaglia per la piena applicazione della Legge 199, che può veramente sconfiggere e prevenire la piaga dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. Lo ribadiamo da Brindisi, dalla Puglia, terra che conosce bene questi fenomeni ma che ha dato e può dare l'esempio con buone pratiche per contrastarli». «Ricordare le vittime di caporalato in agricoltura davanti al monumento di Oria, unico esempio in Italia - chiosa Antonio Gagliardi Segretario Generale Flai Cgil Puglia -, non è solo ripercorrere una giornata di lutto e di riflessione ma rappresenta un momento per aggregare i lavoratori tornando a farlo nelle piazze: i lavoratori, da soli, sono troppo deboli di fronte allo strapotere di chi sfrutta. Oggi, come allora, si muore mentre un caporale trasporta braccianti stipati all'inverosimile, anche a pochi chi. lometri di distanza, su mezzi che è improprio definire tali, estorcendo una pigione. La Flai, che della lotta allo sfruttamento e al caporalato ne fa una battaglia di civiltà, intende continuare con le azioni di denuncia per garantire ai lavoratori del settore, locali e stranieri, una migliore condizione di vita lavorativa. Molte sono le imprese agricole che lavorano nella legalità, ma sono ugualmente numerose quelle che costruiscono il loro dominio sull'il legalità e lo sfruttamento rivolgendosi al sistema del caporalato: se esiste un caporale è perché esiste un imprenditore che lo cerca, determinando una concorrenza sleale nei confronti di capitani d'impresa che preferiscono fare dell'eticità un marchio distintivo a favore di produzioni di valore sotto il profilo della qualità alimentare e nel rispetto delle leggi e del contratto di lavoro. Ognuno deve sentirsi chiamato in causa: istituzioni locali, enti, organizzazioni datoriali e sindacali affinché l'obbligo verso una doverosa moralità prevalga». «Oggi il caporalato non è presente solo in agricoltura ma attraverso il sistema degli appalti e dei subappalti, dei finti appalti e delle finte cooperative, noi siamo di fronte al fatto che questo elemento si è diffuso in tutti i settori. Una delle critiche più forti che abbiamo fatto allo sblocca cantieri è proprio questa: si sta ritornando a una logica dell'appalto, del massimo ribasso, addirittura questo significa tornare indietro». Così Maurizio Landini, segretario della Cgil, sul tema del caporalato. «C'è un'altra questione: dietro al caporalato, ai subappalti, c'è la malavita organizzata - ha proseguito -. Se si vuol fare una battaglia vera contro la malavita organizzata che ormai controlla pezzi interi dell'economia reale, bisogna anche avere il coraggio di fare una battaglia che rimetta al centro il lavoro e affronti anche queste tematiche. Quindi per noi non è solo un elemento di testimonianza, ma anche il fatto di pensare a un Paese che se si vuole rilanciare deve essere fondato sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza vera. La sicurezza non è chiudere i porti, la sicurezza è non morire sul lavoro, e combattere l'illegalità. Per agire contro il caporalato bisogna applicare fino in fondo quella legge. Bisogna aumentare e investire ad esempio nelle forze che debbono controllare e garantire che questo non avvenga. E poi se si vuole affrontare davvero questa materia, bisogna tornare effettivamente a un collocamento pubblico in modo che diventi chiaro e trasparente come funziona. C'è bisogno di intervenire anche sul sistema dei trasporti. C'è bisogno che ci sia una cosa corale, complessiva, che viene affrontata e soprattutto bisogna rimettere al centro il lavoro cancellando le tante forme di lavoro precario». [Ant. Port.]

Foto: FLAI Il dibattito ad Oria sui temi del «caporalato» con il leader nazionale Cgil, Landini [foto Matulli]