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14/03/2020

Contributi agli hotel l’Europa condanna l’Italia

La Nuova Sardegna

Lo Stato deve pagare 7,5 milioni di euro per i fondi erogati a 28 alberghi nell'isola Gran parte delle strutture ha già restituito gli importi, alcune sono fallite il bando regionale
SASSARI Una telenovela iniziata 20 anni fa, quando la Regione pubblicò un bando che prevedeva l'erogazione di contributi a favore delle strutture alberghiere: l'obiettivo era quello di favorire e incentivare interventi di ristrutturazione che migliorasse l'appeal degli hotel e dunque dell'offerta turistica della Sardegna. Ventotto imprenditori del settore colsero al volo l'occasione e chiesero i contributi: la torta complessiva di 35 milioni di euro fu divisa con cifre comprese tra i 140mila euro e 2 milioni per singolo albergo. Le somme furono stanziate e i lavori avviati. Solo molti anni dopo vennero fuori le irregolarità: nel 2007 l'Unione Europea scoprì infatti ch la Regione non aveva mai notificato il bando alla Commissione. Dunque i contributi si configuravano come aiuti di Stato illegittimi e per questo dovevano essere restituiti. Una doccia gelata per gli albergatori che tentarono in tutti i modi di opporsi. L'ultima puntata della telenovela è andata in onda ieri. La Corte Europea ha condannato l'Italia per inadempienza, ritenendola colpevole per il fatto di non avere recuperato le somme erogate: lo Stato dovrà versare la somma forfettaria di 7,5 milioni di euro, più 80mila euro al giorno per ogni giorno di ritardo rispetto dalla data della sentenza. In realtà nel corso degli anni gran parte delle somme è stata restituita, con conseguenze spesso drammatiche per gli hotel. Molti dei quali, dopo un lunga tira e molla nelle aule giudiziarie, si sono visti costretti a ridurre il personale impiegato e, nei casi peggiori, a dichiarare il fallimento. Con una sentenza emessa nel 2012, la Corte europea appurò infatti che lo Stato aveva recuperato oltre due terzi dei contributi concessi ma evidentemente - come dimostra l'ultimissima sentenza - lo sforzo non è stato considerato sufficiente perché la richiesta non contemplava sconti: il 100 per cento dei contributi doveva tornare indietro. Da lì la richiesta di restituzione di 7,5 milioni di euro. Una notizia che fa tremare gli albergatori coinvolti nell'intricata vicenda e protagonisti loro malgrado di un clamoroso errore. Nessuno di loro avrebbe infatti mai immaginato che gli investimenti fatti per migliorare le strutture e offrire un servizio di qualità superiore alla clientela, si sarebbero trasformati in un incubo. Che purtroppo per alcuni di loro potrebbe non essere finito. La decisione della Corte europea è commentata con una certa indignazione da Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi. «Tutto ebbe origine dal bando di gara in applicazione della legge regionale numero 9 del 1998 che prevedeva incentivi per la riqualificazione e l'adeguamento degli hotel. I problemi vennero fuori quando si scoprì che alcuni beneficiari dei fondi avevano fatto investimenti prima della notifica all'Europa da pare della Regione - dice Manca - In realtà, l'89% delle strutture interessate ha già restituito le risorse, il restante 11% è andato incontro al fallimento. E la multa prevista dalla sentenza della Corte di Giustizia è dovuta al fatto che l'Italia non ha recuperato i finanziamenti concessi. Questa- conclude Manca - è l'appendice di una storia triste di burocrazia di cui gli albergatori hanno pagato le spese per vent'anni». (si. sa.)