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21/07/2020

Contratto rescisso, esposto contro il Comune di Falerna

Gazzetta del Sud

La ditta appaltatricea cuiè stato toltol' incarico: «Dichiarazioni infamanti che non trovano riscontro nella realtà»
L' impresa stava eseguendo i lavori di ristrutturazione del Palazzo di città
Giovambattista Romano FALERNA La decisione del Comune di rescindere il contratto con la ditta GP Terina Costruzioni Srl, aggiudicataria dei lavori di ristrutturazione del municipio falernese (miglioramento antisismico), per asserito «grave ritardo» imputato alla stessa, nonè un capitolo chiuso.L' avvocato Giuseppe Pascuzzi, in nomee per conto dell' impresa, tienea precisare anzitutto chel' aver paventato il sindaco, Daniele Menniti, il pericolo della revoca dei finanziamenti con imputazione di responsabilitàa carico dell' impresa ha procuratoa quest' ultima «un grave danno all' immagine commerciale». Comunica che l' impresa ha dato incarico ai propri legali per la presentazione di un esposto nei confronti del sindaco, Daniele Menniti,e dell' Amministrazione comunale «per le dichiarazioni infamanti, che non trovano riscontro nella realtàe asseritamente supportate da un mero" controllo sommario". Il sindaco ha omesso di dichiarare, infatti- si legge nel documento del legale- chel' 80% dell' operaè stata realizzataa perfetta regola dell' arte dall' impresa; chel' impresa ha dovuto rimediare in sede esecutivaa gravi errori progettuali riconosciuti dal Rupe dalla Direzione dei lavori; cheè stata costretta ad effettuare lavorazioni extra-computo, non contabilizzate dal Comune, per oltre 20 mila 276 euro 32 centesimi al netto del ribasso d' asta; che ha subito sospensioni dei lavori improprie ed immotivate in palese violazione di legge, anche oltre il termine contrattualee motivate per «cambio dell' Amministrazione comunalee nuovi indirizzi» che lo avrebbero, da sole, legittimatoa recedere dal contratto ai sensi del Codice degli Appalti, cosa che non ha fatto solo per senso di responsabilitàe all' unico fine di salvaguardare il buon esito del contratto». Aggiungel' avvocato Pascuzzi che la ditta appaltatriceè stata costretta «a subire una procedura di risoluzione in danno del tutto arbitraria ed immotivata, in grave violazione di legge - sono sue parole- sia per il mancato rispetto delle procedure del Codice dei Contratti sia per le numerose anomalie contabili già denunciate sia per il mancato rispetto della normativa del contraddittorio procedimentale già legalmente rilevata.L' Amministrazione comunale «ha violato tuttii più basilari principi di adeguatezza dell' istruttoriae del giusto procedimento procurandol' annullabilità degli atti assunti per carenza di motivazione, con una indebitae arbitraria forzatura delle procedure». Per tali motivil' impresa appaltatrice ha già formalmente richiesto all' Ente di procedere in autotutela all' annullamento dell' intera procedura. Ha già diffidato il Rupe la Direzione dei lavori al pagamento di tuttii danni finora subitie quantificati in euro 20mila 276 euroesiè riservatadiquantificarenel prosieguo tuttii danni per danneggiamento dell' immagine commerciale dell' impresa. Siè riservata altresì di presentare esposto alla Procura della Corte dei Conti per la valutazione dei danni erarialie delle conseguenti responsabilità in capoa funzionarie amministratori perl' illegittima risoluzione contrattualea fronte di un appalto quasi conclusoe senza che ci fosse alcun effettivo" pericolo di revoca dei finanziamenti", per come invece dichiarato all' opinione pubblica. Della vicendal' impresa- conclude Pascuzzi- intende interessare la Magistratura in tutte le sedi competenti».

Foto: Il MunicipioL' Ente ha rescisso il contratto con la ditta appaltatrice