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12/06/2021

Contratti sotto-soglia Ue, motivare scelta della gara

ItaliaOggi - DI ANDREA MASCOLINI

Parere Mims su affidamenti diretti e dl Semplificazioni
Legittimo utilizzare le procedure diverse dall'affidamento diretto ma occorre motivare e comunque rispettare i termini abbreviati del decreto Semplificazioni. È quanto ha affermato il ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili (Mims) con il parere n. 893 del 30 marzo 2021 sull'applicazione della disciplina degli affidamenti di importo inferiore alla soglia europea contenuta nel decreto n. 76 convertito dalla legge 120/2020 (cosiddetto decreto Semplificazioni). Nella richiesta di parere presentata da una stazione appaltante era stato fatto riferimento al precedente parere ministeriale n. 735 del 24 settembre 2020 del servizio giuridico del ministero nel quale era stato precisato che anche con la disciplina delle procedure sotto-soglia di cui all'art. 1 del decreto Semplifi cazioni n. 76 (convertito nella legge 120/20), non ha carattere facoltativo ma si sostituisce, fi no al 31 dicembre 2021 (termine peraltro prorogato dal decreto Recovery al 30 giugno 2023) rimane ferma la facoltà di ricorrere, in alternativa, alle procedure ordinarie, purché ciò non abbia un intento dilatorio. Fatta questa premessa l'amministrazione ha posto al ministero un altro quesito e, in particolare ha chiesto, pertanto, se entro i limiti di importo per i quali l'art. 1, comma 2 del decreto Semplifi cazioni del 2020 prevede l'affi damento diretto (cioè entro 75mila euro, anche se ad oggi il citato decreto 77/2021 ha elevato questa soglia a 139mila euro), rientri nella facoltà della stazione appaltante anche il ricorso alla procedura negoziata mediante consultazione di operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o elenchi precostituiti. In caso positivo, la stazione appaltante ha poi anche chiesto di voler precisare la procedura cui fare riferimento, escludendosi l'applicabilità dell'art. 36, co. 2, lett. b), dlgs. n. 50/2016 (in quanto temporaneamente derogata), anche in considerazione della previsione per i lavori di soglie di importo precise e determinate nella disciplina stabilita all'art. 1, comma 2, lett. b), L. n. 120/2020. Il ministero ha chiarito che, come già precisato nel parere del 2020 sull'applicazione delle procedure enucleate all'art. 1, comma 2 della richiamata legge 120 che derogano espressamente all'art. 36, secondo comma del Codice, «si tratta di procedure di affi damento più snelle e semplifi cate, temporanee ma non facoltative, introdotte nell'ottica di rilanciare gli investimenti ed accelerare gli affi damenti pubblici, nell'attuale fase emergenziale». Dopo questa premessa il ministero, entrando nel merito, ha chiarito che tenuto conto dei principi di cui all'art. 30 del Codice (trasparenza, concorrenza, non discriminazione, proporzionalità, ecc.), se l'amministrazione aggiudicatrice ravvisi specifi che ragioni, in virtù delle quali ritenga necessario procedere tramite procedure maggiormente concorrenziali, ovvero avviare il confronto competitivo con un numero maggiore di operatori economici, potrà procedere anche evitando l'affi damento diretto e quindi utilizzando le procedure ordinarie. In particolare, in luogo dell'affi damento diretto «si consiglia di dar conto di tale scelta nella motivazione» e, ha detto il ministero, «si ritiene, inoltre, che la stazione appaltante sarà comunque tenuta al rispetto dei termini scanditi dal dl Semplifi cazioni legati alla fascia di importo dell'affi damento (due mesi nel caso di affi damenti di lavori importo inferiore a 150mila euro e, per servizi e forniture di importo inferiore a 75mila), nel rispetto della ratio sottesa alla L. 120/2020 che impone il rispetto di precise tempistiche».