scarica l'app
MENU
Chiudi
23/05/2020

Contratti secretati, affidamenti insindacabili

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

SOLO SE MACROSCOPICAMENTE IRRAGIONEVOLI
In una gara per l'affidamento di un contratto secretato la stazione appaltante esercita un'ampia discrezionalità nella valutazione delle offerte e della loro affidabilità e la determinazione assunta può essere sindacata dal giudice solo se macroscopicamente irragionevole. Lo ha affermato il Consiglio di stato, sezione quinta, con la sentenza del 14 maggio 2020 n. 3052 in una fattispecie per la quale si era impugnata l'esclusione di un concorrente per violazione del principio di tipicità delle cause di esclusione dalla gara, di cui all'art. 80, dlgs n. 50 del 2016. I giudici inquadrano la questione all'interno della disciplina di cui all'art. 162, dlgs n. 50 del 2016 che prevede deroghe al codice «per i contratti la cui esecuzione deve essere accompagnata da speciali misure di sicurezza, in conformità a disposizioni legislative, regolamentari o amministrative». Si tratta di una deroga, ha detto il collegio giudicante, giustificata dall'estrema sensibilità e delicatezza della materia delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, e quindi funzionale ad assicurare il contemperamento di due interessi contrapposti entrambi di rilevanza fondamentale: l'efficacia e la segretezza delle indagini volte all'accertamento di reati, da un lato, e la riservatezza delle persone le cui conversazioni vengono intercettate, dall'altro.A questa specialità della disciplina si collega, dice sempre la sentenza, un esercizio della discrezionalità tecnica con ampi margini di valutazione sul piano concreto e sull'identità dell'offerente, sotto i profili cogenti e primari delle garanzie di sicurezza e affidabilità. Da ciò deriva che l'esercizio della discrezionalità tecnica risulta sindacabile solo in caso di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza per la vicenda esaminata (mancato accreditamento di una ditta da parte della procura ai fini della partecipazione alle gare in questione per un periodo di dodici mesi). Il Consiglio di stato ha ritenuto sufficiente, anche in assenza di criteri selettivi di scelta del contraente, una motivata valutazione dell'amministrazione in ordine alla grave negligenza o malafede nell'esercizio delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara, che abbia fatto venir meno la fiducia nell'impresa, potere il quale, in quanto discrezionale, è soggetto al sindacato del giudice amministrativo nei soli limiti della manifesta illogicità, irrazionalità o errore sui fatti. © Riproduzione riservata