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01/08/2020

Contratti pubblici, correzioni Ue

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Modifi che al codice nello schema ddl europeo 2019-20 per conformarlo alle direttive di Bruxelles
Affi damenti: tolto l'obbligo di indicare i tre subappaltatori
Esclusione per gravi violazioni degli obblighi di pagamento di tasse e contributi anche se non definitivamente accertate; eliminazione a regime (non più fino a fine 2020) dell'obbligo di indicare la terna dei subappaltatori nelle procedure di affidamento di appalti e di concessioni. Sono questi i punti della disciplina contenuta nel codice dei contratti pubblici toccati dal disegno di legge europeo 20192020 (diverso dal disegno di legge di delegazione europea per il 2019, attualmente in Parlamento) portato la scorsa settimana in consiglio dei ministri e che sarà a breve varato dal cdm. Una prima modifica riguarda le esclusioni dalle gare per violazione degli obblighi di pagamento di imposte o tasse. Analogamente alla disposizione oggi contenuta nel decreto-legge semplifi cazioni (art. 8, comma 5) l'intervento normativo della legge europea mira a risolvere le una delle contestazioni sollevate dalla Commissione europea nella procedura di infrazione n. 2018/2273 «Non conformità direttive europee contratti pubblici» che aveva rilevato come elemento distonico rispetto alle direttive Ue il fatto che l'esclusione potesse essere comminata soltanto in caso di accertamento defi nitivo della violazione dell'obbligo di pagamento di contributi e tasse. In altre parole, la Commissione europea ha ritenuto che alla stazione appaltante si deve sempre consentire di escludere dalle procedure di gara un operatore per il quale la medesima stazione appaltante sia a conoscenza o sia in grado di dimostrare che lo stesso operatore non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali anche se non defi nitivamente accertati. L'articolo 9 dello schema di ddl (probabilmente superato quando sarà convertito in legge il decreto semplifi cazioni), In ossequio al principio di proporzionalità, prevede però che si possa procedere all'esclusione (se non ancora accertata definitivamente l'esclusione) solo nel caso in cui tale mancato pagamento costituisca una grave violazione, ciò anche in conformità alla disciplina delle esclusioni, contenuta nei periodi precedenti dell'articolo 80, quando tale mancato pagamento è defi nitivamente accertato. La disposizione prevede, inoltre, che non si proceda all'esclusione anche quando «il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l'estinzione, il pagamento o l'impegno si siano perfezionati (oggi formalizzati) anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande». Un secondo punto considerato dalla norma dello schema di ddl è quello che dà risposta ad un'altra accezione della Commissione europea questa volta sull'articolo 105, comma 6 del codice appalti. In questo caso la correzione nel decreto legge semplifi cazioni non è prevista. Il problema posto a livello europeo era che l'obbligo di indicare una terna di subappaltatori (sia negli appalti, sia nelle concessioni) non fosse conforme al principio di proporzionalità dal momento che ben potrebbe avvenire che agli offerenti non serva indicare tre subappaltatori. La norma oggi è sospesa fi no a fi ne 2020: lo schema di ddl la abroga tout court, come probabilmente verrà richiesto anche in sede di conversione del decreto semplifi cazioni. Coerentemente con la soppressione dell'art. 105, comma 6, lo schema di ddl sopprime la norma che oggi impone di dimostrare l'assenza di cause di esclusione in capo ai subappaltatori. Nulla si dice invece sui limiti al subappalto; attualmente, e fi no a fi ne anno, il subappalto è indicato dalla stazione appaltante e non può superare il 40% dell'importo totale del contratto. © Riproduzione riservata