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24/09/2020

Contratti labour intensive, no al prezzo più basso

Il Sole 24 Ore Dossier - Ilaria Madeo Pierdanilo Melandro

I criteri di aggiudicazione. Chiarita l'obbligatorietà di utilizzo dell'offerta economicamente più vantaggiosa
La legge di conversione, intervenendo sull'articolo 1 del decreto dedicato agli appalti sottosoglia, ha ristabilito (o meglio chiarito) l'obbligatorietà di utilizzo del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (miglior rapporto qualità/prezzo) con riferimento alle procedure di gara aventi ad oggetto contratti ad alta intensità di manodopera, anche sotto-soglia. Si tratta, ad esempio, di servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastici, così come previsti dall'articolo 95 ,comma 3 del Codice dei contratti pubblici. Questa norma stabilisce che il criterio deve essere utilizzato anche per «i contratti relativi all'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale pari o superiori a 40mila euro» e per servizi/forniture, sempre di importo di pari o superiore a 40mila euro, «caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo». L'intervento chiarificatore attuato in sede di conversione, si è reso necessario a causa dei numerosi dubbi sorti a seguito dell'equiparazione tra i due criteri, avviata già con lo Sblocca- Cantieri e confermata nella prima versione del decreto Semplificazioni, nonché a seguito delle perplessità sollevate dall'Anac. L'Autorità di settore aveva segnalato infatti che, pur nella condivisibile esigenza di semplificare gli affidamenti, l'utilizzo del criterio del prezzo più basso negli appalti labour intensive o ad alto contenuto tecnologico avrebbe potuto dare vita ad affidamenti al ribasso giocati sull'abbattimento del costo del lavoro o in danno al contenuto tecnologico della commessa, favorendo ribassi eccessivi ed il proliferare di varianti in corso d'opera. Il legislatore ha scelto, quindi, di escludere espressamente l'ipotesi di consentire l'impiego del criterio del minor prezzo per quegli affidamenti in cui si rischia di ricevere offerte impostate sul mero abbattimento del costo del lavoro o in cui si rischia di svilire il contenuto innovativo e tecnologico della commessa, in sfregio agli aspetti qualitativi. La combinazione tra la nuova impostazione degli affidamenti sottosoglia e la disposizione sui criteri ha dato adito ad ulteriori dubbi applicativi che, a ben vedere, non hanno ragion d'essere. Infatti, essendo consentito l'affidamento diretto fino a 75mila euro per i contratti di forniture e servizi, il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo sarà utilizzato unicamente nel caso in cui vi sia un confronto competitivo e non anche quando la stazione appaltante abbia scelto di affidare direttamente l'esecuzione di un contratto ad un determinato operatore economico, senza scrutinare offerte "qualiquantitative". Ad ogni modo, la stazione appaltante dovrà privilegiare la scelta del criterio del minor prezzo per contratti di importi contenuti ed in relazione a prestazione standardizzate. Da ultimo, si segnala che è stato ampliato l'ambito di applicazione dell'esclusione automatica delle offerte anomale. Affinché sia attivato tale meccanismo, sarà sufficiente che il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque, in luogo del numero di dieci previsto in via ordinaria dal Dlgs 50/2016. Sul punto, l'Anac ha segnalato che l'estensione di questa previsione a tutti gli affidamenti sotto soglia, a prescindere dalla sussistenza di ragioni di urgenza ed emergenza o dalla necessità di far fronte alle conseguenze derivanti dall'emergenza sanitaria o dalle misure ad essa conseguenti, non solo non è conforme al diritto eurounitario ma pone numerosi dubbi in termini di legittimità oltre che di opportunità. © RIPRODUZIONE RISERVATA