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08/08/2020

Contratti a termine, allarme di Confartigianato sui rinnovi

Il Gazzettino

Più di 3000 lavoratori interessati. Sartor: «Correttivi urgenti»
IL QUADRO
TREVISO Nelle prossime settimane un migliaio di piccole imprese dell'artigianato trevigiano potrebbe trovarsi obbligato a rinnovare per legge oltre tremila dei propri lavoratori a termine. Mentre torna ad accendersi il dibattito sul prolungamento della moratoria dei licenziamenti, la Confartigianato della Marca lancia l'allarme. A suscitare le perplessità dell'associazione di categoria è la legge di conversione del cosiddetto Decreto Rilancio, la numero 77 del 17 luglio scorso. Rispetto al provvedimento originario, infatti, il legislatore ha aggiunto un comma all'articolo 93. La nuova norma, in sintesi, dispone che tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato in essere alla data dell'entrata in vigore della legge, anche relativi a personale fornito dalle ex agenzie interinali, siano prorogati per una durata «pari al periodo di sospensione dell'attività lavorativa» a causa della pandemia. Se la maggioranza di questi lavoratori accoglierà la possibilità di conservare ancora per un po' la propria occupazione, le conseguenze della proroga forzata, secondo l'organizzazione imprenditoriale, rischiano di essere pesanti per molte aziende. Nel mondo artigiano nostrano, edilizia compresa, a essere interessati dalla novità sono circa 3.200 addetti (14mila in Veneto). Su un totale di 35mila dipendenti delle ditte, vale a dire grossomodo un collaboratore ogni dieci a libro paga.
IL COMMENTO
«Il 10 per cento della forza lavoro dell'artigianato trevigiano conferma Vendemiano Sartor, presidente provinciale di Confartigianato - vedrà prorogato per legge, e non per scelta del datore di lavoro, il proprio contratto per una durata di almeno otto settimane, che è l'attuale media di utilizzo degli ammortizzatori sociali registrata nel settore». L'associazione imprenditoriale chiede dunque correttivi urgenti, in particolare su tre punti. Primo, la possibilità di escludere dal novero del prolungamento automatico i contratti a termine stagionali, sostitutivi o stipulati per appalti e commesse ormai conclusi. Secondo, prevedere l'esenzione dai versamenti contributivi all'Inps per il periodo di proroga. Infine, queste settimane aggiuntive non devono rientrare nel computo complessivo dei limiti già previsti per il ricorso al tempo determinato in regime ordinario (numero di terministi in un'azienda, durata massima, numero massimo di rinnovi e altri vincoli).
IL PROBLEMA
«Senza i correttivi richiesti - nota Sartor -circa mille imprese artigiane e pmi trevigiane che hanno contratti a termine o di somministrazione in essere si devono inventare lavoro e fare i conti con il paradosso che per applicare questa novità di legge corrono il rischio di incappare in violazioni derivanti dalla vigente normativa in materia di contratti di durata, e di inaugurare una stagione di contenzioso tra le parti che andrebbe in contrasto con l'auspicato rilancio delle attività produttive».
Mattia Zanardo
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