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29/08/2018

Conto alla rovescia per i lavoratori CUP E’ fronte comune contro i ribassi salariali

L'Inchiesta

Da tutte le forze politiche e sigle sindacali arrivano critiche per le condizioni offerte ai lavoratori dal nuovo appalto. I Cinquestelle presentano un'interrogazione, Simeone (Fi) scrive a Zingaretti
Il tempo stringe per i lavoratori dei servizi CUP e REcup delle ASL che tra qualche ora cambieranno appalto con possibili ripercussioni sul loro stipendio. Nel capitolato viene indicata una forbice che va dai 60 fino ai 300 euro in meno al mese. Un punto sul quale i dipendenti, di raccordo con alcune sigle sindacali stanno battendo da tempo per la tutela occupazionale e salariale ma che al momento resta ancora traballante. Una vicenda che sta vedendo anche una frattura tra i sindacati anche alla luce dell'occupazione della Regione Lazio dei lavoratori insieme alla USB che critica apertamente l'operato dei confederati. «Le società vincitrici degli appalti stanno agendo in maniera solitaria usando anche forme di minaccia non tanto velati per costringere i lavoratori e le lavoratrici a firmare i contratti al ribasso con la complicità di CGIL, CISL e UIL» L'Unione Sindacale di Base ha richiesto alla Regione una Proroga tecnica di almeno 30 giorni che dia più tempo a trovare soluzioni valide. La convocazione, da parte della Regione Lazio, di un tavolo con tutte le parti interessate dal cambio appalto al fine di garantire i livelli occupazionali e retributivi per tutti i lavoratori e le lavoratrici. La Regione, secondo quanto diffuso dalla sigla sindacale, si è impegnata a procedere con la proroga dell'appalto in tempi brevi consentendo così di avere il tempo per rivedere i termini dell'appalto. «Questa situazione - conclude la USB conferma quanto sosteniamo da anni e cioè che è arrivato il momento di reinternalizzare tutti gli appalti e i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale» A differenza di quanto affermato dalla Usb, non vogliono cedere di un millimetro Fp-Cgil Roma e Lazio, Filcams-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio, FisascatCisl Lazio, Uil-Fpl Roma e Lazio e Uil Trasporti Roma e Lazio «Le ditte subentranti - esordiscono le sigle - stanno procedendo alla stipula dei contratti in maniera unilaterale e con le decurtazioni di salario che abbiamo denunciato e per le quali abbiamo chiesto un incontro urgente» «Con i nuovi aggiudicatari della gara regionale, le condizioni salariali dei lavoratori del Cup del Lazio saranno insostenibili: l'imminente cambio di appalto, la cancellazione degli scatti di anzianita' e il rapporto di esclusivita' per i part time, impone in media ai dipendenti un taglio di 250-300 euro». E' quanto rende noto il Segretario Regionale dell'Ugl Sanita' Lazio, Gianluca Giuliano, aggiungendo che «e' inaccettabile il silenzio sulla vicenda della Regione, che ha il dovere di farsi garante del mantenimento delle condizioni economiche e dei livelli occupazionali. Sollecitiamo un suo intervento, in assenza del quale l'Ugl e' pronta a scender in piazza e combattere per la dignita' di ogni singolo lavoratore». Nel frattempo continuano a piovere messaggi di solidarietà nei confronti dei lavoratori da parte di tutte le forze politiche. «Piena solidarietà ai lavoratori dei Cup del Lazio e totale sostegno alle iniziative dell'assessore alla sanità, Alessio D'Amato, per risolvere la situazione di tanti uomini e donne, fortemente preoccupati dai cambi di appalto in diverse Asl laziali. Bene il rinvio del subentro, risposto dall'assessore, è in questi giorni si compiano tutti gli atti affinché i lavoratori vengano tutelati a livello contrattuale e salariale, perché la Regione Lazio è impegnata a far rispettare fino in fondo l'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali per garantire legalità e garanzie occupazionali». E' quanto affermato dal presidente della IX Commissione regionale lavoro, Eleonora Mattia (Pd). Il presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone, ha invece inviato una nota a sua firma nella quale si chiede al presidente della Regione lazio, all'assessore regionale alla sanità, al direttore della direzione regionale sanità, di rompere il muro di silenzio e di voler intervenire convocando con urgenza, anticipando la data del 10 settembre, un incontro con le sigle sindacali per dare certezze ai lavoratori che con il proprio impegno assicurano ogni giorno l'erogazione di servizi ed assistenza fondamentale agli utenti della sanità del Lazio e che sono stati letteralmente umiliati dalle condizioni dettate loro della società entrante nella gestione del servizio. «I lavoratori del servizio Cup regionale hanno bisogno di certezze e di una continuità salariale circa il proprio futuro occupazionale. Si tratta di circa duemila lavoratori, molti dei quali impegnati anche in Provincia di Frosinone, che svolgono quotidianamente, con estrema dedizione, il proprio lavoro garantendo ai cittadini l'erogazione di essenziali servizi ed assistenza sanitaria. Gli aggiudicatari dei bandi di gara debbono garantire salari e posti di lavoro. E' necessario che i contratti rispettino le condizioni precedenti, per cui bisogna scongiurare la riduzione dei salari di circa 200 euro, così come il rapporto di esclusività per i contratti part time e la cancellazione degli scatti di anzianità. Ritengo che la Regione Lazio debba tutelare le famiglie dei lavoratori e la stessa qualità dei servizi ai cittadini. Non possiamo permettere che servizi indispensabili quali i centri di prenotazione possano essere messi a rischio, pertanto è necessario che la Regione rispetti gli impegni assunti». E' quanto dichiara il Presidente della V Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, il Consigliere Regionale Pasquale Ciacciarelli. Non manca all'appello il Movimento 5 Stelle che ha presentato un'interrogazione a prima firma di Davide Barillari, al Goverantore Zingaretti e all'assessore alla Sanita', D'Amato, basandosi anche su testimonianze dirette dei dipendenti Cup. «Dal prossimo 1 settembre centinaia di lavoratori del Centro Unico di Prenotazione (Cup), con il passaggio alla nuova societa' vincitrice di uno dei lotti dell'appalto, la GPI, rischiano di essere licenziati o costretti ad accettare in pochi giorni proposte di contratto che prevedono stipendi da fame: circa 200 euro in meno, da 900 a 700 euro mensili. Contemporaneamente la stessa societa' starebbe cercando nuovo personale. «Eppure lo scorso novembre la Giunta Zingaretti, nella persona dell'attuale presidente del Consiglio regionale, Leodori, ha firmato un accordo con i sindacati, per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori con l'arrivo del nuovo datore di lavoro. E invece ora- incalza Barillari - con questo rinnovo di contratto al ribasso, segnato dal diktat 'prendere o lasciare', la Regione, reagisce con un vergognoso voltafaccia, limitandosi a dare la proroga di un mese solo ad alcune Asl, ormai a ridosso della scadenza. Un modus operandi consolidato che oltre a creare ingiustizia sociale contribuisce a ridurre ulteriormente gli standard del Servizio sanitario regionale». «Pertanto chiediamo che la Giunta Zingaretti rispetti l'accordo firmato per la tutela dei diritti dei lavoratori del Cup e avvii un iter di reinternalizzazione dei servizi pubblici regionali in modo da eliminare una volta per tutte le criticita' strutturali che creano precarieta' e minano la qualita' dei servizi essenziali», concludono i 5stelle.

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