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03/07/2020

Conte spinge sul taglio dell’Iva Poi invita il centrodestra

Corriere della Sera - Marco Galluzzo

le tensioni nel governo
Il premier ipotizza uno sgravio sui pagamenti digitali Salvini, Meloni e Berlusconi: porteremo le nostre proposte In Parlamento Il 15 l'informativa prima del Consiglio Ue «Non temo risoluzioni, neanche sul Mes».
ROMA
Rivendica le misure che diventano vigenti in questi giorni, come il taglio del cuneo fiscale. Promette che il dl Semplificazioni sarà «la madre di tutte le riforme». Dice di non temere «alcuna risoluzione del Parlamento tantomeno sul Mes».

Giuseppe Conte spazia da un argomento all'altro prima durante il question time della Camera, poi rispondendo ai cronisti fuori da Montecitorio, poi ancora su Facebook, rivendicando i risultati del governo: «A partire da oggi scattano alcune novità che miglioreranno la vita dei cittadini. Con il taglio del cuneo fiscale, 16 milioni di lavoratori avranno un aumento in busta paga da fine luglio, anche fino a 100 euro in più al mese. Siamo intervenuti potenziando l'ecobonus e il sismabonus fino al 110%. Un provvedimento che il Parlamento in questi giorni sta ulteriormente migliorando e che permette a migliaia di famiglie di intervenire a costo zero, grazie al sostegno dello Stato, per rendere la propria abitazione ecosostenibile. Abbiamo introdotto, inoltre, un credito di imposta del 30 per cento a favore di esercenti e professionisti sulle commissioni per i pagamenti tramite Pos da parte dei clienti».


Insomma una carrellata di rivendicazioni che serve anche respingere le accuse di vivacchiare, di non prendere decisioni sul Mes e di continuare a promettere un provvedimento sulle semplificazioni che resta al momento in alto mare, anche se lui lo definisce «uno snodo fondamentale per modernizzare e velocizzare il Paese».


È anche il giorno in cui i partiti di opposizione ricevono una lettera in cui il capo del governo si dice disposto ad un confronto istituzionale per definire insieme il piano di rilancio del Paese. E la risposta di Berlusconi, Salvini e Meloni è più o meno univoca: «Andremo e porteremo le nostre proposte». E se Salvini al Senato continua a conquistare senatori M5S poco male: «Francamente la mia preoccupazione non è l'attività che fanno altri per acquisire altri parlamentari, i numeri ci sono ancora. Confido nel senso di responsabilità anche perché stiamo lavorando per creare le premesse per rendere ancora più efficace il piano di rilancio».


A Montecitorio, nella risposta ad un'interrogazione, Conte poi fa trapelare una delle ipotesi allo studio, quella di uno sgravio dell'Iva legato ai pagamenti digitali: «L'ipotesi, su cui si può anche ragionevolmente lavorare, a mio avviso è quella di mettere insieme due istanze, dando una scossa ai consumi attraverso un possibile sgravio dell'Iva per chi ricorre alla moneta elettronica. In sostanza, si potrebbe delineare un meccanismo incentivante che combina l'esigenza di rilanciare, sì, la domanda, ma insieme anche di modernizzare il Paese e di incentivare i pagamenti digitali».


Poi c'è la parte dedicata al negoziato in corso in Europa: «Ogni decisione sulle risorse sarà condivisa doverosamente con il Parlamento. In queste ore il governo sta conducendo un'intensa attività diplomatica per garantire una risposta Ue adeguata», dice Conte. «Ne ho parlato in questi giorni con il premier Rutte e la cancelliera Merkel: da parte italiana resta l'obiettivo di un'intesa rapida che mantenga l'ambizione di partenza», ha aggiunto il premier. Il tema sarà discusso al Senato il 15 luglio con le comunicazioni del premier in vista del Consiglio europeo del 17 e 18.


Ma Conte sgancia anche il dibattito attuale sul Mes, dalle scelte complessive di politica fiscale o economica. «A settembre l'Italia presenterà il suo piano di rilancio e non vi è alcuna connessione tra una eventuale decisione di usare le linee di credito del Mes e le scelte generali di politica di bilancio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

I nodi

La questione

legata al Mes

Nella maggioranza
di governo ci sono diversi temi
di scontro, che ne lacerano la stabilità. Anzitutto c'è la questione degli aiuti europei legati al Mes, con i dem che premono per utilizzarli, mentre il M5S è contrario e preferisce attendere
il Recovery fund. La questione però sarà affrontata dall'Aula con tutta probabilità solo a settembre

Lo scontro

sul condono

Altro motivo
di scontro è stata nelle ultime ore la norma sul condono edilizio. La norma, difesa dal premier Conte e dalla ministra M5S Dadone, ma osteggiata da Pd, Leu e renziani, è stata stralciata dal dl Semplificazioni. Il condono era una sanatoria su abusi «minori» e su quelli più antichi. Il ministro Costa si era detto contrario

Le misure

per gli appalti

Altro punto controverso riguarda il codice degli appalti: sono previste norme emergenziali fino
al 31 luglio 2021. Tra le misure, è previsto l'affidamento diretto per opere sotto i 150 mila euro. Prevista anche una accelerazione delle procedure. Il M5S punta al modello Genova e al superamento del codice degli appalti, contrario invece il Pd

I dubbi sull'abuso d'ufficio

C'è discussione anche per le norme
che intervengono sull'abuso d'ufficio.
Si tratta di regole
nate per superare situazioni che penalizzano i funzionari. Allo studio la possibilità
di limitare la responsabilità erariale ai soli casi di dolo e l'abuso d'uffico alle fattispecie che non prevedono margini
di discrezionalità


Foto:

Lo scatto

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, 54 anni - fotografato mentre gli viene misurata la febbre
per rispettare le misure anticorona-virus - ieri
ha inaugurato
i nuovi spazi
di formazione professionale all'interno del WeGil, l'hub dedicato
a mostre
ed eventi: «Oggi facciamo un salto
nel futuro»,
ha detto Zingaretti. Il segretario dem ha incalzato
la maggioranza
di governo
ad agire
e accelerare sulle riforme