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30/09/2020

Conte: sì al commissario per il Polo della giustizia

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Il premier anticipa a Decaro la decisione che dovrebbe accelerare il piano per le ex Casermette
La rassicurazione è arrivata dal premier Giuseppe Conte: il Polo barese della giustizia sarà inserito fra le opere strategiche da realizzare tramite commissariamento. Significa che un tecnico nominato dal governo potrebbe dare il via libera allo studio di fattibilità (presentato due anni fa) in poche settimane, fare la gara di progettazione in circa sei mesi e la gara d'appalto nell'anno successivo. Nel giro di un anno e mezzo i lavori alle ex Casermette potrebbero cominciare e lasciare alle spalle le lungaggini.
● a pagina 3 La rassicurazione è arrivata dal premier Giuseppe Conte: il Polo barese della giustizia sarà inserito fra le opere strategiche da realizzare tramite commissariamento. Significa che un tecnico nominato dal governo potrebbe dare il via libera allo studio di fattibilità (presentato due anni fa) in poche settimane, fare la gara di progettazione in circa sei mesi e la gara d'appalto nell'anno successivo. Nel giro di un anno e mezzo i lavori alle ex Casermette potrebbero cominciare e lasciarsi alle spalle le lungaggini di un iter in capo al ministero della Giustizia, che mette le questione Bari in un calderone di problemi di edilizia giudiziaria in ogni regione d'Italia.
Il commissariamento sarebbe invece la svolta. E stando alle rassicurazioni ricevute dal sindaco Antonio Decaro, la nomina del commissario potrebbe essere vicina. Nell'eventuale decreto, del resto, dovrebbero essere indicati anche i tempi dell'incarico. Quindi il termine per la realizzazione dell'opera verrà messo nero su bianco e non saranno più possibili lunghi mesi di silenzio, come quelli trascorsi da gennaio, «quando si è tenuto l'ultimo tavolo interistituzionale - ricorda Decaro - dopo il quale non abbiamo avuto ulteriori notizie». Un silenzio imbarazzante, mentre l'emergenza Covid faceva esplodere il problema della inadeguatezza per il Palagiustizia a Poggiofranco, che non ha aule in cui celebrare le udienze con molte parti e che ha costretto la prefettura a riunire un tavolo per trovare una nuova sede al processo sul crac della Banca Popolare di Bari.
Il risultato è che la Nuova Fiera del Levante metterà a disposizione lo Spazio 7, un padiglione con 500 posti, dove a breve sarà effettuato un sopralluogo per stabilire tempi e modalità dei lavori di adeguamento. «Abbiamo fatto sforzi enormi, perché avevamo prenotazioni per quel padiglione per marzo - ha spiegato il presidente della Nuova Fiera, Alessandro Ambrosi - Ci siamo messi a disposizione per un servizio utile alla società, alla città di Bari e alla giustizia in generale». Un servizio che in teoria potrebbe servire anche per altri processi: non è detto che tutte le maxiudienze potranno tenersi a Bitonto, considerato che le norme anti-Covid dimezzano il numero di parti che possono entrare nelle aule. E rendono più urgente la costruzione del Polo della giustizia, considerato che anche il tribunale civile in piazza De Nicola ha continuamente bisogno di ristrutturazioni. Anche su tale questione il sindaco ha dato una buona notizia: «Probabilmente potremo utilizzare alcuni fondi del Recovery fund. Ho chiesto al presidente Conte di inserire fra i progetti da finanziare anche la costruzione del tribunale civile». Fino a questo momento gli unici fondi a disposizione sono i 94 milioni di euro destinati alla sede della giustizia penale.
Una serie di buone notizie per gli avvocati penalisti, che con il presidente Guglielmo Starace hanno accolto positivamente sia la scelta dello Spazio 7 per il processo Popolare di Bari sia le sollecitazioni per il polo della giustizia fatte dal sindaco al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
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Foto: kLe ex Casermette Una veduta dall'alto del vecchio complesso militare che comprende le caserme Milano e Capozzi fra via Fanelli e via Alberotanza. Qui sarà realizzata la Cittadella della giustizia